Infrastrutture energetiche transfrontaliere: il nuovo regolamento sulla rete TEN-E

Regolamento Rete TEN-E - Photo by Matthias Zomer from PexelsLe nuove norme sulle reti transeuropee dell'energia (regolamento TEN-E) prevedono uno stop al sostegno alle grandi infrastrutture per petrolio e gas naturale e priorità all'integrazione delle reti elettriche offshore e all'idrogeno.

Cosa prevede la legge europea sul clima

Rispetto al precedente del 2013, il nuovo regolamento sulla Rete TEN-E guarda al Green Deal e punta a ridurre le emissioni inquinanti promuovendo l'integrazione delle rinnovabili e delle nuove tecnologie pulite nel sistema energetico. 

Cosa prevede il nuovo regolamento sulla Rete TEN-E

La rete TEN-E continuerà a collegare le regioni attualmente isolate dai mercati europei dell'energia, a rafforzare le interconnessioni transfrontaliere esistenti e a promuovere la cooperazione con i paesi partner. 

Aiuterà inoltre a realizzare tempestivamente le infrastrutture transfrontaliere proponendo modi di semplificare e accelerare le procedure di rilascio dei permessi e delle autorizzazioni.

La proposta della Commissione

Il regolamento proposta dall'Esecutivo UE il 15 dicembre 2020 prevede:

  • l'obbligo, per tutti i progetti, di soddisfare i criteri vincolanti di sostenibilità e rispettare il principio del "non nuocere" stabilito nel Green Deal;
  • l'aggiornamento delle categorie di infrastrutture ammesse a beneficiare del sostegno nell'ambito della politica TEN-E, ponendo fine al sostegno a favore delle infrastrutture per il petrolio e il gas naturale;
  • nuova attenzione alle reti elettriche offshore con disposizioni che favoriscono una maggiore integrazione della loro pianificazione e attuazione con quelle delle infrastrutture a terra attraverso l'introduzione di sportelli unici per l'offshore;
  • nuova attenzione all'infrastruttura per l'idrogeno, compreso il trasporto e alcuni tipi di elettrolizzatori;
  • norme aggiornate che promuovono la diffusione delle reti elettriche intelligenti per accelerare l'elettrificazione e aumentare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
  • nuove disposizioni sugli investimenti nelle reti intelligenti per integrare i gas puliti (come il biogas e l'idrogeno rinnovabile) nelle reti esistenti;
  • attenzione costante alla modernizzazione delle reti elettriche, delle strutture di stoccaggio e delle reti di trasporto del carbonio;
  • nuove disposizioni sul sostegno dei progetti di collegamento tra l'UE e paesi terzi (i cosiddetti PMI, Projects of Mutual Interest) che diano prova di essere vantaggiosi per entrambe le parti e di contribuire agli obiettivi globali dell'Unione in materia di energia e clima migliorando la sicurezza dell'approvvigionamento e la decarbonizzazione;
  • un quadro riveduto di governance per perfezionare il processo di pianificazione delle infrastrutture e garantire che sia in linea con gli obiettivi climatici dell'UE e con i principi di integrazione del sistema energetico, attraverso un maggiore coinvolgimento dei portatori di interessi in tutto il processo, un ruolo rafforzato dell'Agenzia UE per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER) e una migliore supervisione da parte della Commissione;
  • misure volte a semplificare le procedure amministrative, in modo da accelerare la realizzazione dei progetti, snellire le procedure di autorizzazione dei PIC per evitare di ritardare i progetti che facilitano la transizione energetica, e rafforzare la trasparenza e la partecipazione alle consultazioni. 

Proposta di revisione del regolamento TEN-E

Allegati della proposta di revisione del regolamento TEN-E

I negoziati

L'11 giugno il Consiglio ha raggiunto un accordo in merito a un orientamento generale sulla revisione del regolamento relativo alle reti transeuropee dell'energia, che di fatto riprende gli orientamenti della Commissione. 

La revisione del regolamento individua 11 corridoi e 3 aree tematiche prioritari da sviluppare e interconnettere. Lo si farà principalmente tramite progetti di interesse comune (Project of Common Interest - PCI), finanziati dal Connecting Europe Facility 2021-27. Il regolamento riveduto aggiorna le categorie di infrastrutture ammissibili al sostegno, con particolare attenzione alla decarbonizzazione, e pone un nuovo accento sulle reti elettriche offshore, le infrastrutture per l'idrogeno e le reti intelligenti.

Nella sua posizione il Consiglio ha deciso di porre termine al sostegno destinato a nuovi progetti relativi al petrolio e al gas naturale e di introdurre criteri vincolanti di sostenibilità per tutti i progetti. Durante un periodo transitorio che terminerà il 31 dicembre 2029 le infrastrutture per il gas esistenti che sono state adeguate potranno essere usate per trasportare o stoccare una miscela predefinita di idrogeno con gas naturale o biometano. L'obiettivo è decarbonizzare gradualmente questo settore, così come aumentare la percentuale di gas rinnovabili nelle condotte.

Nel caso di Cipro e Malta, tuttora non interconnessi alla rete transeuropea del gas, i progetti in fase di sviluppo o di pianificazione cui è stato attribuito lo status di progetto di interesse comune a titolo del precedente regolamento manterranno tale status fino al completamento dell'interconnessione. La deroga è intesa a porre fine all'isolamento di questi due Stati membri e dare loro accesso ai futuri mercati dell'energia, compreso l'idrogeno.

Gli Stati membri hanno anche convenuto di semplificare e accelerare le procedure per il rilascio di permessi o autorizzazioni.

Secondo la posizione del Consiglio, il regolamento riveduto continuerà a far sì che i nuovi progetti rispondano agli obiettivi di integrazione del mercato, competitività e sicurezza dell'approvvigionamento. Continuerà anche a sostenere i progetti che connettono regioni attualmente isolate dai mercati dell'energia europei, a rafforzare le interconnessioni transfrontaliere esistenti e a promuovere la cooperazione con paesi terzi.

L'orientamento generale servirà da base per la posizione del Consiglio nei negoziati con il Parlamento europeo al fine di trovare un accordo definitivo sul futuro atto legislativo. Una volta raggiunto un accordo politico provvisorio tra le due istituzioni, una procedura di adozione formale suggellerà l'accordo traducendolo in atto legislativo.