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Strategia aree interne: nasce il Progetto speciale Isole minori

 

Mara Carfagna - Credit: Instagram maracarfagnaAl via la prima nuova area interna della SNAI 2021-2027 che, per la prima volta, federa le isole minori. Grazie a un budget di 11,4 milioni l’intervento finanzierà soprattutto l'accesso a servizi di istruzione e salute nei 35 Comuni dell’Area.

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L’annuncio è stato dato ieri dalla ministra per il Sud e la Coesione, Mara Carfagna, nel corso dell’incontro con una delegazione dei sindaci delle isole minori finiti nella 73esima area della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI). “In attesa che sia definito con le Regioni l'elenco completo delle nuove aree - hanno spiegato infatti dal Ministero - il Comitato tecnico aree interne ha approvato l'istituzione e la governance di un 'progetto speciale' che coinvolge circa 240mila cittadini che abitano in alcuni dei luoghi più suggestivi del nostro Paese”.

L'intervento era stato annunciato già nelle settimane passate in occasione dell’aggiornamento sulla SNAI 2021-2027, su cui è al lavoro il Ministero, alle prese con il più ampio negoziato con Bruxelles sul nuovo Accordo di partenariato, al cui interno ricade appunto anche la Strategia aree interne.

Quanti sono i fondi europei e nazionali per la Strategia aree interne?

Lanciata in via sperimentale nell'ambito dell'Accordo di partenariato 2014-2020, la Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) si candida a funzionare nel ciclo 2021-2027 come una politica strutturale di coesione territoriale per il rilancio dei territori caratterizzati da importanti svantaggi di natura geografica, demografica e da un accesso limitato a servizi e infrastrutture essenziali.

La quota più sostanziosa (1,13 miliardi) proviene dal Recovery Plan, includendovi anche le risorse finite nel Fondo complementare. Come ha spiegato ormai un anno fa Carfagna nel corso di un'audizione sul tema, "nel PNRR la Missione 5, Componente 3 stanzia complessivi 830 milioni per la realizzazione di infrastrutture sociali e per la realizzazione di presidi sanitari di prossimità nei piccoli Comuni. Altri 300 milioni per interventi su strade provinciali inclusi nelle aree interne sono previsti a valere sulla programmazione complementare al PNRR. Ci siamo battuti con l'Unione europea perché questi finanziamenti fossero inseriti a valere sui fondi comunitari, ma non ci siamo riusciti perché l'UE considera inquinante il trasporto su gomma e, visto che la transizione ecologica è un pilastro del PNRR, questo intervento sarebbe stato in contraddizione con l'impianto del Piano. Per questo, abbiamo ottenuto il risultato auspicato di inserire il finanziamento delle strade provinciali nel Fondo complementare".

A questi si aggiungono, poi, altri 310 milioni di euro destinati a rafforzare e ad ampliare la SNAI, che saranno suddivisi nel modo seguente:

  • 300mila euro a ciascuna delle aree della precedente programmazione, per un totale di 21,6 milioni di euro;
  • 4 milioni di euro a ogni nuova area che farà il proprio ingresso nella SNAI 2021-2027, fino a un totale di 172 milioni di euro;
  • 11,4 milioni di euro riservati al progetto speciale 'Isole minori';
  • 100 milioni destinati alla prevenzione e al contrasto degli incendi;
  • 5 milioni per assistenza tecnica.

Inoltre “rimangono ancora da assegnare - rende noto il Ministero in una recente nota - 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 destinati al finanziamento dei 'dottorati comunali', dopo la già avvenuta attribuzione delle prime borse di studio”.

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Cosa prevede il Progetto speciale Isole minori della SNAI?

Per quanto riguarda le Isole minori, la SNAI 2021-2027 ha previsto, appunto, il varo di un Progetto speciale curato dall’Agenzia per la coesione, chiamata a coordinare il processo di selezione degli interventi da realizzare, i cui beneficiari diretti saranno i 35 Comuni isolani. Ad essere coinvolti sono infatti 10 arcipelaghi, per un totale di oltre 25 isole (con i relativi Comuni):

  • Arcipelago Toscano (Isola d'Elba, Isola del Giglio e Capraia);
  • Arcipelago Campano (Isola di Capri);
  • Arcipelago Flegreo (Isola di Ischia e Isola di Procida);
  • Arcipelago delle Isole Ponziane (Isole Ponza e Ventotene);
  • Arcipelago Spezzino (Isola Palmaria/Porto Venere);
  • Arcipelago della Maddalena (Isola Maddalena e Caprera e numerose altre piccole isole disabitate);
  • Arcipelago del Sulcis (Isole di Sant'Antioco e di San Pietro);
  • Arcipelago delle Pelagie (Isole di Lampedusa e Linosa);
  • Arcipelago delle Isole Eolie (Isole Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi);
  • Arcipelago delle Egadi (Isole Favignana, Levanzo e Marettimo).

