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Transizione verde e digitale: verso il restyling degli incentivi per le imprese?

 

Transizione verde e digitale incentivi - Photo credit Akil Mazumder via pexelsE' una delle ipotesi che si sta facendo largo in vista della Manovra 2023, che potrebbe andare a modificare i bonus del Piano Transizione 4.0 per rispondere alle esigenze del tessuto produttivo italiano colpito dal caro bollette, ampliando così il raggio d'azione anche agli investimenti energetici.

Le ultime novità sugli incentivi del Piano Transizione 4.0

Il cambio look degli incentivi 4.0 non è una novità; negli ultimi 5 anni infatti le agevolazioni del Piano Transizione 4.0 (ex Piano Industria 4.0) sono state rinnovate per sostenere la digitalizzazione delle aziende e rispondere alle nuove sfide, non ultima la pandemia da Covid-19.

A questo scenario nel 2022 si sono aggiunte le contingenze geopolitiche ed economiche dovute alla guerra in Ucraina, che hanno già richiesto e continueranno a richiedere un ripensamento degli incentivi a sostegno delle imprese italiane, chiamate a fare i conti con i rincari delle materie prime e dell'energia.

Sul Sole24Ore del 6 settembre, Carmine Fotina ha tracciato un primo ipotetico orizzonte temporale, che vede nella legge di Bilancio 2023 il contesto per un possibile restyling degli incentivi 4.0, tema su cui non mancano le proposte dei partiti in vista delle elezioni del 25 settembre.

La direttrice comune sembra essere quella di un ampliamento degli interventi ammissibili per includere anche gli investimenti energetici, in linea con la rotta già tracciata dal Ministero dello Sviluppo economico per rispondere alle priorità del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): la duplice transizione verde e digitale.

Gli incentivi del MISE per la transizione verde e digitale

Per sostenere la duplice natura di questa transizione, dove lo sviluppo di soluzioni green e sostenibili va di pari passo con l'adozione di nuove tecnologie digitali, il MISE si sta muovendo su più fronti.

Contratti di sviluppo, accordi innovazione e partenariati Horizon

Per alcuni strumenti già consolidati, come i contratti di sviluppo, è stato ampliato il campo di applicazione, per sostenere - con i fondi del PNRR - gli investimenti nelle rinnovabili, nelle batterie e negli autobus elettrici. Il MISE ha anche deciso di ricorrere a questo regime di aiuto per incentivare la decarbonizzazione industriale e ridurre i consumi energetici.

Inoltre, i contratti di sviluppo - insieme agli accordi per l'innovazione - verranno alimentati con le risorse del Fondo automotive per sostenere la riconversione e la riqualificazione verso auto verdi e connesse.

Per approfondire: Contratti di sviluppo PNRR per filiere strategiche, batterie e rinnovabili

Anche gli accordi per l'innovazione supportano la doppia transizione, finanziando progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale incentrati sulle tecnologie abilitanti, con riferimento alle sfide globali di Horizon Europe, tra cui: mobilità intelligente, intelligenza artificiale e robotica, industrie circolari, ecc.

Per approfondire: Cosa sono gli accordi per l'innovazione?

Il programma Horizon è il punto di partenza anche per una specifica linea di investimento del PNRR, che stanzia 200 milioni di euro per sostenere la partecipazione dell'Italia ad alcuni partenariati pubblico-privati, che finanziano - tra le altre cose - progetti sulle tecnologie abilitanti e sulla transizione energetica.

Per approfondire: Dal PNRR 200 milioni per i partenariati Horizon Europe

Bonus 4.0 e Nuova Sabatini

Per gli incentivi del Piano Transizione 4.0, con l'ultima Manovra sono state maggiorate le aliquote e prorogate le tempistiche per incentivare da un lato gli investimenti orientati alla transizione verde e digitale (vedi il bonus ricerca, sviluppo, innovazione e design e il bonus beni strumentali materiali e immateriali 4.0), abbandonando invece la strada del bonus per i macchinari tradizionali, che cessa di essere operativo alla fine del 2022.

E' al capolinea anche il credito d'imposta formazione 4.0, che senza una proroga termina la sua operatività alla fine dell'anno. Legittimo a questo punto domandarsi se con la nuova legge di Bilancio anche questo bonus rientrerà nel possibile restyling del Piano Transizione 4.0, soprattutto per rispondere alla carenza di competenze specializzate all'interno delle aziende, che necessitano di figure professionali qualificate sia sul fronte delle digital skills che delle green skills.

Per approfondire: Come finanziare le Green Skills in azienda?

Anche la Nuova Sabatini, l'incentivo per l'acquisto di beni strumentali materiali o immateriali ad uso produttivo, si è rinnovato con una nuova disciplina che presta maggiore attenzione agli investimenti 4.0 e green.

Investimenti sostenibili 4.0 e Green New Deal

Ci sono poi misure agevolative più recenti, come il regime d'aiuto per gli investimenti sostenibili 4.0, che sostiene la trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese, dando priorità agli interventi per l’economia circolare e il risparmio energetico.

A questo si aggiunge la misura ribattezzata Green New Deal, rivolta alle imprese e ai centri di ricerca che vogliono investire in progetti di sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare.

Startup e fondi strutturali

Per le startup e le PMI innovative che operano nelle filiere strategiche per la transizione ecologica e digitale sono invece in partenza due nuovi strumenti previsti dal Recovery plan: il Green Transition Fund e il Digital Transition Fund.

Tra le novità in arrivo ci sono anche i bandi del nuovo Programma Operativo Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale (PN RIC) 2021-2027, che riunendo le competenze distribuite nel ciclo 14-2020 tra PON Imprese e Competitività e PON Ricerca e Innovazione andrà a finanziare interventi nel campo della ricerca, dell'innovazione, delle nuove tecnologie digitali e delle energie rinnovabili.

Photo credit Akil Mazumder via pexels

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