Nuove imprese a tasso zero, dal 15 novembre stop alle domande per i finanziamenti

Imprese femminili e giovani - Foto di rawpixel da Pixabay In considerazione dell'imminente esaurimento delle risorse a disposizione, a partire dal 15 novembre sarà chiuso lo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione relative alla misura Nuove imprese a tasso zero, volta a sostenere la nuova imprenditorialità giovanile e femminile. 

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Come cambiano i finanziamenti alle nuove imprese giovanili e femminili

Nella versione precedente del regime di aiuto i finanziamenti agevolati della misura Nuove imprese a tasso zero, di cui al capo I del decreto legislativo n. 185-2000, duravano un massimo di otto anni, coprivano fino al 75% della spesa, che non doveva superare la somma di 1,5 milioni di euro, ed erano destinati esclusivamente a giovani fino a 35 anni, donne, indipendentemente dall’età, e imprese giovanili e femminili costituite da non più di 12 mesi.

Il decreto Crescita (dl n. 34-2019) ha allungato la durata dei mutui a dieci anni, aumentato la copertura del prestito fino a un massimo del 90% delle spese e la spesa ammissibile fino a 3 milioni di euro, ampliando parallelamente la platea dei beneficiari dell'agevolazione alle micro e piccole imprese costituite da non oltre 60 mesi. Con la manovra 2020, inoltre, al finanziamento si è aggiunto un contributo a fondo perduto.

I finanziamento agevolati a tasso zero, quindi, possono avere una durata massima di dieci anni e devono essere restituiti dall’impresa beneficiaria, senza interessi, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno.

Per i finanziamenti di importo non superiore a 250mila euro non sono previste forme di garanzia, mentre quelli che superano tale soglia devono essere assistititi da privilegio speciale laddove acquisibile nell’ambito degli investimenti agevolati ed in funzione della natura dei beni.

Il finanziamento agevolato può essere integrato con un contributo a fondo perduto, che viene concesso nei limiti delle risorse disponibili. In caso si esaurimento dei fondi, cioè, si procede alla concessione del solo finanziamento agevolato.

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto in misura pari al 20% delle spese per le imprese costituite da non più di 36 mesi e fino al 15% della spesa per quelle costituite da non più di 60 mesi. In entrambi i casi, però, complessivamente l'importo delle agevolazioni concesse non può essere superiore al 90% della spesa ammissibile.

Infine, il regime di aiuto offre a tutti i beneficiari, in aggiunta alle agevolazioni, anche servizi di tutoraggio tecnico-gestionale, erogati anche mediante modalità telematiche e finalizzati a trasferire competenze specialistiche, strategiche per il miglior esito delle iniziative finanziate, negli ambiti tematici di maggiore interesse e rilevanza per le imprese,  con particolare riferimento alla corretta fruizione delle agevolazioni, al marketing, all’organizzazione e alle risorse umane.

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Quali sono gli investimenti ammissibili alle agevolazioni

La misura finanzia programmi di investimento, realizzabili su tutto il territorio nazionale, nei settori:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, inclusi quelli afferenti all’innovazione sociale, intesa come produzione di beni che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative;
  • fornitura di servizi alle imprese e/o alle persone, compresi quelli afferenti all’innovazione sociale;
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo, comprese le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza.

I programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda, o dalla data di costituzione della società nel caso in cui l'istanza sia presentata da persone fisiche,  ed avere durata non superiore a ventiquattro mesi decorrenti dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento.

Cosa è previsto in caso di neo-imprese o di imprese già costituite

Come si è detto le agevolazioni sono destinate alle micro e piccole imprese costituite da non oltre 60 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, anziché da non più di 12 mesi, in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni o da donne.

La spesa ammissibile e l'intensità del finanziamento, però, variano in base alle caratteristiche dei beneficiari:

  • in caso di iniziative promosse da imprese costituite da non più di 36 mesi sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di spesa di importo non superiore a 1,5 milioni di euro al netto di IVA e il finanziamento può coprire fino al 75% della spesa;
  • per le imprese costituite da almeno 36 mesi e da non oltre 60 mesi, invece,  la soglia sale a 3 milioni a euro, con l'intensità del finanziamento che arriva a un massimo del 90%.

Chiusura sportello, domande a Invitalia dal 15 novembre

I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione sono stati definiti con la circolare dell'8 aprile 2021 del direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo economico. 

La finestra temporale per inviare le istanze, tramite la piattaforma telematica del soggetto gestore Invitalia, si è aperta lo scorso 19 maggio 2021 e si chiuderà a partire dalle ore 12.00 del 15 novembre 2021 per esaurimento fondi.

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, cui segue – in caso di esito positivo – la stipula del contratto di finanziamento e l'erogazione, su richiesta dell’impresa beneficiaria, in non più di cinque stati di avanzamento lavori (SAL) di importo non inferiore al 10% dei costi ammessi.

Contestualmente alla richiesta di erogazione del finanziamento, l'impresa può richiedere la proporzionale erogazione delle agevolazioni connesse alle eventuali esigenze di capitale circolante.  L’ultimo pagamento è effettuato a seguito dell'accertamento della realizzazione del programma di investimento da parte del soggetto gestore.

Approfondimento: come vengono valutate le domande

Nel corso del webinar sull’incentivo Nuove imprese a tasso zero, organizzato lo scorso 28 aprile dalla direzione generale incentivi alle imprese del MISE è stata fornita una panoramica circa i nuovi criteri di accesso all’incentivo, con focus sulle principali novità in materia di platea dei potenziali beneficiari e relative alle forme di agevolazione.

Fra i chiarimenti emersi durante l'evento, alcuni punti da sottolineare:

  • non ci sono limiti minimi di investimento;
  • è possibile intervenire su più sedi, purché siano interconnesse;
  • gli stessi soci possono presentare più domande, comparendo in compagini societarie diverse;
  • sono escluse le ditte individuali, a differenza delle società unipersonali.

Inoltre, in caso di esaurimento delle risorse finanziarie destinate al contributo a fondo perduto, le agevolazioni saranno concesse nella sola forma di finanziamento agevolato. Per questa ragione può risultare determinante la tempestività nella presentazione delle domande, che saranno sottoposte ad un iter di valutazione in due fasi.

La prima prevede la valutazione dell'idea progettuale, della sua fattibilità e del team imprenditoriale, cui fa seguito un colloquio con i proponenti finalizzato ad approfondire tutti gli aspetti del piano d’impresa. Solo se si supera questo primo step, si accede ad un secondo colloquio che verte sulla sostenibilità dell’iniziativa proposta e sugli aspetti economici e finanziari connessi al progetto presentato. 

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