Il decreto PNRR e i fondi per la rigenerazione urbana dei Comuni

 

Foto di Jimmy Chan da PexelsIl dl PNRR approvato da Camera e Senato mette mano a due Investimenti del Recovery plan per la rigenerazione urbana, aumentando gli obblighi per i Comuni e formalizzando le risorse stanziate.

Cosa prevede il decreto Recovery?

A venir toccati dall’articolo 20 del decreto Recovery sono infatti due linee di investimento del Piano nazionale di ripresa e resilienza:

  • L’Investimento 2.2 della M2C4, che finanzia “Interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni”;
  • L’Investimento 2.1 della M5C2, che riguarda gli “Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale".

In entrambi i casi si tratta di misure varate negli anni passati e successivamente confluite nel PNRR. 

PNRR: Interventi per la resilienza del territorio e l'efficienza energetica dei Comuni

Entrando nel merito del provvedimento, la prima parte dell’articolo 20 del decreto 152-2021 interessa l’investimento 2.2 della M2C4 da 6 miliardi di euro, e chiarisce come una parte dei fondi sia arrivata dai 3 miliardi stanziati per il quinquennio 2020-2024 dalla Manovra 2020.

Oltre a fare chiarezza sulle risorse provenienti dalla Finanziaria 2020, il decreto PNRR vincola anche una parte dei suoi fondi (almeno il 50%) agli interventi di efficientamento energetico. Le risorse straziate dalla legge di bilancio 2020, infatti, potevano essere utilizzate sia per questo tipo di interventi, sia a sostegno della mobilità sostenibile e della messa in sicurezza degli edifici. Adesso invece, al fine di assicurare il rispetto dei target UE, il dl 152-2021 si sbilancia verso il lato “green” della misura, obbligando i Comuni a rispettare queste percentuali, nonchè il principio europeo DNSH sull’ambiente. Quanto alle tempistiche, per i contributi relativi al triennio 2022-2024, il decreto obbliga i Comuni a concludere i lavori entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo.

Ad interessare l’Investimento 2.2 della M2C4 del Piano è anche l'ultima parte dell'articolo 20 del decreto PNRR. Il comma 2, infatti, si occupa dei contributi ai Comuni per investimenti di messa in sicurezza degli edifici e del territorio per gli anni dal 2021-2030, previsti dalla Manovra 2019 e poi rifinanziati dalle successive leggi di bilancio. In tutto parliamo di 3,6 miliardi, di cui 3 miliardi finiti appunto nell’investimento 2.2. della M2C4 del PNRR. Anche in questo caso, il decreto Recovery interviene soprattutto sul fronte tempistiche, prevedendo che i Comuni beneficiari delle risorse per l’anno 2021 concludano i lavori entro il 31 marzo 2026.

A ciò si aggiunge la decisione di prevede che, a decorrere dal 2022, le procedure di assegnazione dei contributi prevedano che almeno il 40% delle risorse allocabili sia destinato agli enti locali del Mezzogiorno.

Per approfondire: Cosa prevede il Recovery Plan per rivoluzione verde e transizione ecologica

PNRR: Interventi di rigenerazione urbana anti marginalizzazione e degrado

La parte centrale dell’articolo 20 del decreto 152-2021 riguarda invece l’investimento 2.1 della M5C2 (la Mission dedicata all’inclusione sociale e alla coesione), da 3,3 miliardi di euro.

La misura - lo ricordiamo - è quella prevista dalla Manovra 2020 per migliorare il decoro urbano e sociale delle città, le cui risorse sono confluite parzialmente (2,8 miliardi) nel PNRR per quanto riguarda le annualità 2021-2026 (la misura, infatti, dura in realtà fino al 2034).

In questo caso, il decreto 152-2021 adegua (in termini di risorse, gestione, monitoraggio e rendicontazione) la legislazione vigente al quadro del PNRR, confermando l’aggiunta di 500 milioni di euro a titolo del Recovery and resilience facility.

Per approfondire: Ecco i Comuni vincitori del bando PNRR sulla rigenerazione urbana

Foto di Jimmy Chan da Pexels

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