Agricoltura: via libera del Parlamento UE alla PAC 2023-2027

 

Riforma PAC - Photo credit: © European Union 2021 - Source: EP – Photographer: Alain RollandLa plenaria ha approvato in via definitiva l'accordo raggiunto a giugno dal Parlamento con il Consiglio sulla riforma della Politica agricola comune (PAC) che entrerà in vigore, dopo un biennio di transizione, il 1° gennaio 2023.

Il negoziato sulla riforma della PAC

A oltre tre anni dalla presentazione della proposta iniziale della Commissione, nel maggio 2018, e dopo aver concordato un biennio transitorio, il 2021-2022, per approvare il nuovo quadro legislativo e i Piani strategici della PAC che i 27 dovranno presentare a Bruxelles entro fine anno, arriva l'ok definitivo della plenaria del Parlamento europeo alla riforma della Politica agricola comune.

L'Aula ha approvato

  • con 452 voti favorevoli, 178 contrari e 57 astensioni il Regolamento sui Piani strategici nazionali della PAC,
  • con 485 voti favorevoli, 142 contrari e 61 astensioni il Regolamento orizzontale sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC
  • con 487 voti favorevoli, 130 contrari e 71 astensioni il Regolamento sull'organizzazione comune dei mercati (OCM).

Il risultato è una riforma che rinnova profondamente l'impianto della Politica agricola comune, con un nuovo modello di gestione, l'obbligo di coerenza con gli obiettivi ambientali e climatici del Green Deal, una nuova condizionalità sociale e una maggiore ridistribuzione dei pagamenti diretti a favore dei piccoli agricoltori. "La giornata di oggi segna un momento storico per la nuova PAC, un giorno in cui avanziamo verso una politica agricola più ambiziosa dal punto di vista ambientale, più socialmente consapevole e più orientata ai risultati. Il nuovo modello di erogazione garantirà che la PAC si concentri maggiormente sul raggiungimento degli obiettivi e meno sulla semplice conformazione alle regole”, ha commentato la relatrice del Regolamento orizzontale, Ulrike Müller.

"Per la prima volta in oltre 30 anni, grazie all’organizzazione comune del mercato nella riforma della PAC, le revisioni approvate oggi porteranno a una maggiore regolamentazione del mercato, piuttosto che a una sua deregolamentazione”, ha sottolineato invece il relatore per il Regolamento OCM, Eric Andrieu, mentre il relatore sui Piani strategici ha assicurato: “Il new delivery model ridurrà il peso burocratico della Politica agricola sui contadini. Il voto di oggi ha dimostrato che intendiamo sostenere e promuovere le aziende agricole familiari, coloro che mantengono e preservano il nostro paesaggio rurale".

Spetta ora agli Stati membri - ha ricordato il commissario per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski - cogliere l'opportunità imperdibile di assicurare, tramite i fondi PAC, un futuro agli agricoltori europei e alle comunità rurali.

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Il new delivery model della PAC

L'accordo tra il PE e il Consiglio conferma anzitutto la modifica del modello di gestione della PAC, un nuovo “delivery model” che riconosce maggiore sussidiarietà agli Stati membri, semplifica il set di regole a livello europeo e guarda più al raggiungimento degli obiettivi che alla conformità a norme comuni. Attraverso i Piani strategici nazionali, i paesi UE sceglieranno infatti gli strumenti e le azioni per raggiungere i target concordati a livello dell'Unione, che la Commissione verificherà attraverso un rapporto di performance annuale.

Gli annual performance report dovranno essere presentati alla Commissione a partire dal 2024, mentre l'Esecutivo UE riesaminerà, sulla base di un insieme di indicatori comuni, le prestazioni dei Piani strategici della PAC nel 2025 e nel 2027, valutando anche la necessità di eventuali interventi di modifica da parte degli Stati membri.

