Energia, porti, servizi pubblici: cosa c'è nel Ddl Concorrenza

Legge annuale per la concorrenza - Foto di Jimmy Chan da PexelsDopo mesi di gestazione e lunghe discussioni interne alla maggioranza il Consiglio dei Ministri ha varato uno dei dossier chiave del Recovery Plan, il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021.

Cosa c'è nel decreto Recovery: il provvedimento per accelerare l'attuazione del PNRR

I temi al centro del Ddl Concorrenza sono del resto di grande importanza - energia, porti, rifiuti e sanità, solo per citarne alcuni - e il varo della legge annuale per il mercato e la Concorrenza non era più rimandabile, com’è scritto nero su bianco nel Recovery Plan.  

Cos’è la legge per la Concorrenza e perché è importante?

Prevista nell’ordinamento nazionale dal 2009 (con legge n. 99/2009), la legge annuale per il mercato e la concorrenza è stata in concreto adottata solo nel 2017, con la legge n. 124/2017. 

Essendo essenziale per rivedere in via continuativa lo stato della legislazione e verificare se permangano vincoli normativi al gioco competitivo e all’efficiente funzionamento dei mercati, la cadenza annuale della legge dev’essere assicurata. 

Come indicato nel PNRR, una prima serie di misure in materia concorrenziale sarà prevista dalla legge per il mercato e la concorrenza per il 2021, mentre altre verranno considerate nelle leggi annuali per gli anni successivi.

In base a quanto previsto dal cronoprogramma del PNRR, infatti, la legge annuale della concorrenza 2021 - la prima delle quattro previste dal Piano - doveva essere presentata in Parlamento entro il mese di luglio 2021. Ma dopo una serie di scontri interni alla maggioranza il Governo ha optato prima per un rinvio del testo a settembre, dopo la pausa estiva, quindi per un ulteriore slittamento.

Un provvedimento travagliato e divisivo

Il disegno di legge deve essere presentato al Parlamento entro fine anno e approvato definitivamente nel 2022, ma nel corso della conferenza stampa di presentazione della NaDEF Draghi ha annunciato l’obiettivo del Governo di approvare il Ddl Concorrenza entro ottobre. 

Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre, che ha licenziato la Manovra di bilancio per il 2022, avrebbe quindi dovuto anche segnare il varo del ddl Concorrenza. Una missione che si è rivata impossibile, come sottolineato nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi dal premier: "Pensavamo di presentare la legge delega oggi, ma siamo stati oberati da tante cose tra cui il G20 ed inoltre sono emerse molte perplessità, su alcuni punti anche molto ragionevoli. Quindi la mia decisione è stata di presentarla giovedì prossimo. Si tratta di questioni molto complesse e tecniche, serve fare bene e avere il consenso di tutto il Consiglio dei ministri".

Il nuovo - definitivo - appuntamento con il Ddl Concorrenza è arrivato il 4 novembre, quando il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei Ministri.

Ciò che finora ha rallentato i lavori della Legge sulla Concorrenza - e che fino all'ultimo rischia di mettere i bastoni tra le ruote al testo - è lo scontro interno alla maggioranza di Governo. Diversi temi del provvedimento, infatti, hanno creato aspri dibattiti tra i fronti della maggioranza. Tra questi, il nodo delle concessioni balneari, tema su cui i leghisti sono pronti ad alzare le barricate e su cui si attende che venga resa nota la decisione del Consiglio di Stato, e quello delle concessioni idroelettriche, altro tema delicato per la Lega.

Cosa prevede il Ddl Concorrenza 2021?

A fare da canovaccio al provvedimento è il documento messo a punto dall’Antitrust a marzo, contenente le proposte per il disegno di Legge per la concorrenza, cui ha fatto seguito un documento redatto dalla Conferenza delle Regioni con proposte e contributi per la redazione della Legge annuale per il mercato e la concorrenza (approvato il 3 giugno).

Il provvedimento approvato da Palazzo Chigi il 4 novembre si compone di una trentina di articoli e prevede provvedimenti per una decina di settori economici: dai servizi pubblici locali all'energia, passsando per sanità e infrastrutture digitali.

Il capitolo concessioni

Il provvedimento prevede una delega al Governo per costituire un sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni, al fine di promuovere la massima pubblicità e trasparenza dei principali dati e delle informazioni relativi a tutti i rapporti concessori.

