Fondo impresa donna: come funzionano gli incentivi per l'imprenditoria femminile previsti dal PNRR

Fondo Impresa Donna - Foto di rfstudio da PexelsIl ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto interministeriale che attiva il Fondo Impresa Donna per rafforzare gli investimenti e i servizi a sostegno dell’imprenditorialità femminile.

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L’obiettivo del Fondo impresa donna è quello di incentivare la partecipazione femminile al mondo delle imprese, supportando le competenze e la creatività per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

La misura è istituita con un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno le risorse Piano nazionale di ripresa e resilienza, pari a 400 milioni, destinate all’imprenditoria femminile. Il progetto, in particolare, costituisce un intervento cardine inserito tra le linee di intervento del ministero dello Sviluppo economico nel PNRR nell’ambito della missione "Inclusione e coesione".

Il decreto interministeriale, firmato anche dal ministro dell’Economia e delle finanze e dal ministro per le Pari opportunità e la famiglia, sarà quindi inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

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Come funziona il Fondo impresa donna

In base alle anticipazioni di stampa, la bozza del decreto si svilupperebbe su tre assi. I primi due, nascita e consolidamento delle imprese femminili, avrebbero a disposizione 32,5 milioni; mentre il terzo, dedicato diffusione della cultura imprenditoriale e formazione, dovrebbe poter contare su 6,2 milioni. A questi si aggiungerebbero anche 1,3 milioni destinati alla gestione della misura affidata a Invitalia. 

Gli aiuti dovrebbero rivolgersi a quattro categorie di beneficiari:

  • cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie;
  • società di capitale con quote e componenti del cda per almeno due terzi di donne;
  • imprese individuali la cui titolare è una donna;
  • lavoratrici autonome.

Sarebbero ammesse attività nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo con programmi di investimento da realizzare entro due anni il cui tetto di spese ammissibili è fissato a:

  • 250mila euro per le nuove imprese;
  • 400mila per quelle già esistenti. 

Quando fare domande di contributo

Con un successivo provvedimento del MISE verrà fissara la data di partenza delle domande, che andranno presentate online attraverso la piattaforma di Invitalia e poi valutate secondo l’ordine di presentazione con un esame di merito. Quest'ultimo andrà a considerare i vari criteri, dal progetto imprenditoriale alle potenzialità del mercato di riferimento, con una premialità assegnata alle iniziative ad alta tecnologia.

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