Bilancio UE 2026: via libera alla posizione del Parlamento europeo

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|19 febbraio 2025|Aggiornato: 02 aprile 2025Pulsante icona social per XPulsante icona social per LinkedInPulsante icona social per Facebook
La plenaria ha approvato la relazione, già adottata dalla commissione per i Bilanci del Parlamento europeo il 20 marzo, sulle priorità del bilancio dell'UE per il 2026. Focus su difesa, prosperità e sostenibilità e l'appello ad utilizzare il bilancio europeo, in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche e di aggravamento degli effetti del cambiamento climatico, per garantire la stabilità dei cittadini europei, sostenere le politiche europee più consolidate e provvedere alle nuove priorità strategiche, come la difesa e la sicurezza. Via libera al programma di lavoro della Commissione europea per il 2025

Il voto del PE arriva a distanza di un mese e mezzo dall’adozione degli orientamenti del Consiglio sul bilancio europeo 2026 e apre la strada alla definizione della proposta di budget annuale da parte della Commissione europea, attesa a giugno.

Le priorità del Parlamento europeo sul bilancio UE 2026

Con 441 voti a favore, 173 contrari e 70 astensioni, il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sul budget europeo 2026. Un voto arrivato nello stesso giorno in cui gli Stati Uniti di Donald Trump sono pronti ad annunciare i dazi sui prodotti europei, in un contesto globale ormai in profondo mutamento.

Non sorprende, quindi, che le priorità dell'Eurocamera sul prossimo bilancio annuale si concentrino su preparazione strategica e sicurezza, competitività economica e resilienza, ma anche sostenibilità e clima, nonché sul rafforzamento del mercato unico. I deputati chiedono inoltre ulteriori investimenti in ricerca, innovazione, imprese, salute, energia, protezione delle frontiere, transizione digitale e verde e giovani; ma non mancano di evidenziare anche la limitata flessibilità del bilancio 2026, che rimane sotto pressione anche per il rimborso dei prestiti nell'ambito del piano di ripresa dell'UE NextGenerationEU.

Come ha spiegato il relatore della proposta, Andrzej Halicki (PPE, PL), la posizione del PE è frutto di "difficili negoziati tra i nostri gruppi politici”, una mediazione che ha portato però ad “orientamenti ben bilanciati che rispettano i valori e gli ideali di tutti i gruppi. Il nostro compromesso sottolinea priorità chiave, tra cui difesa, sicurezza, energia, competitività, agricoltura, resilienza economica, risposta alle crisi, salute, democrazia e un'Unione più forte in un mondo che cambia. Abbiamo espresso una posizione forte, dimostrando alla Commissione e al Consiglio che il Parlamento è un attore serio, pienamente preparato a difendere le priorità dei nostri cittadini”.

Entrando nel merito dei temi, per quanto concerne la resilienza e la sostenibilità economica dell'UE, per il PE esse dipendono dall'aumento dell'innovazione e della competitività, dalla riduzione del divario di competenze e da una maggiore produzione industriale in Europa. La ricerca e l'innovazione, soprattutto nell'ambito del programma Horizon Europe, restano dunque fondamentali. Per questo i deputati chiedono finanziamenti adeguati per aiutare le PMI e maggiori partenariati pubblico-privato. Sempre su questi temi, poi, dal PE arriva anche la richiesta di investimenti più rapidi nelle transizioni verde e digitale, con una forte attenzione alle infrastrutture digitali, all'intelligenza artificiale e alla sicurezza informatica.

Sul fronte della sicurezza, i deputati chiedono di migliorare la protezione dell'UE, la cybersicurezza e le capacità di difesa, e di finanziare le infrastrutture di trasporto a duplice uso per costruire una vera Unione della Difesa. I deputati sottolineano, poi, anche la necessità di un sostegno adeguato per gli agricoltori e di finanziamenti per il Fondo di solidarietà dell'UE, l'iniziativa Restore EU e il meccanismo di protezione civile, per aiutare i Paesi dell'UE sopraffatti dalle crisi. Il PE si concentra anche sui temi della migrazione, evidenziando l'importanza di attuare il Patto per l'asilo e la migrazione nel pieno rispetto della normativa sui diritti umani, nonché garantire la sicurezza delle frontiere dell'UE con finanziamenti adeguati, così come procedere con la lotta alle reti di trafficanti di migranti. Infine, il Parlamento chiede di garantire la sicurezza e l'indipendenza energetica attraverso investimenti in infrastrutture critiche, tecnologie a basse emissioni di carbonio, energie rinnovabili e interconnessioni transfrontaliere.