Il decreto legislativo che ne seguirà dovrà, tra l’altro, definire l’ambito oggettivo della rilevazione includendo tutti gli atti, i contratti e le convenzioni che comportano l’attribuzione a soggetti privati o pubblici dell’utilizzo in via esclusiva del bene pubblico; prevedere la piena conoscibilità della durata, dei rinnovi in favore di un medesimo concessionario, di una società controllata dal concessionario o di un suo familiare diretto, del canone, dei beneficiari, della natura della concessione, dell’ente proprietario e, se diverso, dell’ente gestore, nonché di ogni altro dato utile a verificare la persistenza in favore del medesimo soggetto delle concessioni e la proficuità dell’utilizzo economico del bene in una prospettiva di tutela e valorizzazione del bene stesso nell’interesse pubblico.

Su spiagge e ambulanti il braccio di ferro della maggioranza: niente gare, solo una mappatura delle concessioni

Resta il nodo dell’attuazione della direttiva Bolkestein, la direttiva europea del 2006 che impone di bandire gare per concedere beni pubblici come le spiagge. Bruxelles ha aperto da tempo una procedura d’infrazione nei confronti dell'Italia per la mancata applicazione della direttiva e l'assenza di gare per le concessioni balneari

Si tratta di un tema fortemente divisivo per la maggioranza di Governo: da anni, infatti, il Carroccio attacca la direttiva europea e la posizione della Lega ha prevalso in CdM. Nel Ddl Concorrenza non è prevista un’accelerazione sulle gare per gli stabilimenti balneari e il commercio ambulante. Si procede solo a una delega al governo che entro 6 mesi dovrà costituire un sistema informativo sulle concessioni, che ne dettagli beneficiari, durata, rinnovi e proficuità dell’utilizzo economico del bene.

Si prevede di affidare al Ministero dell’Economia la banca dati. Sui balneari, si attende la sentenza del Consiglio di Stato rispetto all'applicazione della direttiva europea e in caso di bocciatura della proroga al 2033 il tema delle gare potrebbe tornare sul tavolo più avanti.

Concessione dei servizi portuali

Il Ddl Concorrenza prevede che le concessioni per la gestione dei porti siano affidate sulla base di procedure ad evidenza pubblica garantendo condizioni di concorrenza effettiva. Le concessioni devono essere affidate, previa determinazione dei relativi canoni e pubblicazione di un avviso pubblico, sulla base di procedure concorrenziali. 

Le gare, quindi, potranno essere avviate anche su istanza di parte tramite avviso, senza più necessità di un decreto delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.

Sottoposta a concessione anche la realizzazione e gestione di opere attinenti alle attività marittime e portuali collocate a mare nell’ambito degli specchi acquei esterni alle difese foranee, se interessati da traffico portuale.

Abolito il divieto di cumulo delle concessioni per la medesima attività nei casi di porti di rilevanza economica internazionale e nazionale. Non passa invece la deregulation dell’autoproduzione, su cui si temevano le proteste dei lavoratori portuali.

Concessione di distribuzione del gas naturale

Trasparenza e ritorno degli investimenti sono le regole che guidano le procedure di affidamento del servizio di distribuzione del gas per favorire lo svolgimento delle gare. In particolare, si introducono incentivi in favore degli enti locali per procedere in maniera tempestiva allo svolgimento delle gare, soprattutto con riguardo alla valutazione economica delle reti e degli impianti di distribuzione. L'obiettivo è quello di accelerare le gare per la distribuzione del gas naturale. 

Concessioni idroelettriche

A differenza di quanto si ipotizzava inizialmente, le concessioni idroelettriche restano alle Regioni, che entro il 2022 dovranno prevedere gare secondo parametri competitivi, equi e trasparenti con congruo indennizzo per gli investimenti dei concessionari uscenti.

Il percorso di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche deve essere avviato entro il 31 dicembre 2022: decorso tale termine, entrerà in gioco il Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili con l’esercizio dei poteri sostituivi.

Servizi pubblici locali e trasporti

Per i servizi pubblici locali il Ddl Concorrenza prevede una serie di norme finalizzate a definire un quadro regolatorio più coerente con i principi del diritto europeo. Particolare attenzione è posta al trasporto pubblico locale, anche non di linea. 

Nel dettaglio, il provvedimento introduce norme finalizzate a:

  • ridefinire la disciplina dei servizi pubblici locali, al fine di rafforzare la qualità e l’efficienza e razionalizzare il ricorso da parte degli enti locali allo strumento delle società in house, anche attraverso la previsione dell’obbligo di dimostrare, da parte degli enti medesimi, le ragioni del mancato ricorso al mercato, dei benefici della forma dell’in house dal punto di vista finanziario e della qualità dei servizi e dei risultati conseguiti nelle pregresse gestioni attraverso tale sistema di auto-produzione;
  • ridefinire la disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea, anche al fine di adeguare l’assetto regolatorio alle innovative forme di mobilità. Si tratta dello spinoso capitolo taxi: la delega per il riordino del settore taxi, prevista dalla legge Concorrenza del 2017, è da tempo scaduta. Draghi ci riprova con una delega su taxi, noleggio con conducente e servizi via app da esercitare entro 6 mesi;
  • incentivare l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale mediante procedure di evidenza pubblica;
  • devolvere a procedure conciliative gestite dall’Autorità dei trasporti la definizione di controversie tra operatori economici che gestiscono reti, infrastrutture e servizi di trasporto e utenti o consumatori;
  • rafforzare i controlli in sede di costituzione di nuove società in house da parte delle amministrazioni pubbliche.

