Cosa significa applicare il principio del ‘non arrecare un danno significativo’ nel Recovery?

 

DNSH - Foto di Manfred Legasto Francisco da PexelsSignifica che tutti gli investimenti e le riforme inclusi nei Piani di ripresa e resilienza non devono danneggiare l’ambiente. Un principio fondamentale racchiuso in un acronimo - DNSH, "Do No Significant Harm" - da cui non è esclusa nessuna misura del Recovery. Ma cosa si intende per “danno significativo”?

Firmato il Recovery, via libera al dispositivo per la ripresa e la resilienza

Per capire di cosa parla la Commissione europea negli orientamenti sull'attuazione del principio "non arrecare un danno significativo" nel contesto del Dispositivo per la ripresa e la resilienza - che costituisce lo strumento chiave al centro di Next  Generation EU - occorre fare riferimento a un altro caposaldo della legislazione europea, vale a dire la tassonomia per la finanza sostenibile

Do No Significant Harm - DNSH: gli orientamenti ambientali del Recovery

Do No Significant Harm: cosa si intende per ‘danno significativo’?

L’articolo 17 del regolamento sulla tassonomia definisce il concetto di "danno significativo" per sei obiettivi ambientali. Nel dettaglio un’attività può arrecare un danno significativo:

  1. alla mitigazione dei cambiamenti climatici, se conduce a significative emissioni di gas a effetto serra; 
  2. all'adattamento ai cambiamenti climatici, se conduce a un peggioramento degli effetti negativi del clima attuale e del clima futuro previsto su sé stessa o sulle persone, sulla natura o sugli attivi; 
  3. all'uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, al buono stato o al buon potenziale ecologico di corpi idrici, comprese le acque di superficie e sotterranee, o al buono stato ecologico delle acque marine; 
  4. all'economia circolare, compresi la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, se conduce a inefficienze significative nell'uso dei materiali o nell'uso diretto o indiretto di risorse naturali, o se comporta un aumento significativo della produzione, dell'incenerimento o dello smaltimento dei rifiuti oppure se lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno significativo e a lungo termine all'ambiente; 
  5. alla prevenzione e alla riduzione dell'inquinamento se comporta un aumento significativo delle emissioni di sostanze inquinanti nell'aria, nell'acqua o nel suolo; 
  6. alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi se nuoce in misura significativa alla buona condizione  e alla resilienza degli ecosistemi o nuoce allo stato di conservazione degli habitat e delle specie, compresi quelli di interesse per l'Unione. 

Come si applica il principio del Do No Significant Harm al Recovery Plan?

Si applica a tutte le misure contenute nei Piani nazionali ripresa e resilienza. Quindi, gli Stati membri devono fornire una valutazione DNSH per ogni singola misura e tale valutazione non dovrà essere effettuata a livello del piano o delle singole componenti del piano, bensì a livello di misura. 

Da sottolineare che la valutazione DNSH deve essere effettuata non solo per gli investimenti, ma anche per le riforme.

Valutazioni “diverse” per i diversi settori

Per alcuni settori - come l'industria, i trasporti e l'energia - il principio è lampante: le riforme, in questi casi, pur avendo le potenzialità per dare un contributo significativo alla transizione verde, possono anche comportare il rischio di arrecare un danno significativo a una serie di obiettivi ambientali, in funzione di come sono progettate.

Ad esempio, una riforma che possa condurre a un aumento dei finanziamenti per i combustibili fossili attraverso banche e istituzioni finanziarie statali, o a un aumento delle sovvenzioni esplicite o implicite per i combustibili fossili, potrebbe essere considerata a rischio di arrecare un danno significativo agli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici e di prevenzione e riduzione dell'inquinamento. 

Per le riforme in altri settori - come istruzione e formazione, pubblica amministrazione, arti e cultura - il rischio di danno ambientale è senz’altro più limitato, ma il loro contributo potenziale alla transizione verde potrebbe comunque essere significativo.

In quest’ultimo caso si adotta un approccio semplificato alla valutazione DNSH: gli Stati membri possono quindi fornire una breve motivazione per tali obiettivi ambientali e concentrare la valutazione di fondo DNSH sugli obiettivi ambientali sui quali l'incidenza può essere significativa.

Ad esempio, una riforma del mercato del lavoro volta ad aumentare il livello complessivo di protezione sociale dei lavoratori autonomi non avrebbe impatti prevedibili su nessuno dei sei obiettivi ambientali, o avrebbe un impatto prevedibile trascurabile; potrebbe quindi essere utilizzata una breve motivazione per tutti e sei gli obiettivi. 

Analogamente, per alcune semplici misure di efficienza energetica, ad esempio la sostituzione delle finestre con nuove finestre efficienti sotto il profilo energetico, potrebbe essere utilizzata una breve motivazione per quanto riguarda la conformità al principio DNSH per l'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Al contrario, è improbabile che questo approccio semplificato sia applicabile a investimenti e riforme in una serie di  settori (ad esempio energia, trasporti, gestione dei rifiuti, industria) che presentano un rischio maggiore di incidere su uno o più obiettivi ambientali. 

