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Il 2023 sarà l'Anno europeo delle competenze

2023 Anno europeo delle competenze - Foto di Gustavo Fring da PexelsLa Commissione europea ha adottato una proposta per proclamare il 2023 Anno europeo delle competenze, sulla scia di quanto annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione di quest'anno.

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La disponibilità di un ricco bagaglio di competenze gioca un ruolo chiave nella transizione verde e digitale del settore pubblico e privato. Tuttavia, attualmente oltre tre quarti delle imprese dell'UE incontrano difficoltà a trovare lavoratori qualificati e i dati Eurostat più recenti indicano che solo il 37% degli adulti ha l'abitudine di seguire corsi di formazione.

In questo contesto, quindi, Bruxelles ha deciso di adottare una proposta per dedicare il 2023 al tema delle competenze, dando un nuovo slancio all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita di ogni persona. 

A seguito di questo passaggio, tocca adesso al Parlamento UE e al Consiglio discutere quanto proposto dalla Commissione, tenendo conto dei pareri del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni.

Anno UE delle competenze: gli obiettivi e le iniziative per la competitività  

Con l'Anno europeo delle competenze 2023 Bruxelles perseguirà quattro obiettivi principali:

  • promuovere investimenti maggiori, più efficaci e inclusivi nella formazione e nel miglioramento del livello delle competenze per sfruttare appieno il potenziale della forza lavoro europea e sostenere le persone nel passaggio da un posto di lavoro a un altro;
  • garantire che le competenze siano adeguate alle esigenze del mercato del lavoro, anche cooperando con le parti sociali e le imprese;
  • abbinare le aspirazioni e le competenze delle persone alle opportunità offerte dal mercato del lavoro, in particolare per la transizione verde e digitale e la ripresa economica. Si presterà particolare attenzione all'inserimento lavorativo di donne e giovani che non hanno un occupazione né seguono un percorso scolastico o formativo;
  • attrarre persone provenienti da paesi terzi con le competenze necessarie all'UE, anche rafforzando le opportunità di apprendimento e la mobilità e agevolando il riconoscimento delle qualifiche.

Per raggiungere i target stabiliti, Bruxelles potrà contare su un ventaglio di iniziative già in atto per sostenere lo sviluppo delle skills. Tra queste, ad esempio, l'agenda per le competenze per l'Europa, la nuova agenda europea per l'innovazione e la strategia europea per le università.

Restando in tema di opportunità messe a disposizione a livello comunitario, ci sono ingenti finanziamenti che possono supportare il tema principe del 2023. Tra questi i principali sono:

  • il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) che, con un bilancio di oltre 99 miliardi di euro per il settennato 2021-27, è il principale strumento dell'UE per investire nelle persone;
  • il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), che può sostenere le riforme e gli investimenti degli Stati membri anche nel settore delle competenze e dell'occupazione. Nei PNRR approvati finora da Commissione e Consiglio, circa il 20% della spesa sociale è dedicato a "occupazione e competenze";
  • Digital Europe prevede un budget di 580 milioni di euro per lo sviluppo di competenze digitali avanzate. Il programma fornisce finanziamenti strategici e, tra l'altro, sostiene lo sviluppo di un bacino di esperti digitali qualificati e di talento, rafforzando nel contempo la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE e i portatori di interessi in materia di competenze e posti di lavoro digitali;
  • Horizon Europe sostiene le competenze dei ricercatori, degli imprenditori e degli innovatori, in particolare attraverso le sue azioni Marie Skłodowska-Curie, il Consiglio europeo per l'innovazione e l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia;
  • Erasmus+ che, con un bilancio di 26,2 miliardi di euro, sostiene tra l'altro lo sviluppo, sul piano personale e professionale, di studenti, corpo docente e istituti di istruzione e formazione professionale attraverso il finanziamento di attività di mobilità e partenariati per la cooperazione in tutta Europa. Il programma, inoltre, finanzia le università europee che stanno sperimentando lo sviluppo di microcredenziali per la formazione, il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione.

