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Manovra 2023: incentivi per assunzioni di donne, giovani e percettori RdC

Incentivi assunzioni - Photo credit: Foto di Magnet.me da Pixabay Il restyling del reddito di cittadinanza libera risorse per finanziare in legge di Bilancio 2023 una decontribuzione fino a 6mila euro l'anno per chi assume percettori del sussidio anti povertà, cui si aggiungono gli sgravi contributivi per le assunzioni di giovani e donne.

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Il disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri il 21 novembre e bollinato il 29 novembre prevede infatti più di uno sgravio contributivo per sostenere l'occupazione, in particolare dei soggetti più vulnerabili e a rischio esclusione dal mercato del lavoro.

Nuovi incentivi assunzioni nella legge di Bilancio 2023

Sono in particolare tre gli incentivi per le assunzioni previsti dalla Manovra 2023, tutti in forma di decontribuzione totale.

La prima agevolazione riguarda le assunzioni stabili, quindi con contratto a tempo indeterminato, di percettori di reddito di cittadinanza, effettuate da datori di lavoro privati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2023. Lo sgravio contributivo spettante a chi assume i percettori di reddito di cittadinanza è valido anche per le trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, effettuate sempre nel corso del prossimo anno. L'esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, ad esclusione di premi e contributi dovuti all'INAIL, è concesso nel limite massimo di 6mila euro annui, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Per quanto riguarda gli incentivi per le assunzioni di donne e giovani, la manovra ripropone gli sgravi contributivi già previsti dalla legge di Bilancio 2021. L'esonero contributivo totale per le assunzioni effettuate nel corso del 2023 è quindi concesso, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui, per un periodo massimo di 36 mesi.

Ancora incerto il futuro della decontribuzione Sud al 30%, in scadenza a fine anno. La legge di Bilancio 2021 ha infatti reso strutturale la decontribuzione del 30% per i lavoratori impiegati nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna - introdotta in via sperimentale dal decreto Agosto – prevedendo un'intensità decrescente al 20% nel biennio 2026-27 e al 10% negli anni 2028 e 2029.

Nella pratica però, per ogni annualità la conferma dell'agevolazione passa per il confronto con Bruxelles, che può autorizzarne la concessione in base alle condizioni previste dalla normativa in materia di aiuti di Stato applicabile. La decontribuzione Sud 2023, quindi, dovrà ottenere il via libera della Commissione, che potrebbe autorizzarla ai sensi del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato Ue legati all’emergenza della guerra in Ucraina, recentemente prorogato al 31 dicembre 2023.