Miliardi stanziati e spesso non spesi e un proliferare di programmi e centri decisionali che rendono la strada verso la rigenerazione urbana un vero e proprio percorso ad ostacoli. E’ questa la fotografia dell’ANCE che, anche in vista del Recovery, chiede semplicità e chiarezza nelle procedure e propone un “Progetto città” in sette punti.
> Recovery fund, ANCE: 5 miliardi per rigenerazione urbana, incentivi fiscali strutturali
Norme vecchie, frutto di un’epoca ormai finita, troppi programmi e troppi centri decisionali e procedimenti inutilmente lunghi e macchinosi. Sono queste alcune delle cause profonde che in questi anni hanno portato all’immobilismo italiano sul fronte della rigenerazione urbana e che, a fronte dei miliardi stanziati, si è tradotto in una scarsa capacità di spesa.
Il risultato è un degrado incalzante delle città italiane che ormai va oltre le periferie arrivando anche nei centri storici, e sul quale gli innumerevoli piani varati nel tempo - ben 21 in 8 anni - non hanno prodotto effetti significativi.
Serve un cambio di passo, conclude l’ANCE intervenendo il 17 novembre in audizione sul ddl per la rigenerazione urbana, se si vuole davvero fare delle città il motore per la ripresa socio-economica del Paese.