Esonero contributivo per le assunzioni di donne: la guida INPS

Assunzioni donne - Photo credit: Foto di Anastasia Gepp da Pixabay Con il Messaggio n. 1421 del 6 aprile 2021 l'Istituto ha fornito nuove precisazioni sullo sgravio contributivo per l'assunzione di donne introdotto dalla legge di Bilancio 2021.

L'esonero contributivo al 100% per assunzioni di giovani e donne

Il Messaggio fa seguito alla Circolare n. 32 del 22 febbraio 2021, con cui l'INPS aveva fornito i primi chiarimenti sulla decontribuzione per chi assume donne svantaggiate nel biennio 2021-22, prevista dalla manovra insieme all'esonero contributivo per le nuove assunzioni e per la stabilizzazione dei contratti a termine di giovani che non abbiano compiuto i 36 anni di età.

L'esonero contributivo per le assunzioni di donne nella legge di Bilancio 2021

La manovra stabilisce che lo sgravio contributivo per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022 è riconosciuto nella misura del 100%, nel limite massimo di importo pari a 6 mila euro annui.

Il riconoscimento dell’esonero è subordinato, però, al requisito dell’incremento occupazionale netto, che deve essere calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

La Circolare INPS n. 32-2021 sugli incentivi per assunzioni di donne

Con la Circolare n. 32 del 22 febbraio 2021, l'Istituto ha fornito una serie di chiarimenti sui beneficiari dell'agevolazione e sui rapporti di lavoro incentivati.

Chi può richiedere lo sgravio contributivo

L'esonero contributivo è accessibile a tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compresi i datori di lavoro del settore agricolo, mentre sono escluse le pubbliche amministrazioni, individuabili assumendo a riferimento la nozione e l’elencazione recate all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001.

Di conseguenza, in continuità con quanto già chiarito con le disposizioni amministrative adottate dall’Istituto in relazione alle più recenti agevolazioni, hanno diritto al riconoscimento del beneficio in oggetto anche:

  • gli enti pubblici economici;
  • gli Istituti autonomi case popolari trasformati in base alle diverse leggi regionali in enti pubblici economici;
  • gli enti che per effetto dei processi di privatizzazione si sono trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico;
  • le ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per trasformarsi in ASP, ed iscritte nel registro delle persone giuridiche;
  • le aziende speciali costituite anche in consorzio, ai sensi degli articoli 31 e 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
  • i consorzi di bonifica;
  • i consorzi industriali;
  • gli enti morali;
  • gli enti ecclesiastici.

Sono invece escluse le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Città metropolitane, gli Enti di area vasta, le Unioni dei comuni, le Comunità montane, le Comunità isolane o di arcipelago e loro consorzi e associazioni, ma anche le Università, gli Istituti autonomi per case popolari e gli ATER comunque denominati che non siano qualificati dalla legge istitutiva quali enti pubblici non economici, le Camere di commercio e loro associazioni, gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche Amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo n. 300-1999.

Per quali assunzioni si può accedere all'incentivo

L’esonero in oggetto si configura come un’estensione dell’esonero di cui all’articolo 4, commi da 9 a 11, della legge n. 92-2012, n. 92, per cui anche se la manovra si limita all'espressione “assunzioni di donne lavoratrici” va intesa come “assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate”, cioè:

  • donne con almeno cinquant’anni di età e disoccupate da oltre dodici mesi;
  • donne di qualsiasi età, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • donne di qualsiasi età che svolgono professioni o attività lavorative in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi.

Tre le tipologie di rapporti di lavoro incentivate:

  • assunzioni a tempo determinato;
  • assunzioni a tempo indeterminato;
  • trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato.

L’incentivo spetta anche in caso di part-time e per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro e con riferimento ai rapporti di lavoro a scopo di somministrazione sia per le assunzioni a tempo indeterminato che determinato.

Quanto vale l'esonero contributivo

L'agevolazione è pari, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, all’esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui. Nelle ipotesi di rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale dell’agevolazione deve essere proporzionalmente ridotto.

Con riferimento alla durata del periodo agevolato, l'INPS chiarisce che, l’incentivo spetta fino a 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato, mentre in caso di assunzione a tempo indeterminato spetta per 18 mesi. In caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine già agevolato, è riconosciuto per complessivi 18 mesi a decorrere dalla data di assunzione e in caso di proroga del rapporto fino al limite complessivo di 12 mesi.

Lo sgravio è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta e a condizione che per gli altri esoneri non sia espressamente previsto un divieto di cumulo con altri regimi.

I chiarimenti INPS sulla decontribuzione Sud al 30%

Consulta la circolare INPS n. 32 del 22 febbraio 2021

Nuovi chiarimenti nel Messaggio INPS n. 1421-2021

Alla luce delle richieste di chiarimenti sull’ambito di applicazione e la misura dell'esonero contributivo, con il Messaggio n. 1421 del 6 aprile 2021 ha specificato che l’incentivo spetta:

  • per 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato,
  • per 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato,
  • per 18 mesi a decorrere dalla data di stabilizzazione per le trasformazioni a tempo indeterminato di un precedente rapporto agevolato, a condizione che il requisito di svantaggio della lavoratrice (stato di disoccupazione da oltre 12 mesi o rispetto, in combinato con ulteriori previsioni, del requisito di “priva di impiego”) sussista alla data dell’evento per il quale si intende richiedere il beneficio.

In caso di proroga del rapporto a tempo determinato, precisa inoltre l'INPS, l’incentivo spetta fino al limite complessivo di 12 mesi.

Per quanto attiene ai profili in materia assicurativa, se con la prima circolare l'INPS aveva richiamato quanto già previsto strutturalmente per l’agevolazione di cui all’articolo 4, commi da 8 a 11, della legge n. 92-2012, dalla circolare del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 34 del 2013 e dalla circolare INAIL n. 28-2014, ora l'Istituto fa sapere che per la misura di cui alla legge di Bilancio 2021 occorre fare riferimento a nuove comunicazioni che verranno pubblicate dall’INAIL.

Photo credit: Foto di Anastasia Gepp da Pixabay