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In arrivo i finanziamenti a progetti pilota innovativi con fondi dei Patti territoriali

Patti territoriali - Photo credit: Foto di Frauke Feind da Pixabay Il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato il decreto che istituisce la commissione di valutazione dei progetti presentati in risposta al bando per iniziative pilota finanziato con 100 milioni derivanti dalla chiusura dei Patti territoriali e dei Contratti d’area.

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Il decreto Crescita n. 34-2019 ha infatti stabilito che le risorse dei Patti territoriali non utilizzate possono finanziare progetti innovativi per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale. MISE e MEF hanno fissato i criteri generali con decreto del 30 novembre 2020, mentre con il decreto direttoriale del 30 luglio 2021 sono state definite le modalità per accedere ai finanziamenti.

Il bando si è chiuso il 15 febbraio 2022 e ora il Ministero dello Sviluppo economico ha nominato la commissione incaricata di valutare i progetti e redigere la graduatoria in base alla quale saranno assegnati i contributi. Ecco cosa finanzia e a chi è rivolto il bando.

Cosa finanzia il bando MISE per progetti pilota innovativi?

In linea con quanto stabilito dal decreto Crescita, che ha anche semplificato le procedure per la chiusura dei procedimenti relativi alle agevolazioni concesse nell’ambito dei Patti territoriali e dei Contratti d’area, i finanziamenti possono andare a progetti che favoriscano lo sviluppo del sistema imprenditoriale, anche mediante la sperimentazione di servizi innovativi a supporto delle imprese, valorizzando modelli gestionali efficienti e pregresse esperienze positive dei soggetti responsabili nell’ambito dei Patti territoriali.

Ogni progetto pilota deve essere costituito da azioni coerenti tra loro e relative a una o due delle aree tematiche individuate dal Ministero:

  1. competitività del sistema produttivo, in relazione alle potenzialità di sviluppo economico dell’area interessata;
  2. valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile;
  3. transizione ecologica;
  4. autoimprenditorialità;
  5. riqualificazione delle aree urbane e delle aree interne.

Per quanto riguarda gli interventi imprenditoriali sono ammissibili:

  1. progetti di investimento;
  2. progetti di avviamento;
  3. progetti di innovazione;
  4. progetti di investimento nel settore della produzione agricola primaria;
  5. progetti di investimento nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli;
  6. progetti di investimento nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

Quanto agli interventi infrastrutturali, invece, i progetti possono prevedere la creazione o l’ammodernamento di infrastrutture pubbliche destinate prevalentemente al bacino dell’utenza locale del Patto territoriale, non idonee ad attirare clienti o investimenti da parte di altri Stati membri.

I soggetti beneficiari dei contributi sono i soggetti titolari degli interventi imprenditoriali e degli interventi pubblici selezionati dai soggetti responsabili dei Patti territoriali e previsti nell’ambito dei progetti pilota ammessi.

Gli interventi imprenditoriali possono essere proposti da PMI regolarmente costituite ed iscritte come attive nel Registro delle imprese, mentre per la realizzazione di interventi pubblici sono stati ammessi a presentare domanda solo gli enti locali con sede legale nell’area nella quale sono realizzati gli interventi previsti dal progetto pilota.

Il contributo massimo previsto ogni progetto pilota è pari a 10 milioni di euro.

Gli interventi imprenditoriali e/o pubblici che costituiscono il progetto pilota, selezionati dai soggetti responsabili dei Patti territoriali ancora operativi sulla base di una procedura trasparente e aperta e poi sottoposti al soggetto gestore della misura, Unioncamere, entro la scadenza del 15 febbraio 2022, saranno ora valutati da una commissione tecnica formata da cinque componenti, di cui tre in rappresentanza del MISE, uno del Ministero dell’Economia e delle finanze e un altro di Unioncamere.

L'erogazione dei contributi, una volta approvata la graduatoria, è invece affidata a Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce il FRI, il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca cui fanno capo le risorse per i Patti territoriali.

Gli interventi dovranno essere conclusi entro sessanta mesi dall’assegnazione del contributo al soggetto responsabile, se pubblici, o entro quarantotto mesi per quelli imprenditoriali.

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Photo credit: Foto di Frauke Feind da Pixabay