Acqua, oltre 600 contributi alla Strategia europea e una richiesta comune: più fondi

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|02 aprile 2025Pulsante icona social per XPulsante icona social per LinkedInPulsante icona social per Facebook
Dialogare con gli allevatori, sfruttare al massimo le tecnologie per il riuso, definire una scala di priorità degli utilizzi e applicare il principio "chi inquina paga": sono le direttrici secondo le quali si muoverà la Strategia per la resilienza idrica che la commissaria UE Jessica Roswall sta preparando. La deadline prevista è la fine di giugno e il 4 marzo si è chiusa la consultazione pubblica. Oltre 600 i pareri arrivati, con un comune denominatore: la richiesta di fondi. Ma questo sembra proprio essere il punto debole del piano. La consultazione sulla Strategia europea per la resilienza idrica

Partiamo dalla fine, dai fondi che dovranno essere messi a disposizione: nella sua audizione al Parlamento italiano (link in fondo all'articolo), la commissaria per l'Ambiente, la resilienza idrica e l'economia circolare, Jessica Roswall, ha citato voci di investimento già esistenti: fondi della Politica di Coesione, PNRR, Politica agricola comune (PAC), e non ha esplicitamente promesso stanziamenti nuovi. Si sta lavorando a «nuove soluzioni per spingere gli investimenti» e a «contatti con la BEI», ha detto. Puntando poi su altre due parole: tecnologie e dialogo. Alla parola "dialogo" bisogna leggere il riferimento a settori particolarmente critici come quello degli allevatori, le cui proteste un anno fa congelarono i piani della von der Leyen.

Sulla scrivania della commissaria ci sono le oltre 600 osservazioni arrivate entro il 4 marzo in risposta alla consultazione pubblica UE sulla Strategia di resilienza idrica.

Caricamento dei piani...