“Si tratta - spiega il Ministero - di Comuni classificati nella nuova mappa delle aree interne 2021-2027 principalmente come periferici e ultra-periferici, con un importante processo di spopolamento e criticità in particolare nei servizi sanitari e scolastici”.

Per questo il Progetto destinerà principalmente i fondi allo sviluppo dei servizi di istruzione e salute, oltre che dei servizi ecosistemici. In particolare a venir finanziate saranno tre tipologie di progetti:

  • 'Trasversali', cioè comuni alla totalità delle isole minori (es. servizi on line, azioni correlate a processi amministrativi comuni, ecc.);
  • 'Per aggregazioni', destinati alle isole di uno stesso arcipelago o anche distanti geograficamente ma con problematiche comuni;
  • 'Per singola isola', in quanto l'isola nella sua interezza rappresenta l'unità minima di finanziamento.

Il Progetto fa parte di una più ampia strategia di sviluppo delle isole minori voluta dal dicastero per la coesione che recentemente, non a caso, ha esteso l'incentivo "Resto al sud" anche alle isole in questione

Per approfondire: Cosa prevede il Piano isole minori per la banda ultralarga?

Quali sono le aree interne della SNAI 2021-2027?

Le Isole minori sono, in realtà, solo la prima di una serie più ampia di nuove Aree interne che verrano create all’interno della SNAI. Come già spiegato, infatti, la nuova Strategia da un lato continuerà a sviluppare le aree interne già esistenti; dall’altro permetterà la creazione di nuove aree, su proposta dei governatori regionali.

“Le Regioni  - spiega infatti il Ministero - possono decidere di confermare la presenza delle rispettive aree già presenti nella SNAI 2014-2020 anche nella nuova programmazione (in limitati casi specifici, anche con la possibilità dell'allargamento a ulteriori Comuni), oltre a proporre l'ingresso di nuove aree”.

In quest’ultimo caso ogni Regione dovrà predisporre un dossier di candidatura che sarà valutato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione sulla base dei seguenti sei criteri:

  • Prevalenza nella mappa 2021-2027 di Comuni periferici e ultraperiferici;
  • Esistenza un'identità storico-sociale e/o di un sistema geomorfologico (valle, ecc.) definiti e riconoscibili;
  • Difficoltà sul piano demografico, con rischi sistemici di spopolamento;
  • Organizzazione dei servizi essenziali (es.: frammentazione dei plessi scolastici, inadeguata organizzazione della sanità territoriale, natura particolarmente interna dell'area, ecc.);
  • Volontà e attitudine delle amministrazioni locali a lavorare insieme e perseguire un obiettivo di associazionismo;
  • Dimensione dell'area (ai fini della valutazione, è considerata critica la presenza di un numero elevato di Comuni o di abitanti, ma anche la presenza di diverse province di riferimento).

L'obiettivo è dunque quello di rispondere a quanto previsto dall’Accordo di partenariato in merito alla “numerosità delle aree da sostenere” che “dovrà ricercare un equilibrio tra consolidamento delle aree già interessate nel ciclo 2014-2020 e la necessità di estendere l’opportunità di definire e attuare strategie in altri territori delle “aree interne”.

Consulta il documento "Criteri per la Selezione delle Aree Interne da sostenere nel ciclo 2021 – 2027"

Altri fondi per la SNAI 2021-2027?

Nel prossimo futuro, però, i fondi complessivi per le aree interne potrebbero arrivare anche a oltre 2 miliardi di euro. A renderlo noto era stata, sempre un anno fa Carfagna nel corso del chiarimento alla Camera a maggio 2021. Oltre ai fondi del Recovery (incluso il Piano complementare), infatti, in quell’occasione la ministra aveva parlato anche di altre somme.

"È mia intenzione individuare ulteriori 900 milioni - aveva infatti spiegato la ministra - ripartiti tra la nuova programmazione europea e il Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027, per interventi ulteriori rispetto a quelli del PNRR, con l’obiettivo di assicurare un complementare e sinergico utilizzo delle diverse fonti finanziarie".

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