Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il Piano nazionale strutturale di bilancio (PSB) di medio termine dell'Italia che definisce la traiettoria che il nuovo indicatore - rappresentato dalla “spesa netta” - deve seguire per assicurare un aggiustamento di bilancio nel giro di sette anni.
Verso la manovra: quali incentivi alle imprese nella legge di Bilancio 2025
Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea del 10 febbraio, la Raccomandazione del Consiglio del 21 gennaio 2025 arriva a oltre due mesi di distanza dal via libera al PSB italiano da parte della Commissione europea, giunto a fine novembre in occasione del pacchetto d'autunno del Semestre europeo.
In questo modo si conclude l’iter di approvazione del primo PSB redatto dal nostro Paese, previsto dal ritorno in auge del Patto di stabilità. Ecco dunque come funziona il Piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine e cosa prevede.
Che cos’è il Piano strutturale di bilancio e cosa prevede
Inviato a Bruxelles il 15 ottobre 2024, il PSB è il documento, richiesto ad ogni Stato membro, che definisce la traiettoria della spesa netta aggregata - cioè la spesa non finanziata da nuove entrate o risorse europee senza contare gli interessi passivi sul debito e gli effetti ciclici di particolari tipologie di spesa - che è il nuovo indicatore univoco sottoposto alla sorveglianza della Commissione nell'ambito del Patto di stabilità riformato.
Di fatto si tratta del documento che racchiude gli impegni del governo per mettere a posto i conti pubblici nell’arco della legislatura, indicando come si intenda gestire l’andamento del debito pubblico. "Il Piano - come ha spiegato il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti durante un’audizione dell’8 ottobre scorso sul tema - delinea un quadro di finanza pubblica che porta ad una stabile riduzione dello stock del debito pubblico”, una “necessità ineludibile” vista la necessità di abbattere “la spesa più odiosa che ci sia, quella per gli interessi sul debito”, che sottrae soldi per investimenti e servizi, aveva spiegato il ministro in autunno.
In altri termini, quindi, il PSB rappresenta l'impegno di medio termine a favore di un percorso della spesa netta che stabilisce di fatto un vincolo di bilancio per la durata del Piano. Gli obiettivi programmatici pluriennali per la traiettoria di spesa netta, infatti, potranno essere rivisti solamente in casi particolari (come per es. l’insediamento di un nuovo governo, condizioni oggettive che impediscono, a più di 12 mesi dalla scadenza, l’attuazione del piano stesso) e saranno oggetto di una relazione annuale sui progressi compiuti, da presentarsi entro il 30 aprile di ogni anno.
Si tratta, insomma, di un documento cruciale per le politiche di ciascun governo europeo, e ancora più strategico per un paese altamente indebitato come l’Italia, nei confronti del quale a giugno Bruxelles ha avviato la procedura di infrazione per per disavanzo eccessivo.
Nello specifico, la traiettoria di riferimento dell'Italia stabilisce che, in base alle ipotesi della Commissione su cui si fondano gli orientamenti preliminari trasmessi nel giugno 2024 e assumendo un periodo di aggiustamento di 7 anni, la crescita della spesa netta non dovrebbe superare i valori riportati nella tabella sottostante.
Come già accennato, si tratta di una novità assoluta. Il 2024 è infatti il primo anno di adozione del PSB che, di fatto, è andato a sostituire la NADEF (Nota di aggiornamento del DEF), rispetto alla quale però è, da un lato, meno dettagliato (come sottolineato anche dall'Ufficio parlamentare di bilancio) e, dall’altro, più rilevante, perché la programmazione economica del PSB va a coprire l’arco temporale dell'intera legislatura, che per l’Italia è pari a cinque anni.
Le riforme e gli investimenti del PSB per allungare il periodo di correzione dei conti a sette anni
Per quegli Stati che decidano di inserire nei rispettivi PSB anche una serie di riforme e investimenti fondamentali per lo sviluppo del paese, Bruxelles concede di allungare il periodo di risanamento dei conti da cinque a sette anni. Un’opportunità colta anche dal nostro Paese - insieme a Finlandia, Francia, Spagna e Romania - che ha elencato le riforme e gli investimenti da realizzare, all’interno dell’appendice IV al PSB.
