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Ok al decreto di riparto dei fondi PNRR per frantoi oleari e innovazione in agricoltura

 

Meccanizzazione agricoltura - Photo credit: Foto di andreas160578 da Pixabay La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha approvato l’intesa sullo schema di decreto che ripartisce i 500 milioni di euro del Recovery Plan per la concessione di incentivi per l'innovazione nel settore agricolo e l'ammodernamento dei frantoi oleari.

Primo step per i bandi PNRR per l'ammodernamento dei frantoi oleari

Il decreto, ora alla firma del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, attua la linea di investimento 2.2 M2C2 del PNRR per l'innovazione e la meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare. Linea che vale 500 milioni di euro, di cui 400 milioni per la concessione di incentivi volti a sostenere gli investimenti in mezzi e macchinari innovativi che permettano di abbattare le emissioni inquinanti e di ridurre l'uso di concimi chimici e 100 milioni per ammodernare i frantoi in ottica di economia circolare.

Oltre al riparto dei fondi tra le regioni, cui il Ministero ha deciso di attribuire la gestione delle risorse, il decreto definisce anche le modalità di emanazione dei bandi regionali relativi alla misura per l'ammodernamento dei frantoi, che ha già ricevuto l'ok della Commissione europea ed è pronta a partire.

Un ulteriore provvedimento dovrà invece stabilire i criteri di funzionamento della misura per l'innovazione in agricoltura, recentemente oggetto di nuove valutazioni con il cambio della guardia al Ministero.

Cosa sappiamo dei bandi PNRR per frantoi oleari e innovazione in agricoltura?

Nel caso dei frantoi il quadro è già abbastanza chiaro. Nell'aprile scorso, infatti, è stato pubblicato il decreto direttoriale con le prime direttive per l'accesso ai contributi a fondo perduto PNRR da parte delle imprese del settore olivicolo-oleario, in base alle quali gli incentivi sosterranno gli investimenti finalizzati alla sostituzione e all’ammodernamento degli impianti più obsoleti con l’introduzione di impianti di molitura ed estrazione a “2 o 3 fasi”. Macchinari e tecnologie che dovranno migliorare le prestazioni ambientali dell'attività di estrazione dell'olio extravergine di oliva, nel rispetto del principio europeo Do no significant harm (DNSH).

Una volta firmato il decreto contenente sia il riparto dei fondi che la disciplina di attuazione alle imprese agricole e agroindustriali non resterà che attendere l'emanazione dei bandi da parte delle amministrazioni regionali. Saranno le stesse regioni a definire l'intensità degli aiuti e a dettagliare ulteriormente i criteri di selezione delle domande.

Partita più complessa sul fronte della misura per meccanizzazione e innovazione in agricoltura, di cui la roadmap PNRR prevede il decreto attuativo entro marzo 2023. In questo caso gli incentivi dovrebbero sostenere gli investimenti in agricoltura 4.0, agricoltura di precisione e rinnovo automezzi. In linea con i target della strategia Farm to Fork, i contributi a fondo perduto dovrebbero incentivare sia investimenti in digitalizzazione per aumentare sostenibilità ambientale e resilienza climatica e per ottimizzare l'uso dei fattori produttivi che il rinnovo del parco automezzi per ridurre le emissioni inquinanti.

L'impianto pensato dall'ex ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli è stato però recentemente messo in discussione dal nuovo ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, secondo cui le macchine elettriche o a biometano cui sono destinati i fondi PNRR non sarebbero disponibili sul mercato con dimensioni e caratteristiche idonee all'utilizzo in agricoltura e gli incentivi dovrebbero invece sostenere la rottamazione dei trattori di vecchia generazione più inquinanti con macchine agricole “Stage V” che hanno emissioni inferiori di quasi il 100%.

Una linea di pensiero che ha trovato favorevole Federacma, la Federazione nazionale dei commercianti macchine agricole. “Ipotizzare che si possano raggiungere 10.000 beneficiari entro fine 2024, abbattendo le emissioni del 95% sostituendo le macchine agricole solamente con quelle a trazione elettrica o a biometano è oggi praticamente impensabile. Ciò non risponderebbe neppure a quelli che sono gli obiettivi concreti che il nostro Paese può raggiungere in termini di impatto ambientale, sicurezza sul lavoro e riduzione del consumo di carburanti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, ha recentemente dichiarato il presidente di Federacma Andrea Borio, secondo cui “piuttosto che concentrarsi sulla tipologia di trazione, se elettrica o a biometano, sarà determinante destinare i fondi per i mezzi con potenza massima 120 CV, andando così a sostituire in via prioritaria i trattori vetusti ante 1996 ed escludendo magari coloro che hanno già potuto beneficiare di altri incentivi alla sostituzione dei mezzi”.

Quale sarà l'assetto dell'agevolazione dipenderà però anche dalla Commissione europea: il cambio di direzione sugli investimenti ammissibili ai fondi europei dovrebbe infatti rientrare nel negoziato con Bruxelles sulle modifiche al PNRR.

Per approfondire: Nuove incognite sul bando PNRR per la meccanizzazione in agricoltura

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