
La manovra pone quindi la parola fine sul cashback di Stato, il meccanismo ordinario che prevedeva per i cittadini un rimborso del 10% su tutti i pagamenti fatti con carta di credito o altri metodi elettronici presso esercenti fisici a fronte di un minimo di 50 transazioni in sei mesi.
La cancellazione della misura deriva dalle numerose criticità riscontrate sin dalla sua partenza, avvenuta l'8 dicembre 2020 in vista delle festività natalizie. Dopo la conclusione del primo semestre del programma, la misura era stata "congelata" dal decreto Sostegni bis, con l'ipotesi di un possibile riavvio nel 2022, per poterne migliorare l'impianto.
La legge di bilancio 2022, invece, ha confermato la sospensione del programma al 31 dicembre 2021.
Le risorse a copertura del programma, pari a 1,5 miliardi di euro , saranno utilizzate per la riforma degli ammortizzatori sociali.