Per la prima volta la PAC includerà anche una condizionalità sociale, che richiederà ai beneficiari dei fondi europei per l'agricoltura il pieno rispetto delle leggi sul lavoro.

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Ecoschemi e condizionalità rafforzata nella nuova architettura verde della PAC

Il contributo della Politica agricola comune agli obiettivi ambientali e climatici dell'Unione si articolerà in una serie di strumenti, a partire dall'allineamento all'European Green Deal, alla legislazione che ne deriva e alle strategie Farm to Fork e Biodiversità al 2030, che dovrà essere verificato dalla Commissione al momento della valutazione dei Piani nazionali della PAC.

L'accordo prevede inoltre una condizionalità ambientale rafforzata, con requisiti minimi più ambiziosi per i beneficiari della PAC, tra cui il vincolo a dedicare, in ogni azienda agricola, almeno il 3% dei seminativi alla biodiversità e agli elementi non produttivi, con la possibilità di ricevere un sostegno tramite gli ecoschemi per raggiungere il 7%.

Gli ecoschemi sono la principale innovazione del nuovo greening e funzionano come un meccanismo premiale e non penalizzante: gli agricoltori che assumeranno maggiori impegni ambientali potranno accedere infatti a contributi aggiuntivi nell'ambito dei pagamenti diretti del primo pilastro. Gli ecoschemi dovranno essere offerti obbligatoriamente dagli Stati membri, ma l'adesione sarà facoltativa per gli agricoltori.

Il budget da dedicare alla loro implementazione è stato uno dei punti più controversi del negoziato, con il Consiglio che voleva destinargli non oltre il 20% della dotazione assegnata a ciascun paese UE per i pagamenti diretti e il PE che mirava al 30%. Il compromesso raggiunto - il 25% della dotazione, corrispondente in totale a 48 miliardi di euro - è stato reso possibile anche dall'incremento della quota di risorse FEASR dedicate ai pagamenti agro-climatico-ambientali dei PSR. A queste misure e a quelle collegate al benessere animale andrà il 35% dei fondi di sviluppo rurale, come chiesto dal Parlamento, anziché il 30% come avrebbero voluto i 27.

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Gli altri punti principali della riforma della PAC

L'accordo tra PE e Consiglio ha anche definito il livello minimo obbligatorio di convergenza interna per i pagamenti diretti, che dovrà raggiungere almeno l'85% del livello medio entro il 2026, e previsto una maggiore redistribuzione dei pagamenti diretti. Gli Stati membri dovranno infatti redistribuire obbligatoriamente almeno il 10% degli aiuti per il sostegno al reddito degli agricoltori alle imprese di piccole e medie dimensioni e descrivere nei rispettivi Piani strategici come intendono raggiungere l'obiettivo.

I 27 potranno infatti utiilizzare un pagamento redistributivo in aggiunta al pagamento di base o ridurre progressivamente l'importo annuale superata la soglia di 60mila euro, fissando il massimale a 100 mila euro. In questo secondo caso, però, i paesi UE potranno permettere alle imprese agricole di detrarre il 50% del costo dei salari collegati all'attività agricola dal totale prima che venga operata la riduzione.

Target vincolante anche per il ricambio generazionale in agricoltura: i 27 dovranno destinare almeno il 3% del budget della PAC a misure in favore dei giovani agricoltori, in forma di sostegno al reddito, aiuti per il primo insediamento e sostegno agli investimenti.

Fronte OCM, la nuova PAC mantiene un orientamento globale al mercato, promuovendo la crescita delle aziende agricole nel mercato interno e nei paesi terzi e ampliando le possibilità per gli agricoltori di unire le forze, anche mediante alcune eccezioni al diritto della concorrenza.

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I prossimi passi

Una volta approvati formalmente anche dal Consiglio UE, i nuovi Regolamenti entreranno in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE e saranno applicabili dal 1° gennaio 2023.  

Photo credit: © European Union 2021 - Source: EP – Photographer: Alain ROLLAND  

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