Transizione 4.0: 29 miliardi di crediti e aumento occupazione e ricavi. Manca l’analisi dell’impatto sui conti pubblici

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Studi e Opinioni
|04 dicembre 2024Pulsante icona social per XPulsante icona social per LinkedInPulsante icona social per Facebook
Nei primi tre anni del Piano 4.0, le imprese italiane hanno maturato 29 miliardi di crediti d’imposta 4.0, l’80% dei quali per investimenti in beni materiali. A dirlo il primo rapporto di analisi del Piano Transizione 4.0, che mette in luce anche gli effetti positivi su occupazione e ricavi delle imprese beneficiarie. Dati che fotografano il tiraggio degli incentivi anche in termini di settori, dimensione di impresa e geografia. Il report non analizza, invece, gli effetti della misura sui conti pubblici, un tassello importante per la valutazione complessiva del Piano, soprattutto con l'operatività del nuovo Patto di Stabilità e i nuovi vincoli sulla spesa pubblica. Codice degli incentivi: in arrivo il decreto

A redigere il “Rapporto intermedio di valutazione dell’impatto economico degli interventi del 'Piano Transizione 4.0'” sono stati i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e di Banca d’Italia, impegnati nell’analizzare l’impatto del Piano nel triennio 2020-2022.

Il quadro che ne emerge è quello di una misura che finora ha funzionato piuttosto bene, con benefici che hanno toccato un po' tutte le tipologie di imprese e di settori. Non mancano ovviamente i distinguo, a cominciare dal fatto che dei tax credit previsti dal Piano, quello con il tiraggio maggiore è stato l'incentivo rivolto agli investimenti in beni materiali che da solo ha assorbito più dell’80% del totale dei crediti maturati.

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