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Hy2Use: Italia anche nel secondo IPCEI idrogeno approvato da Bruxelles

Idrogeno - Foto di akitada31 da PixabayArriva il via libera UE a un nuovo importante progetto di interesse comune nel settore idrogeno: IPCEI Hy2Use coinvolge 13 Paesi, Italia inclusa, che erogheranno fino a 5,2 miliardi di finanziamenti pubblici per sbloccarne altri 7. Focus su elettrolizzatori, infrastrutture di trasporto e sullo sviluppo di tecnologie innovative per integrare l'idrogeno nei processi industriali.

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A distanza di appena due mesi dall’IPCEI Hy2Tech, la Commissione europea approva un altro IPCEI dedicato al vettore energetico.

Si chiama IPCEI Hy2Use e coinvolge 29 imprese operanti nei 13 Stati membri coinvolti (anche l’Italia). Tra queste anche piccole e medie imprese e startup.

IPCEI Hy2Use, 5,2 miliardi per il secondo IPCEI idrogeno

Il secondo importante progetto di interesse comune europeo dedicato al vettore energetico ha ottenuto il 21 settembre il via libera UE ai sensi delle norme europee sugli aiuti di Stato.

Se entrambi i progetti IPCEI riguardano la catena del valore dell'idrogeno, Hy2Use è incentrato su progetti che non sono coperti dal primo IPCEI, Hy2Tech, in particolare infrastrutture connesse all'idrogeno e applicazioni dell'idrogeno nel settore industriale (mentre Hy2Tech è incentrato sugli utenti finali nel settore della mobilità).

Elaborato da Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna e Svezia, il progetto IPCEI Hy2Use vale più di 5 miliardi di soli finanziamenti pubblici.

Per la precisione, gli Stati membri coinvolti nel progetto erogheranno finanziamenti fino a 5,2 miliardi di euro, che dovrebbero sbloccare ulteriori 7 miliardi di investimenti privati. 

Cifre sostanzialmente in linea con il primo IPCEI idrogeno, che ha ottenuto il via libera di Bruxelles nel corso dell’estate.

Previsto il finanziamento a progetti dedicati: 

  • alla costruzione di infrastrutture connesse all'idrogeno, in particolare elettrolizzatori e infrastrutture di trasporto su larga scala, per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio; 
  • allo sviluppo di tecnologie innovative e più sostenibili per l'integrazione dell'idrogeno nei processi industriali di molteplici settori, in particolare quelli che sono più difficili da decarbonizzare, come il settore dell'acciaio, del cemento e del vetro.

Nell'ambito del secondo IPCEI, Hy2Use, 29 imprese parteciperanno a 35 progetti. Tra queste anche PMI e startup innovative.

Nel caso dell’Italia i soggetti coinvolti nel secondo IPCEI, in particolare in progetti che prevedono applicazioni industriali dell’idrogeno sono: NextChem, società di Maire Tecnimont per le tecnologie per la transizione energetica; RINA-CSM, società di RINA Consulting specializzata nella ricerca e svilupo dei materiali; la società sarda SardHy Green Hydrogen e South Italy Green Hydrogen.

IPCEI H2yTech, 5,4 miliardi per il primo IPCEI idrogeno

Il primo importante progetto di comune interesse europeo, approvato a luglio dalla Commissione europea, sostiene progetti di ricerca e innovazione e la prima applicazione industriale nella catena del valore della tecnologia dell'idrogeno.

IPCEI Hy2Tech è stato preparato da 15 Stati europei - Austria, Belgio, Cechia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna - e punta a mobilitare oltre 14 miliardi di euro. 

5,4 miliardi solo di finanziamenti pubblici, autorizzati dalla Commissione europea ai sensi delle norme UE in materia di aiuti di Stato, che dovrebbero sbloccare altri 8,8 miliardi di euro di investimenti privati. 

Nell'ambito dell’IPCEI Hy2Tech 35 imprese attive in uno o più Stati membri, tra cui piccole e medie imprese (PMI) e start-up, parteciperanno a 41 progetti.

Il focus è su una parte molto ampia della catena del valore dell’idrogeno, tra cui: la produzione, le celle a combustibile, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione dell'idrogeno e le sue applicazioni finali, in particolare nel settore della mobilità. 

L’IPCEI dovrebbe contribuire allo sviluppo di importanti innovazioni tecnologiche, come nuovi materiali per elettrodi altamente efficienti, celle a combustibile più efficienti e tecnologie di trasporto innovative, tra cui le prime tecnologie per la mobilità a idrogeno. E secondo le stime della Commissione europea dovrebbe creare circa 20mila posti di lavoro diretti.

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Le imprese italiane coinvolte nel grande progetto Hy2Tech, attive in tutti i punti della value chain (tecnologie di produzione dell'idrogeno; tecnologie per le celle a combustibile; tecnologie di stoccaggio, trasporto e distribuzione; tecnologie per l'utilizzo finale), sono Ansaldo, Alstom Ferroviaria, ENEL, De Nora (in partnership con Snam), Fincantieri e Iveco Italia.

A queste vanno aggiunti due enti di ricerca: ENEA e Fondazione Bruno Kessler (FBK).

I partecipanti diretti all'IPCEI lavoreranno a stretto contatto gli uni con gli altri e saranno previste numerose collaborazioni con oltre 300 partner esterni, tra cui università, organizzazioni di ricerca e PMI di tutta Europa.
Oltre alla validazione delle tecnologie in chiave pilota o dimostrativa, l’IPCEI affronterà anche la sfida dello scale-up dei processi produttivi, tra cui la realizzazione di Gigafactory per la produzione di elettrolizzatori

Foto di akitada31 da Pixabay