Gare per le infrastruttura di ricarica elettrica

Il disegno di legge dà un impulso alla realizzazione della rete delle centraline elettriche, dettando criteri per la selezione degli operatori che si occuperanno dell’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica da parte degli enti locali e dei concessionari autostradali in modo che la scelta avvenga tramite procedure competitive trasparenti e non discriminatorie.

La gestione dei rifiuti

Il Ddl Concorrenza cerca di introdurre di una maggiore concorrenza nella filiera di gestione dei rifiuti in un'ottica di economia circolare. In particolare, si riduce da cinque a due anni la durata minima degli accordi che le utenze non domestiche devono stipulare per la raccolta e l’avvio a recupero dei propri rifiuti al fine di favorire un maggiore dinamismo concorrenziale nell’offerta di tali servizi.

Per quanto riguarda il servizio di gestione integrata dei rifiuti, si rafforzano gli standard qualitativi per l’erogazione delle attività di smaltimento e recupero attribuendo specifiche competenze regolatorie all’ARERA.

Sanità

Il disegno di legge interviene anche in materia di salute in diversi punti:

  • agevola l’accesso all’accreditamento delle strutture sanitarie private e introduce criteri dinamici per la verifica periodica delle strutture private convenzionate;
  • supera l’attuale obbligo per il titolare dell’autorizzazione alla distribuzione all’ingrosso di detenere almeno il 90% dei medicinali in possesso di una AIC, riducendo il vincolo ad un assortimento idoneo a rispondere alle esigenze territoriali;
  • elimina gli ostacoli all’ingresso sul mercato dei farmaci generici;
  • incentiva le aziende farmaceutiche alla definizione del prezzo di rimborso (che è negoziato con AIFA), prevedendo che in caso di inerzia sia applicato l’allineamento al prezzo più basso.
  • elimina la discrezionalità di individuazione dei dirigenti medici, prevedendo che essi siano selezionati da una commissione composta dal direttore sanitario dell’azienda interessata e da tre direttori di cui almeno due provenienti da diversa regione, assegnando l’incarico al candidato che abbia ottenuto il punteggio più alto.

Spinta alla banda ultralarga

Il provvedimento interviene anche su diversi punti relativi alla digitalizzazione prevedendo norme specifiche per le reti a banda ultralarga: il Ddl intende rendere più difficile per un gestore di infrastruttura o un operatore di rete negare a una compagnia di TLC l’accesso alla nuova rete a banda ultralarga. Previsto inoltre l’obbligo di coordinare i lavori di scavo per la fibra ottica.

Inoltre, il provvedimento introduce per i gestori di servizi di telefonia e comunicazioni elettroniche l’obbligo di acquisire il consenso espresso per tutti i servizi in abbonamento offerti da terzi, compresi sms e mms. 

Rimozione degli oneri per le imprese

Revisione dei procedimenti amministrativi

Il provvedimento delega il Governo a rivedere i regimi amministrativi delle attività private, a semplificare e reingegnerizzare in digitale delle procedure. 

Semplificazione dei controlli sulle attività economiche

Il Disegno di legge delega il Governo rende più efficaci ed efficienti e coordinati i controlli sulle attività economiche.

Assicurazioni

Si estende l’obbligo di adesione alla procedura di risarcimento diretto anche alle imprese con sede legale in altri Stati membri che operano sul territorio italiano.

Rafforzamento dei poteri di antitrust enforcement 

Il Ddl Concorrenza apporta diverse modifiche al fine di rafforzare il potere di accertamento degli illeciti per violazione della disciplina sulla concorrenza da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. 

Si introducono, tra le altre, norme finalizzate a:

  • rafforzare i poteri di valutazione di operazioni di concentrazione restrittive della libertà di concorrenza, assicurando una maggiore coerenza del quadro normativo nazionale con quello adottato dalla Commissione e dalla prevalenza dei Paesi dell’Unione europea;
  • rafforzare i poteri di contrasto all’abuso di dipendenza economica.