In tutto si tratta di 24 interventi, tra riforme e investimenti volti a migliorare il potenziale di crescita e la sostenibilità di bilancio, che consistono in vari impegni del PRR e in alcune riforme e alcuni investimenti nuovi. Gli ambiti di riforma e gli investimenti prospettati dal Governo riguardano la giustizia, la pubblica amministrazione (nuove competenze e programmazione della spesa), il sistema fiscale e l’ambiente imprenditoriale.
“Ciascuna linea di azione è collegata alla misura del PNRR o dell’Accordo di Partenariato della Politica di Coesione europea dell’Italia, con cui si pone in continuità o complementarità, a una o più Raccomandazioni Specifiche del Consiglio UE a cui mira a rispondere e ad una o più priorità comuni UE a cui afferisce”, si legge nel documento.
“Inoltre, per ciascuna linea di azione è indicato l’obiettivo da raggiungere e uno o più indicatori che permetteranno di monitorarne il conseguimento negli anni futuri. In alcuni ambiti, saranno specificati eventuali impegni riguardo l’attuazione di interventi di riforma o investimenti intermedi e funzionali alla realizzazione dell’obiettivo finale. Per ciascuno di essi sarà riportato il periodo per cui è previsto il completamento, sempre al fine di facilitare un monitoraggio della sua attuazione”.
Per quanto concerne il tema “ambiente imprenditoriale”, il Piano prevede cinque linee d’azione:
- Leggi annuali sulla concorrenza;
- Ricerca e sviluppo;
- Incentivi alle imprese;
- Concorrenza;
- Riforma delle PMI.
Partendo da quest’ultima, il governo ha previsto l’adozione di una legge quadro sulle PMI a cadenza annuale, con l'obiettivo di aumentare la competitività delle piccole e medie imprese, agevolandone la crescita dimensionale e favorendo il passaggio generazionale, l’orientamento agli investimenti e il matching delle competenze. La sua entrata in vigore è prevista per gli ultimi mesi del 2026, mentre per quanto concerne i suoi strumenti attuativi e gli aggiornamenti annuali, essi sono attesi per la fine del 2027 e del 2028.
A migliorare l'ambiente imprenditoriale dovrebbe contribuire anche il proseguimento dell'opera di riforma degli incentivi alle imprese prevista dal PNRR (M1C2-R3), riducendo drasticamente il numero delle misure di incentivazione e delle autorità concedenti, sulla base dei risultati di una valutazione di impatto prevista nel corso del 2025. L’operazione dovrebbe essere completata entro il secondo trimestre del 2028.
Per quanto riguarda il tema “ricerca e sviluppo", invece, l’impegno del Governo è di aumentare la spesa pubblica in R&S, portandone l'incidenza in rapporto al PIL dallo 0,5% del 2024 allo 0,6% nel 2029.
Oltre alle misure che rappresentano condizionalità per l’estensione a sette anni del Piano di aggiustamento dei conti pubblici, l’appendice IV al PSB contiene anche un elenco di “altre riforme e investimenti strategici che, per quanto non abilitanti all’estensione del periodo di consolidamento del PSB, sono altresì strategici per lo sviluppo economico e sociale del Paese”. Tra queste si segnalano, solo per citarne alcune: il potenziamento dei mercati dei capitali a sostegno del finanziamento delle imprese; la riforma del sistema della proprietà industriale; gli strumenti a supporto dell’abilitazione industriale delle tecnologie emergenti e del trasferimento tecnologico; l'internazionalizzazione delle imprese; il rafforzamento delle ZES; un Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione.
Consulta la Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 21.01.2025 - GUE del 10.02.2025
Consulta il testo del Piano Strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029
Consulta l'Appendice IV al PSB
Consulta l'audizione dell'UPB nell’ambito dell’esame del PSB 2025-29
Foto di Artem Podrez