Mercato unico digitale - audiovisivo, proposte per aggiornare direttiva Ue

|Strategie|03 giugno 2016

La Commissione Ue ha presentato alcune misure per rinnovare la normativa sui servizi di media audiovisivi

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Nell’ambito della strategia per il mercato unico digitale il Collegio dei commissari ha proposto un aggiornamento della direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA).

Perché aggiornare la direttiva SMA

Grazie alle nuove tecnologie gli utenti europei non si limitano più a guardare i contenuti video in televisione, ma utilizzano anche servizi video a richiesta (come Netflix) e piattaforme per la condivisione di video (come YouTube e Dailymotion). Alla luce di questo quadro, la Commissione Ue intende riequilibrare le norme attualmente applicabili alle emittenti tradizionali, ai fornitori di video a richiesta e alle piattaforme per la condivisione di video, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei minori.

Le proposte della Commissione Ue si basano sugli esiti della valutazione della direttiva SMA condotta nel 2010.

Piattaforme responsabili

Le piattaforme che organizzano e classificano grandi quantità di video dovranno tutelare i minori da contenuti nocivi (come la violenza e la pornografia) e proteggere tutti i cittadini dall'incitamento all'odio. Inoltre, la Commissione Ue inviterà tutte le piattaforme per la condivisione di video a collaborare nell'ambito dell’Alleanza per una migliore tutela dei minori online, al fine di elaborare un codice di condotta per il settore.

Autorità di regolamentazione

Con la direttiva riveduta le autorità di regolamentazione saranno realmente indipendenti dai governi e dall'industria. I regolatori nazionali del settore audiovisivo non si occuperanno semplicemente di autoregolamentazione, ma avranno il potere di far rispettare le norme, che, a seconda di quanto previsto dalla legislazione nazionale, potranno anche comportare delle sanzioni.

Il ruolo del gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi, costituito da tutti i 28 regolatori nazionali del settore, sarà definito nella normativa dell'Ue. Il gruppo valuterà i codici di condotta di coregolamentazione e fornirà consulenza alla Commissione europea.

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