
È questo, in buona sostanza, il risultato della tappa del rapporto Draghi al Parlamento europeo. Nell’intervenire dall’emiciclo, l’ex premier italiano ed ex presidente della BCE ha ripercorso sinteticamente i tre settori d’azione del suo rapporto (innovazione, energia e sicurezza) inserendoli all’interno di uno scenario globale in rapido cambiamento e sollecitando l’Europa a cambiare drasticamente e rapidamente.
"La mia preoccupazione non è che ci troveremo improvvisamente poveri e sottomessi agli altri, abbiamo ancora molti punti di forza in Europa, ma è che col tempo diventeremo inesorabilmente un posto meno ricco, meno equo, meno sicuro e che, di conseguenza, saremo meno liberi di scegliere il nostro destino", ha affermato Draghi. "L’Unione europea esiste per assicurare che i suoi valori fondanti (democrazia, pace, prosperità, ambiente sostenibile) siano sempre rispettati. Se l’Europa non potrà garantire più questi valori per i cittadini, perderà la propria ragione di essere.