Tra gli altri strumenti che possono sostenere lo sviluppo delle competenze ricordiamo il programma InvestEU, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo per una transizione giusta, il Corpo europeo di solidarietà, il Programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE), il Fondo per la modernizzazione, lo strumento di sostegno tecnico e lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale.

Il 2023, inoltre, vedrà un susseguirsi di eventi e campagne di sensibilizzazione per sostenere l'apprendimento reciproco dei partner nel miglioramento del livello delle competenze e nella riqualificazione dei lavoratori. Per garantire una gestione efficente delle attività pertinenti a livello nazionale, la Commissione europea ha invitato i Paesi membri dell'UE a nominare un coordinatore nazionale per l'Anno europeo delle competenze.

The European Year of Skills: le dichiarazioni della Commissione

"Le competenze sono essenziali per ottenere ciò che vogliamo dalla tecnologia. La gestione della vita digitale - pagare le bollette, richiedere un permesso di parcheggio ecc. - presuppone competenze specifiche da parte dei cittadini. Creare soluzioni a vantaggio della società con tecnologie che ci aiutino nella nostra vita quotidiana richiede competenze. Abbiamo stabilito gli obiettivi, ora è il momento di agire. L'Anno europeo delle competenze ci aiuterà a concentrare i nostri sforzi per permettere alle persone di imparare", ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un'Europa pronta per l'era digitale, in occasione dell'adozione della proposta da parte di Bruxelles.

Il vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, Margaritis Schinas, ha affermato: "La nostra Unione è uno spazio di libertà, valori, opportunità e solidarietà unico al mondo. Attirare le persone dotate delle competenze necessarie per l'UE, anche agevolando il riconoscimento delle loro qualifiche, sarà una priorità fondamentale per l'Anno europeo delle competenze; inoltre, le competenze acquisite in Europa possono essere trasferite ad altri paesi e l'Europa può svolgere un ruolo importante nel trasferire le conoscenze e le nuove conoscenze dove sono più necessarie".

Sulla stessa scia anche il commissario per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit, che ha spiegato come le competenze siano "sinonimo di posti di lavoro - posti di lavoro di qualità". Lo stesso commissario ha poi proseguito dicendo: "Con l'Anno europeo delle competenze abbiamo l'opportunità di gettare un ponte tra la formazione orientata al mercato del lavoro e la carenza di manodopera. Affinché la transizione verso un'economia neutra in termini di emissioni di carbonio sia veramente equa e inclusiva, abbiamo bisogno di investimenti massicci e immediati nelle competenze delle persone. Sono fiducioso che l'aver proclamato il 2023 Anno europeo delle competenze darà un impulso notevole alla rivoluzione delle competenze di cui abbiamo bisogno in Europa".

Mariya Gabriel, Commissaria per l'Innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e i giovani, ha dichiarato: "Prendendo le mosse dai successi dell'Anno europeo dei giovani 2022, nel prossimo anno ci adopereremo per dotare le persone delle competenze necessarie per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro: tale obiettivo va di pari passo con la formazione. Con l'Anno europeo delle competenze sosterremo un finanziamento più consistente, più efficiente e più inclusivo per la riqualificazione, il miglioramento delle competenze e la formazione, affinché i nostri talenti sviluppino il loro pieno potenziale".   

Infine, il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha aggiunto: "La forza dell'Europa risiede nel suo talento, non da ultimo quello degli ingegneri, dei ricercatori e degli imprenditori. Per conseguire gli obiettivi del decennio digitale e del Green Deal vogliamo sostenere le nostre imprese, in particolare le PMI, nell'assumere, formare e mantenere i talenti. Stiamo creando partenariati per le competenze negli ecosistemi industriali, dall'industria automobilistica, aerospaziale e della difesa fino al turismo. L'Anno europeo delle competenze renderà ancora più forte l'offensiva europea sulle competenze."

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