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Dazi green e tassazione multinazionali: 17 miliardi l'anno per il bilancio UE

Commissario Hahn - Photo credit: European Union 2021, Photographer: Christophe LicoppeLa Commissione europea ha proposto tre nuove risorse proprie per assicurare risorse sufficienti a finanziare il piano per la ripresa Next Generation EU e le nuove politiche UE in materia di clima e ambiente.

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Le tre nuovi fonti di entrata si basano sullo scambio di quote di emissioni (ETS), sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell'UE e sulla quota di utili residui delle multinazionali che, in base all'accordo OCSE/G20 sulla ridistribuzione parziale dei diritti di imposizione, sarà riassegnata agli Stati membri.

Una volta a regime, negli anni 2026-2030, dovrebbero generare mediamente fino a 17 miliardi di euro annui a favore del bilancio dell'Unione.

"Con il pacchetto poniamo le basi per il rimborso di Next Generation EU e forniamo un sostegno fondamentale al pacchetto Fit for 55, concretizzando il finanziamento del Fondo sociale per il clima. Grazie a questo insieme di nuove risorse possiamo garantire che la prossima generazione riceverà effettivamente i vantaggi di Next Generation EU”, ha commentato il commissario per il Bilancio, Johannes Hahn.

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La risorsa propria basata sullo scambio delle quote di emissione

Nel quadro del pacchetto Fit for 55, che mira a una riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra nell'UE di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, il sistema per lo scambio delle quote di emissioni è stato rivisto, allargandolo al settore marittimo, aumentendo le aste delle quote per l'aviazione e prevedendo l'istituzione di un nuovo sistema per gli edifici e il trasporto su strada.

Dentro questo contesto, la proposta della Commissione per una risorsa propria basata sul sistema ETS prevede che una quota pari al 25% delle entrate derivanti dalle aste, oggi principalmente trasferite ai bilanci nazionali, sia versata al bilancio dell'UE. Queste entrate, a regime pari a circa 12 miliardi all'anno in media nel periodo 2026-2030 (9 miliardi di euro in media nel periodo 2023-2030), dovrebbero contribuire al rimborso degli importi raccolti dall'UE per finanziare le sovvenzioni a fondo perduto di NGEU e al finanziamento del Fondo sociale per il clima presentato dalla Commissione nel luglio 2021.

Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere

Attraverso il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere si punta invece a ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio incentivando i produttori di paesi terzi a migliorare le caratteristiche ecologiche dei loro processi di produzione. In pratica, le importazioni in alcuni settori selezionati saranno soggette al pagamento di un "prezzo" per il carbonio, corrispondente a quello che sarebbe stato dovuto se esse fossero state prodotte nell'UE.

La risorsa propria proposta dalla Commissione sarebbe alimentata dal 75% delle entrate generate dal meccanismo, per un valore stimato di circa 1 miliardo di euro all'anno in media nel periodo 2026-2030 (0,5 miliardi in media nel periodo 2023-2030).

Nuove entrate dalla tassazione delle multinazionali

L'ultima risorsa propria proposta da Bruxelles è collegata all'accordo raggiunto l'8 ottobre scorso da oltre 130 paesi membri dell'OCSE e del G20 sul quadro inclusivo sull'erosione della base imponibile e sul trasferimento degli utili (BEPS), che prospetta una riforma del regime fiscale internazionale volta a combattere l'elusione e a garantire che gli utili siano soggetti a tassazione nei paesi in cui si svolgono le attività economiche e avviene la creazione di valore.

La riforma si articola in due pilastri, di cui il primo pilastro prevede la redistribuzione tra i paesi partecipanti nel mondo del diritto di tassare una quota dei cosiddetti utili residui delle più grandi imprese multinazionali a livello mondiale. L'idea di Bruxelles è di destinare al bilancio UE il 15% della quota riassegnata agli Stati membri degli utili residui delle imprese che rientrano nel campo di applicazione.

In attesa della finalizzazione del quadro inclusivo dell'OCSE e del G20, le entrate a favore del FQP potrebbero essere comprese tra 2,5 e 4 miliardi di euro all'anno.

Prossimi passi

L'attuazione di questo pacchetto passa per un complesso iter legislativo, che prevede la modifica della decisione sulle risorse proprie, in modo da aggiungere le nuove entrate alle risorse esistenti, e un intervento sul regolamento del Quadro finanziario pluriennale per introdurre la possibilità di avviare il rimborso dei prestiti assunti per Next Generation EU già nel corso dell'attuale QFP e per aumentare i massimali di spesa per il periodo 2025-2027 per tenere conto delle spese aggiuntive connesse al Fondo sociale per il clima.

Nel primo caso, oltre all'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio, previa consultazione del Parlamento europeo, serve la ratifica da parte di tutti gli Stati membri in conformità alle rispettive norme costituzionali; nel caso del regolamento QFP all'unanimità dal Consiglio deve aggiungersi l'approvazione del Parlamento europeo.

Un secondo pacchetto di nuove risorse proprie, fondato sul nuovo quadro per l'imposizione dei redditi (BEFIT), verrà presentato dalla Commissione entro la fine del 2023.

Consulta le proposte legislative sulle risorse proprie