
La ratio delle misure per la filiera italiana dei semiconduttori era stata illustrata dallo stesso ministro per le imprese e il made in Italy, Adolfo Urso, ad agosto, all’indomani del varo del decreto da parte di Palazzo Chigi. In quell’occasione, infatti, Urso aveva spiegato che il governo aveva deciso di anticipare “alcune misure urgenti che poi saranno definite più compiutamente nel Piano nazionale per la microelettronica, destinando a questo settore” un credito d’imposta maggiorato per ricerca e sviluppo nel settore dei semiconduttori “al fine di incentivare gli investimenti stranieri e nazionali in questo settore settore”.
Al tax credit ricerca e sviluppo (R&S) si aggiungono i fondi del Ministero dell’università e ricerca (MUR) per favorire la presenza della ricerca italiana all'interno del partenariato UE “Chips joint undertaking”.