Nella Manovra nuova proroga per gli incentivi del Piano Transizione 4.0

 

Transizione 4.0 Manovra 2022La legge di Bilancio 2022 estende l'operatività dei crediti d'imposta fino al 2025 - con aliquote decrescenti - per sostenere gli investimenti innovativi delle imprese italiane. Ecco come cambieranno gli incentivi 4.0 nei prossimi anni.

Cosa c'è nella legge di Bilancio 2022

Ricordiamo che gli incentivi del Piano Transizione 4.0 si agganciano anche alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con l'obiettivo di sostenere la digital transition delle aziende italiane.

Manovra 2022: come cambiano gli incentivi del Piano Transizione 4.0

Con la legge di Bilancio 2022 - che dovrebbe approdare oggi in Senato - l'orizzonte temporale dei crediti d'imposta 4.0 viene esteso fino al 2025, con una rimodulazione delle aliquote.

Stando all'ultima bozza del disegno di legge di bilancio, ecco come dovrebbero cambiare gli incentivi 4.0:

credito d'imposta per beni strumentali materiali 4.0 pari al:

  • 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro
  • 5% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro

L'incentivo dovrebbe riguardare gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

credito d'imposta per beni strumentali immateriali 4.0 pari al:

  • Anno 2023: 20% del costo, nel limite massimo annuale di costi ammissibili pari a 1 milione di euro (investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2023, ovvero entro il 30 giugno 2024, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2023 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione)
  • Anno 2024: 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro (per investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2024, ovvero entro il 30 giugno 2025, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2024 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione)
  • Anno 2025: 10% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro (per investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2025 e fino al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione)

Tra le spese ammissibili dovrebbero rientrare anche quelle per soluzioni di cloud computing.

credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione, design:

per attività di ricerca e sviluppo:

  • Anno 2022: l'incentivo è riconosciuto fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 20% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
  • Dal 2023 al 2031: il credito d'imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2031, in misura pari al 10%, della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

per attività di innovazione tecnologica:

  • Anni 2022 e 2023: il credito d'imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
  • Anni 2024 e 2025: il credito d'imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

per attività di design e ideazione estetica:

  • Anni 2022 e 2023: il credito d'imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
  • Anni 2024 e 2025: il credito d'imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino al periodo
    d’imposta in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;

per le attività di innovazione tecnologica connesse agli obiettivi di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0:

  • Anno 2022: il credito d'imposta è riconosciuto, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 15% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
  • Anno 2023: il credito d'imposta è riconosciuto, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, in misura pari al 10% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi;
  • Anni 2024 e 2025: il credito d'imposta è riconosciuto, dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2025, in misura pari al 5% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d'imposta di durata inferiore o superiore a 12 mesi.

Il credito d'imposta per beni strumentali non 4.0, invece, non è stato prorogato.

Cosa prevede la Manovra 2021 per gli incentivi 4.0

Ricordiamo che con la Manovra 2021 i bonus 4.0 sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2022, con strascichi fino al 30 giugno 2023 in casi specifici. Inoltre, le aliquote e i massimali sono stati modificati e - per alcuni incentivi - variano in base all'anno di riferimento:

In particolare, il credito d'imposta per beni strumentali materiali 4.0 è riconosciuto:

  • per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: nella misura del 50% del costo nel 2021 e nella misura del 40% nel 2022
  • per investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro: nella misura del 30% del costo nel 2021 e nella misura del 20% nel 2022
  • per gli investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni di euro (nuova soglia): nella misura del 10% del costo nel 2021 e 2022

Il credito d'imposta per beni strumentali immateriali 4.0, invece, è concesso con:

  • aliquota del 20%
  • soglia degli investimenti ammissibili pari a un milione di euro

Il credito d’imposta per beni strumentali materiali e immateriali non 4.0 è riconosciuto con:

  • aliquota del 10% nel 2021 e 6% nel 2022
  • aliquota del 15% per beni funzionali allo smart working
  • limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e di un milione per i beni immateriali

Il credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design, invece:

  • per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico: è riconosciuto in misura pari al 20% delle spese agevolabili nel limite massimo di 4 milioni di euro
  • per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati: è riconosciuto in misura pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 2 milioni di euro, ovvero in misura pari al 15% delle spese agevolabili nel limite massimo di 2 milioni di euro in caso di attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di un obiettivo di trasformazione dei processi aziendali secondo i principi dell’economia circolare o del paradigma 4.0
  • per le attività di design e ideazione estetica: è riconosciuto in misura pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 2 milioni di euro.

Per quanto riguarda il credito d'imposta formazione 4.0, infine, sono state ampliate le spese ammissibili. L'incentivo è riconosciuto in misura del:

  • 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di 300mila euro per le micro e piccole imprese
  • 40% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250mila euro per le medie imprese
  • 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250mila euro le grandi imprese

Recovery plan e Transizione 4.0: intervista a Marco Calabrò del MISE

Per leggere il contenuto prego
o