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Green Transition Fund: pronti a partire gli investimenti in startup e PMI green

Green Transition Fund - GTFIn Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo economico che istituisce il fondo da 250 milioni per investimenti diretti e indiretti in start-up e spin-off operanti nelle filiere della transizione ecologica. Si tratta di fondi PNRR che confluiscono in un fondo ad hoc, il Green Transition Fund.

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Il decreto MISE del 3 marzo 2022, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 6 maggio, attua l'investimento "Supporto a start-up e venture capital attivi nella transizione ecologica" previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Gli investimenti in startup e venture capital della transizione ecologica nel PNRR

Malgrado il gran numero di talenti che escono dalle università italiane, i risultati della ricerca riescono solo raramente a fare il salto di qualità in Italia. Il fallimento nel trasferire i risultati della ricerca scientifica al mercato, attraverso brevetti e startup in grado di scalare, limita le possibilità di sviluppo di soluzioni innovative.

L’innovazione, tanto quella che nasce nei laboratori di ricerca quanto quella che viene partorita da start-up e PMI innovative, non è solo importante per la crescita del sistema Paese, ma è un tassello indispensabile per abilitare e accelerare la transizione ecologica.

Ed è qui, in questo gap tutto italiano, che si inserisce l'investimento previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per sostenere le startup e il venture capital della transizione green. Investimento che si traduce in un fondo ad hoc, il Green Transition Fund. 

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Il Green Transition Fund - GTF per investire in startup e venture capital green

Il fondo da 250 milioni di euro, che sarà gestito da CDP Venture Capital, è rivolto ai settori delle rinnovabili, dell’economia circolare, della mobilità, dell’efficienza energetica, dello smaltimento dei rifiuti, dello stoccaggio di energia e affini.

Attraverso il Green Transition Fund saranno sostenuti investimenti nei fondi più rilevanti di venture capital, in startup, incubatori e programmi di accelerazione, al fianco dei più rilevanti VC managers e operatori del sistema.

Come indicato dal decreto MISE del 3 marzo, il Fondo GTF opera attraverso investimenti diretti o indiretti a favore di start-up con elevato potenziale di sviluppo, con particolare riguardo verso le PMI attive nelle filiere della transizione ecologica e quelle che realizzano progetti innovativi. Può trattarsi di progetti già in essere (avviati comunque non prima del 1° febbraio 2020) che hanno la potenzialità di crescere in modo importante e sono quindi altamente scalabili.

Possono accedere al sostegno del Fondo GTF le operazioni:

  • che prevedono un periodo di investimento non superiore a 5 anni, seguiti da ulteriori cinque anni di gestione del portafoglio;
  • con importo dell’investimento compreso tra 1 e 15 milioni per investimenti diretti, e tra euro 5 e 20 milioni per investimenti indiretti;
  • volte a favorire la transizione ecologica delle filiere negli ambiti, in particolare, dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, dell’economia circolare, della mobilità sostenibile, dell’efficienza energetica, della gestione dei rifiuti e dello stoccaggio di energia, ovvero di altri ambiti della transizione ecologica;
  • conformi agli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio DNSH - Do No Significant Harm, non arrecare un danno significativo;
  • che concorrono al 100% al raggiungimento dell'"obiettivo climatico", sulla base della metodologia prevista dall’allegato VI del regolamento (UE) 2021/241;
  • non violano il divieto di doppio finanziamento di cui all’art. 9 del regolamento (UE) 2021/241;
  • sono conformi alle ulteriori disposizioni nazionali ed europee di riferimento.

A restare fuori dal perimetro del Green Transition Fund sono quelle startup e PMI innovative che operano in attività:

  • connesse ai combustibili fossili - ad eccezione dei progetti riguardanti la produzione di energia elettrica e/o di calore a partire dal gas naturale, nonché le relative infrastrutture di trasmissione, trasporto e distribuzione che utilizzano gas naturale;
  • che si inquadrano nell’ambito del sistema di scambio di quote ETS;
  • connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
  • o nel cui ambito lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno all’ambiente.

Il decreto MISE non segna ancora il varo ufficiale del Fondo. A definire nel dettaglio le informazioni sull’ambito di applicazione e i beneficiari, sugli intermediari finanziari ammissibili e sul processo di selezione sarà la firma di un accordo finanziario tra il Ministero e CDP Venture Capital. Firma che dovrà avvenire entro il 30 giugno.

Giugno 2026 è invece la data entro cui attivare almeno 250 milioni di investimenti privati nel settore della tecnologia verde.