I principi guida per la valutazione DNSH

La valutazione deve considerare il ciclo di vita dell'attività derivante dalla misura inclusa nel Recovery: occorre quindi includere la fase di produzione, la fase di uso e quella di fine vita e per ognuna di esse fornire una stima dei possibili “danni”.

Ad esempio per una misura che sostiene l'acquisto di veicoli, la valutazione dovrebbe tenere conto, tra l'altro dell'inquinamento generato durante il montaggio, il trasporto e l'uso dei veicoli, e della gestione adeguata dei veicoli a fine vita. In particolare, una gestione adeguata a fine vita delle batterie e dei componenti elettronici (ad esempio, il loro riutilizzo e/o riciclaggio di materie prime critiche ivi contenute) dovrebbe assicurare che non è arrecato nessun danno significativo all'obiettivo ambientale dell'economia circolare. 

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Misure conformi e compatibili al principio DNSH: quali sono e alcuni esempi

Quando una misura risulta sostenere al 100% uno dei sei obiettivi ambientali, essa è considerata conforme al principio DNSH per tale obiettivo. 

Analogamente, quando una misura "contribuisce in modo sostanziale" a uno dei sei obiettivi ambientali, essa è considerata conforme al principio DNSH per tale obiettivo. Ad esempio, lo Stato che proponga una misura a sostegno della fabbricazione di impianti efficienti sotto il profilo energetico per l'edilizia (ad esempio, impianti di illuminazione con sensori di presenza e di luce solare) non dovrà effettuare una valutazione di fondo DNSH per l'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici qualora possa dimostrare che la misura proposta "contribuisce in modo sostanziale" a tale obiettivo ambientale, conformemente al regolamento Tassonomia. 

Fra le misure compatibili con la valutazione DNSH per l'obiettivo ambientale di mitigazione dei cambiamenti climatici ci sono quelle che promuovono una maggiore elettrificazione (ad es. industria, trasporti ed edilizia).

La produzione di energia elettrica non è ancora un'attività climaticamente neutra in tutta l'UE, ma è necessaria per centrare l’obiettivo di realizzare un'economia climaticamente neutra. Di conseguenza, gli orientamenti chiariscono che tali investimenti si possono considerare conformi al principio DNSH nel settore della mitigazione dei cambiamenti climatici, a condizione che gli Stati membri giustifichino la maggiore elettrificazione con un concomitante aumento della capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili a livello nazionale. Inoltre gli Stati dovranno comunque dimostrare che tali misure non arrecano un danno significativo agli altri cinque obiettivi ambientali. 

Per le attività economiche per le quali esiste un'alternativa tecnologicamente ed economicamente praticabile a basso impatto ambientale, la valutazione dell'impatto negativo di ciascuna misura dev’essere effettuata rispetto allo scenario in assenza di interventi. Laddove tale alternativa non esistesse, gli Stati membri possono dimostrare che una misura non arreca danno significativo adottando i migliori livelli disponibili di prestazioni ambientali nel settore.

Di conseguenza, le misure di produzione di energia elettrica e/o di calore a partire da combustibili fossili, e le relative infrastrutture di trasmissione/trasporto e distribuzione, in generale non si dovrebbero considerare conformi al principio DNSH ai fini dell'RRF, data l'esistenza di alternative a basse emissioni di carbonio.

Ma la Commissione prevede eccezioni limitate a questa norma generale, caso per caso, per le misure di produzione di energia elettrica e/o di calore a partire dal gas naturale e alle relative infrastrutture di trasmissione/trasporto e distribuzione. 

Per garantire che le misure siano consone all'evoluzione futura e non comportino effetti di dipendenza («lock-in») dannosi, e per promuovere effetti dinamici favorevoli, possono essere necessari investimenti e riforme di accompagnamento. Ad esempio: dotare le strade di infrastrutture a basse emissioni di carbonio (ad es. stazioni di ricarica per i veicoli elettrici o stazioni di rifornimento per l'idrogeno), più ampie riforme e investimenti per la decarbonizzazione dei mix nazionali di energia elettrica o dei sistemi di trasporto. 

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Una lista di controllo per aiutare gli Stati membri nella presentazione del principio DNSH

Per agevolare gli Stati nella valutazione e presentazione del principio DNSH nei loro Recovery Plan, la Commissione ha preparato una lista di controllo che dovrebbero usare a supporto della loro analisi del nesso tra ciascuna misura e il principio DNSH.

La lista di controllo si basa sul seguente albero delle decisioni, che dovrebbe essere usato per ciascuna misura dell'RRP:

DNSH

La Commissione invita gli Stati membri a rispondere alle domande poste nella lista di controllo, e ad integrare le risposte nei rispettivi PNRR, nell'ambito della descrizione di ogni misura. Ove necessario a corredo della valutazione fornita nella lista di controllo, gli Stati membri sono inoltre invitati a fornire analisi supplementari  e/o documenti giustificativi, in modo mirato e limitato, per corroborare ulteriormente le loro risposte alle domande della lista.

Consulta gli Orientamenti sull'attuazione del principio "non arrecare un danno significativo"

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