Contratti di sviluppo per filiere strategiche e rinnovabili: in arrivo i fondi PNRR

 

Rinnovabili - Photo credit: Foto di torstensimon da Pixabay Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha annunciato la firma di un decreto che modifica la disciplina del contratto di sviluppo per sostenere la competitività di una serie di filiere industriali chiave per lo sviluppo del Paese e gli investimenti in rinnovabili e batterie funzionali alla transizione green.

Manovra 2022: nuova iniezione di risorse per i contratti di sviluppo

A disposizione, circa 2,2 miliardi, tra risorse della legge di Bilancio 2022 e PNRR. Ai 450 milioni per il 2022 destinati ai contratti di sviluppo dalla Manovra, si aggiungono infatti un miliardo e 750 milioni a valere sul Piano nazionale di ripresa e resilienza per progetti in materia di rinnovabili e batterie e per investimenti in filiere strategiche del Made in Italy.

Oltre al provvedimento annunciato da Giorgetti con la nuova disciplina del contratto di sviluppo, già firmato e di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sono quindi in arrivo altri due decreti ministeriali contenenti le modalità di accesso ai finanziamenti agevolati e ai contributi a fondo perduto per i progetti di investimento targati PNRR. Saranno poi altrettanti decreti direttoriali a fissare i termini per la presentazione delle domande di agevolazione.

Cambiano le regole per i contratti di sviluppo

“Sosteniamo i programmi d’investimento che puntano ad accrescere la competitività del sistema produttivo italiano all’interno delle strategiche filiere europee dall’alto valore tecnologico e industriale che impattano in maniera decisiva sul futuro del Paese”, ha dichiarato il ministro Giorgetti annunciando la firma del provvedimento che ridisegna i contratti di sviluppo per farne uno strumento a supporto della reindustrializzazione e della valorizzazione del patrimonio industriale nazionale.

Nel decreto, ha spiegato il ministro, è stata prevista anche una norma volta a sostenere i lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, “legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli”. In pratica, la nuova disciplina sulla valutazione e ammissione a finanziamento dei progetti prevede un impegno, per le imprese che realizzano programmi di sviluppo con connesso incremento occupazionale, ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il MISE.

Un miliardo dal PNRR per rinnovabili e batterie

Un ulteriore decreto sarà dedicato a dare attuazione - principalmente attraverso i contratti di sviluppo - al progetto di investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie”, che rientra nella seconda componente della Missione 2 (M2C2) del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dedicata a “Energia rinnovabile, idrogenico, rete e mobilità sostenibile”.

L'obiettivo è potenziare le filiere collegate alla transizione ecologica nei settori fotovoltaico, eolico, batterie per il settore dei trasporti e per il settore elettrico, realizzando investimenti in infrastrutture industriali high-tech e automazione, ricerca e sviluppo, brevetti e innovazione e favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico. L'intervento punta anche a generare nuovi posti di lavoro e alla crescita del capitale umano, investendo in nuove capacità e competenze.

Del miliardo di euro a disposizione del progetto “Rinnovabili e batterie”, 400 milioni andranno al fotovolatico, 100 milioni all’eolico e 500 milioni alle batterie elettriche. Il 40% dei fondi – in linea con quanto previsto dal decreto Semplificazioni – dovrà andare agli investimenti nel Mezzogiorno, quindi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per approfondire: Cosa prevede, nel dettaglio, il Recovery Plan per le energie rinnovabili

Contratti di sviluppo per le filiere industriali strategiche del Made in Italy

Infine, un ulteriore provvedimento darà attuazione al progetto di investimento “Competitività e resilienza delle filiere produttive”, nell'ambito della Componente 2 della prima Missione del Recovery Plan (M1C2), relativa a “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo”.

Attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo, si mira a finanziare progetti di digitalizzazione, innovazione e accrescimento della competitività presentati da imprese appartenenti a una serie di filiere industriali strategiche:

  • automotive,
  • microelettronica e semiconduttori,
  • metallo ed elettromeccanica,
  • chimico-farmaceutico,
  • turismo,
  • design, moda e arredo,
  • agroindustria,
  • tutela ambientale.

Con i 750 milioni del PNRR il MISE punta a finanziare almeno 40 contratti di sviluppo, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno. Chimico-farmaceutico e agroindustria dovrebbero assorbire da soli 300 milioni di euro.

Contratti di sviluppo: nel 2021 investimenti per un miliardo di euro

Photo credit: Foto di torstensimon da Pixabay 

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