In materia di salute e cultura, l’Eurocamera chiede anzitutto di continuare a investire in EU4Health e nel Cluster Salute di Horizon Europe per migliorare i sistemi sanitari e la preparazione alle crisi. I parlamentari europei sottolineano inoltre che Erasmus+ è essenziale per l'emancipazione dei giovani attraverso l'istruzione, la formazione e le opportunità di lavoro. E invitano a sostenere i settori culturali e creativi, a promuovere un'alfabetizzazione digitale e mediatica inclusiva, a combattere la disinformazione, a contrastare i discorsi d'odio online e i contenuti estremisti, a salvaguardare la libertà dei media e a garantire un uso corretto dei fondi dell'UE nel rispetto dello Stato di diritto.

Ora più che mai, inoltre, è necessario avere un'UE forte in un mondo che cambia. In tale contesto, alla luce dell'improvvisa diminuzione dei finanziamenti internazionali per affrontare i conflitti globali, le sfide geopolitiche e le crisi nel vicinato dell'UE, i deputati sottolineano la necessità di assicurare risorse sufficienti su questi fronti. Non poteva poi mancare, ovviamente, un richiamo specifico sull’Ucraina. Il Parlamento europeo, infatti, si impegna a fornire un sostegno incondizionato e totale al Paese, oltre a finanziare gli sforzi di preadesione, le politiche di vicinato e gli aiuti umanitari per garantire la stabilità regionale.

Last but not least, il fronte della gestione dei prestiti. Il PE, infatti, sottolinea come i costi di rimborso di NextGenerationEU graveranno sul bilancio del prossimo anno, ricordando l'accordo del 2020 secondo cui il rimborso non dovrebbe portare a una riduzione dei programmi e dei fondi dell'UE. E sempre in materia di risorse, esprimono preoccupazione anche per la mancanza di progressi in seno al Consiglio sulle nuove risorse proprie per il Quadro finanziario pluriennale.

Gli orientamenti del Consiglio sul bilancio annuale UE 2026

Come già accennato, con un voto arrivato durante l'Eurogruppo dello scorso 18 febbraio, anche il Consiglio ha approvato la propria posizione sul bilancio europeo 2026, riconfermando anzitutto “che l'UE resta determinata a continuare a fornire sostegno finanziario all'Ucraina, per tutto il tempo necessario e con l'intensità necessaria, e a sostenerne la resilienza e la ricostruzione a lungo termine”, come riportato nel comunicato rilasciato dopo il vertice.

Presente poi un richiamo alla prudenza, con il Consiglio che chiede un bilancio 2026 non solo “realistico, in linea con esigenze reali” ma anche “prudente” e in grado di “lasciare margini sufficienti al di sotto dei massimali del Quadro finanziario pluriennale (QFP) per far fronte a circostanze impreviste e rispondere alle sfide dell'Unione”.

Gli orientamenti fanno esplicito riferimento anche a RESTORE (Regional Emergency Support to Reconstruction), lo strumento varato a dicembre scorso che modifica il Regolamento che disciplina FESR e Fondo di Coesione (Regolamento (UE) 2021/1058) e il Regolamento FSE+ (Regolamento (UE) 2021/1057) al fine di assicurare liquidità ai Paesi colpiti da calamità naturali, permettendo loro di rimodulare i relativi Programmi.

Il Consiglio sottolinea, inoltre, la necessità che la Commissione individui nel progetto di bilancio per il 2026 le riassegnazioni concordate nel QFP riveduto, che sono necessarie per finanziare le priorità stabilite, compresa la migrazione.

Presente, infine, un invito alla Commissione a “tenere conto dell'accordo sul bilancio 2025 per quanto riguarda le risorse da utilizzare per i pagamenti degli interessi di NextGenerationEU, qualora non possano essere coperti dall'attuale linea di bilancio”.

Le prossime tappe per l'approvazione del bilancio europeo 2026

Con l'approvazione degli orientamenti da parte del Consiglio e del Parlamento europeo, i riflettori si spostano ora sulla Commissione che, entro giugno, dovrebbe presentare la proposta di budget annuale tenendo conto - appunto - di quanto espresso già dai due co-legislatori in merito.

Il bilancio annuale dell’UE - lo ricordiamo - è lo strumento che delinea tutte le spese e le entrate dell'UE relative a un esercizio, garantendo che siano conformi ai limiti di spesa fissati dal bilancio a lungo termine. Un documento strategico, dunque, la cui procedura di adozione è definita dal Regolamento sul QFP, che scandisce infatti anche le tempistiche successive: la scadenza del 1° ottobre per l’adozione, da parte del Consiglio, della propria posizione sul budget (comprese eventuali modifiche) a cui deve seguire, entro 42 giorni, quella del Parlamento europeo (anche qui incluse eventuali modifiche).

E’ bene sottolineare che in caso di divergenze tra le posizioni del Consiglio e del Parlamento, il Regolamento prevede che venga convocato un Comitato di Conciliazione con il compito di raggiungere un accordo su un testo comune entro 21 giorni dall'adozione della posizione del Parlamento Europeo. Tale testo comune è poi soggetto all'approvazione del Consiglio e del Parlamento entro 14 giorni dall'accordo.

Il bilancio europeo 2026 dovrà essere approvato entro la fine del 2025.