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Il Parlamento UE critica i tagli del Consiglio al bilancio UE 2023

Commissario Hahn - Photo credit: European Union, 2022 - EC - Audiovisual ServiceGli eurodeputati riuniti in plenaria respingono al mittente la posizione dei 27 e ribadiscono che senza fondi europei adeguati gli obiettivi UE in materia di transizione verde e digitale e di inclusione sociale sono a rischio.

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Come in ogni negoziato sul bilancio europeo si ripete il braccio di ferro tra Parlamento UE e Consiglio sulle risorse necessarie per l'attuazione delle politiche dell'Unione.

Così se il Consiglio ha rivisto al ribasso la proposta della Commissione europea di giugno e richiamato il PE a una maggior prudenza, anche invitandolo a ridurre la propria spesa per staff, il relatore per il PE sul bilancio dell'Unione europea per il 2023, Nicolae Ştefănuță (Renew) definisce "tutt'altro che prudenti o realistici" i tagli previsti nella posizione degli Stati membri. “Renderebbero difficile la realizzazione delle priorità politiche dell'Unione quali il Green Deal europeo, la promozione della transizione digitale e la costruzione di un'Unione europea della salute”, ha avvertito e “si pongono inoltre in contraddizione con molte delle priorità della Presidenza ceca".

Cosa ha proposto la Commissione per il bilancio UE 2023?

Come ogni bilancio annuale dell'UE, il budget 2023 prevede un valore in "impegni", quindi i finanziamenti che possono essere stabiliti nei contratti in un determinato anno, e un diverso importo dei "pagamenti", cioè le risorse effettivamente erogate.

Nello specifico, nella proposta presentata dalla Commissione a giugno gli impegni ammontano a 185,6 miliardi, mentre i pagamenti si fermano a 166,3 miliardi (tutti a prezzi correnti), in virtù del fatto che il flusso dei finanziamenti ai beneficiari finali tende ad accelerare verso la fine del settennato.

A questi si aggiungono circa 113,5 miliardi raccolti sui mercati dalla Commissione nell'ambito di Next Generation EU, di cui circa 100 assegnati agli Stati membri nell'ambito dei rispettivi Piani nazionali di ripresa e resilienza, i PNRR.

Andando al dettaglio degli stanziamenti, gli impegni per il 2023 proposti dall'Esecutivo UE sono pari a:

  • 53,6 miliardi per la PAC, la Politica agricola comune,
  • 1,1 miliardi per il FEAMPA, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura,
  • 46,1 miliardi per la Politica di Coesione,
  • 14,3 miliardi per la politica di cooperazione e di vicinato, di cui 12 miliardi per lo strumento NDCI, 2,5 miliardi per lo strumento di assistenza preadesione (IPA III) e 1,6 miliardi per gli aiuti umanitari,
  • 13,6 miliardi per i finanziamenti a ricerca e innovazione, destinati principalmente (12,3 miliardi) a Horizon Europe, cui vanno anche sovvenzioni per 1,8 miliardi provenienti da Next Generation EU;
  • 4,8 miliardi per il finanziamento degli investimenti strategici europei, attraverso i programmi InvestEU (341 milioni, cui si aggiungono 2,5 miliardi da NGEU), Connecting Europe Facility – CEF (2,9 miliardi) e Digital Europe (1,3 miliardi)
  • 3,5 miliardi per il programma Erasmus+,
  • 325 milioni per Europa Creativa,
  • 212 milioni per il programma Giustizia, diritti e valori,
  • 2,3 miliardi per l'ambiente e l'azione per il clima, di cui 728 milioni per il programma LIFE e 1,5 miliardi per il Just Transition Fund, il Fondo per una transizione giusta, cui vanno ulteriori sovvenzioni per 5,4 miliardi da Next Generation EU,
  • 2,2 miliardi per gli investimenti nel settore dello spazio, principalmente attraverso il programma spaziale europeo,
  • 2,1 miliardi per la protezione delle frontiere, di cui 1,1 miliardi per il Fondo per la gestione integrata delle frontiere e 839 milioni per Frontez, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera,
  • 1,6 miliardi per spese connesse alla migrazione, soprattutto per l'accoglienza di migranti e richiedenti asilo (1,4 miliardi),
  • 1,2 miliardi per la difesa, di cui 626 milioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo di capacità nel quadro del Fondo europeo per la difesa,
  • 927 milioni per il buon funzionamento del mercato unico, di cui 593 milioni per il programma per il mercato unico e circa 200 milioni per lotta antifrode, fiscalità e dogane,
  • 732 milioni per EU4Health, il programma UE per la salute,
  • 147 milioni per il Meccanismo di protezione civile dell'Unione (RescEU),
  • 689 milioni per la sicurezza, di cui 310 milioni per il Fondo sicurezza interna.

Tre le novità, i 138 milioni per gli investimenti in connessioni satellitari sicure, che dovrebbero essere gestiti nel quadro di un nuovo programma europeo, denominato Union Secure Connectivity Programme. I finanziamenti per gli investimenti sui semiconduttori saranno invece messi a disposizione nel quadro di Horizon Europe e tramite riassegnazione da altri programmi UE.

Qual è la posizione del Consiglio?

La posizione approvata a luglio dal Consiglio, e illustrata martedì 13 settembre al Parlamento UE riunito in plenaria, prevede invece impegni per 183,95 miliardi e 165,74 miliardi in pagamenti.

I 27 hanno scelto “un approccio prudente” che concentra le risorse finanziarie "sulle priorità attuali dell'UE" e, come spiegato dal ministro delle finanze della Cechia, Zbyněk Stanjura, mantiene margini di bilancio sufficienti per far fronte alle incertezze legate alla crisi ucraina e all'inflazione.

In questa direzione va anche il richiamo sulla sezione del bilancio dell'UE relativa al Parlamento europeo. Con una dichiarazione allegata alla posizione, il Consiglio ha infatti sottolineato che il massimale per la rubrica 7 del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 si basa sul presupposto che tutte le istituzioni dell'UE adottino un approccio volto a stabilizzare il numero del personale e a ridurre le spese amministrative e che già nel bilancio annuale per il 2022 il Parlamento ha chiesto e ottenuto ulteriori 142 posti alla sua tabella dell'organico, nonché 180 dipendenti esterni.

Per il 2023 il PE chiede 52 posti aggiuntivi nella tabella dell'organico e ulteriori 116 assistenti parlamentari. Una richiesta ritenuta dai 27 incompatibile con il contesto inflazionistico, che già mette a rischio il rispetto del massimale della rubrica 7 ed esige il massimo autocontrollo da parte di ciascuna istituzione per non scaricare solo sulle altre lo sforzo di contenere le spese amministrative.

Anche la dichiarazione di spesa del PE e la sua tabella dell'organico saranno quindi tra i nodi critici del negoziato sul budget 2023, che partirà dopo che il Parlamento avrà votato i suoi emendamenti al bilancio UE nella plenaria del 17-20 ottobre. Il 25 ottobre inizierà il periodo di conciliazione di 21 giorni, che dovrebbe condurre all'accordo e all'adozione definitiva entro metà novembre.

Per approfondire: Quanti sono i fondi europei a disposizione dell'Italia per il settennato 2021-27?

Annual EU Budget 2023