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PNRR: intesa BEI-MEF sul Fondo dei fondi che coinvolge i privati in investimenti su turismo e rigenerazione urbana

 

Photocredit: Malte Luk da PexelsL’accordo BEI-MEF sul Fondo ripresa resilienza Italia avvia una delle parti del PNRR che punta a innescare un effetto leva sugli investimenti grazie alla commistione fra capitale pubblico e soggetti privati. 

Il decreto PNRR aumenta i fondi per la rigenerazione urbana 

L’accordo sottoscritto il 23 dicembre tra la Banca europea per gli investimenti e il Ministero dell’economia italiano prevede infatti la creazione di un Fondo di Fondi (chiamato Fondo ripresa resilienza Italia) che con i suoi 772 milioni di euro dovrebbe sostenere gli investimenti di operatori privati sia nel settore turistico, sia sul versante della rigenerazione urbana.

La misura, disciplinata dal decreto PNRR, attua infatti due investimenti del Piano:

  • L’intervento 4.2.3 della M1C3 che riguarda il turismo, a cui sono destinati 500 milioni di euro;
  • L’intervento 2.2 b) della M5C2 sui Piani urbani integrati, a cui vanno invece i restanti 272 milioni di euro e che, pertanto, riguarda la rigenerazione urbana.

In entrambi i casi l’obiettivo del Fondo (e delle attività ad esso collegate) - spiega la BEI in una nota - è quello di veicolare tali risorse alle imprese tramite intermediari finanziari da selezionare con manifestazione di pubblico interesse.

PNRR: il Fondo dei fondi della BEI per il turismo

Come si è visto, la fetta più grande della torta (500 milioni di euro) è destinata al settore turistico. Le risorse saranno infatti usate per la costituzione di una sezione del Fondo, denominata “Fondo per il Turismo Sostenibile” che, prosegue la nota della BEI, andrà “a supporto delle priorità strategiche condivise con il Ministero del Turismo, attraverso il finanziamento di progetti volti al miglioramento delle strutture turistico-ricettive e dei servizi turistici, la riqualificazione degli standard di offerta, con il duplice obiettivo di incrementare la capacità competitiva delle imprese e di promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione dei servizi”.

Maggiori informazioni sul Fondo si trovano anche nella relazione illustrativa del decreto PNRR, dove infatti emerge che il Fondo tematico investirà in tre aree:

  • Il turismo di montagna sia per infrastrutture sia per servizi ricettivi;
  • Il settore business ed offerta turistica top quality;
  • Il turismo sostenibile ed upgrade dei beni mobili e immobili connessi all'attività turistica.

Per approfondire: le misure del decreto PNRR per il turismo

PNRR: il Fondo dei fondi della BEI per la rigenerazione urbana

Con i restanti 272 milioni di euro sarà invece creato un Fondo tematico dedicato ai Piani Urbani Integrati, una delle misure del Piano per la rigenerazione urbana, avviatasi da poche settimane.

Sempre grazie al decreto PNRR, possiamo già dire che il Fondo tematico avrà lo scopo di:

  • Attrarre finanziamenti privati nei progetti di risanamento urbano;
  • Promuovere lo sviluppo e l'attuazione di investimenti urbani a lungo termine;
  • Sviluppare canali di prestito nuovi e alternativi nonché modelli innovativi per i progetti di risanamento urbano, combinando le risorse del PNRR con risorse private;
  • Accelerare gli investimenti nel risanamento urbano, contribuendo anche agli obiettivi della transizione verde e promuovendo una rigenerazione urbana sostenibile.

Per approfondire: come funzionano i Piani urbani integrati del PNRR?

Come funziona il Fondo dei fondi BEI-MEF previsto dal PNRR?

Come nel caso di altri strumenti simili, il Fondo dei fondi del PNRR per il turismo e la rigenerazione urbana potrà investire in quote di altri “fondi operativi” o “fondi tematici” o “fondi target”, favorendo l’ingresso nel capitale dei destinatari finali (equity) oppure forme di credito o garanzia a favore degli stessi destinatari finali.

In questo caso il “Fondo ripresa resilienza Italia” prevede un gioco di sponda tra lo Stato italiano (che sarà quotista unico del Fondo, nel quale sarà versata quota parte delle risorse previste dal dispositivo per la Ripresa e la Resilienza in favore dell’Italia) e la BEI.

Oltre a gestirlo, infatti, la Banca europea per gli investimenti sarà chiamata anche a selezionare le società di gestione specializzate, le banche o gli altri intermediari finanziari altamente specializzati che amministreranno i diversi fondi operativi (ovvero fondi tematici o fondi target), tramite l’indizione di specifiche gare o procedure selettive.

Quanto ai fondi operativi, essi potranno assumere la natura di fondi di credito, di equity o di garanzia in relazione agli ambiti di rilevanza del PNRR che riguardano le due linee di intervento e che possono spaziare dalla transizione verde alla digitalizzazione, dalla ricerca e innovazione all’istruzione, formazione e cultura e alla competitività del sistema produttivo, andando a investire con logica privatistica ai fini della realizzazione di specifici progetti.

Le fasi di attuazione del Fondo ripresa resilienza Italia

Dopo l’approvazione del decreto PNRR che disciplina la misura e della firma dell'accordo tra la BEI e il MEF, la procedura prevede anche l’istituzione di un Comitato per gli investimenti incaricato di delineare la strategia e la politica di investimento del Fondo stesso.

Stando poi alle informazioni contenute nella nota del 23 dicembre della BEI, le forme di supporto ai progetti si concretizzeranno “a partire dal secondo trimestre del 2022 e l’implementazione del Fondo di Fondi avverrà in linea con la tempistica e le milestone previste nel PNRR”.

Photocredit: Malte Luk da Pexels

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