
Il primo passo spetterà dunque al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che, tramite bando per l’assegnazione dell’energia, renderà noti i volumi disponibili, il prezzo di cessione, gli schemi dei contratti di anticipazione e restituzione, e le garanzie richieste. Oltre ovviamente alle modalità per la determinazione della nuova capacità di autoproduzione rinnovabile da parte delle imprese energivore, in funzione dei volumi energetici anticipati. La nuova capacità dovrà avere una potenza complessiva pari almeno al doppio di quella corrispondente all’energia elettrica oggetto di restituzione e dovrà essere realizzata mediante nuovi impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici di potenza minima pari a 200 kW ciascuno; oppure sarà possibile effettuare interventi di potenziamento/rifacimento degli impianti che consentano un incremento di capacità di almeno a 200 kW.