
Che nuove entrate, a titolo di risorse proprie dell'Unione, avrebbero alimentato il bilancio UE 2021-2027, in aggiunta ai contributi degli Stati membri, era già parso necessario considerando il venir meno del contributo del Regno Unito al prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP).
Il mix, invariato da decenni, di dazi doganali, contributi degli Stati membri basati sull'imposta sul valore aggiunto (IVA) e soprattutto contributi dei Paesi UE in base al reddito nazionale lordo (RNL) di ciascuno, doveva essere rivisto per coprire le esigenze di finanziamento dell'Unione senza premere ulteriormente sulle casse dei 27.
Le proposte presentate nel 2018 da Bruxelles si basavano tra l'altro su ipotesi di lavoro in discussione già negli anni precedenti, tra cui la relazione finale del Gruppo di alto livello sulle risorse proprie guidato dall'ex commissario e premier italiano Mario Monti.