
Ogni sette anni l'Unione europea decide il futuro delle sue finanze e gli Stati membri si impegnano per mesi in estenuanti trattative per ottenere il più possibile da quanto versano al bilancio UE, secondo il principio noto come “il giusto ritorno”. Un meccanismo che la Commissione europea chiede di abbandonare in occasione dei negoziati per il prossimo Quadro finanziario pluriennale, il primo che dovrà fare a meno del contributo di Londra e allo stesso tempo coprire le spese per nuove esigenze comuni, dalla sicurezza alla pressione migratoria, fino alla lotta ai cambiamenti climatici.
Il motivo di questa richiesta di cambio di prospettiva sta tutto nella difficile contingenza che vede l'UE alle prese con nuovi impegni proprio nel momento in cui perde un partner essenziale, e con esso circa 12-13 miliardi di euro.
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