Guida al Fondo di garanzia PMI: come funziona, novità, circolari MCC

 

Decreto liquidità - Photo by Andrea Piacquadio from PexelsTra le modifiche alla disciplina del Fondo di garanzia che entreranno in vigore dal 9 agosto ci sono l'allargamento della platea dei beneficiari a tutti i professionisti, e non più solo agli iscritti agli ordini e alle associazioni professionali, e l'apertura a tutte le attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative.

Cosa prevede il decreto liquidità

Il Covid-19 ha modificato profondamente il Fondo di garanzia PMI: con il decreto Cura Italia prima e il dl Liquidità poi il Governo ha previsto una disciplina speciale per favorire l'accesso al credito delle imprese, prorogata fino al 31 dicembre 2021 dal Sostegni bis. Le disposizioni operative del Fondo e le condizioni di ammissibilità dei beneficiari sono state inoltre aggiornate dal decreto ministeriale del 13 maggio 2021, come indicato dalla circolare del soggetto gestore Mediocredito Centrale n. 7 del 5 agosto 2021. Alcune modifiche entrano in vigore dal 9 agosto, mentre altre saranno annunciate con una successiva circolare MCC.

Guida al Fondo di garanzia PMI

Fondo di garanzia PMI: requisiti, percentuali, importi

Con la disciplina speciale introdotta in risposta al Covid, l'operatività del Fondo è stata estesa alle imprese che hanno massimo 499 dipendenti. La platea dei beneficiari si è estesa a: enti del terzo settore, professionisti organizzati in studi associati, agenti di assicurazione, subagenti e broker.

Innalzate anche le percentuali delle garanzie pubbliche, fino al: 

  • 100% per prestiti fino a 30mila euro (tetto innalzato nel corso dell'esame parlamentare del dl Liquidità, prima era di 25mila euro);
  • 100% (di cui 90% dallo Stato e 10% dai Confidi) per i prestiti fino a 800mila euro;
  • 90% nei casi restanti con tetto a 5 milioni di importo garantito. 

In quest'ultimo caso si è previsto l'accesso alle imprese fino a 499 dipendenti, con ricavi fino a 3,2 milioni

Fondo di garanzia PMI

Tempi di restituzione e tassi d'interesse

La restituzione del prestito fino a 30mila euro è stata fissata in 10 anni (nella prima versione del dl Liquidità era di 6 anni) e l’inizio del rimborso del capitale non prima di 2 anni dall'erogazione.

Per i prestiti fino a 800mila euro, con copertura fino al 100% del finanziamento (90% garanzia diretta più la garanzia del 10% di un Confidi), la restituzione è stata stabilita in 30 anni.

Fondo di garanzia PMI

In una circolare inviata alle banche il 24 aprile e relativa ai finanziamenti fino a 25mila euro garantiti al 100%, l’ABI ha chiarito che il finanziamento prevede espressamente che l’inizio del rimborso non avvenga prima di 24 mesi dall'erogazione e che non può essere utilizzato per compensare alcun prestito preesistente, anche nella forma dello scoperto di conto corrente: la compensazione determinerebbe un avvio del rimborso prima dei 24 mesi, facendo decadere la garanzia.

Tale divieto di compensazione si applica anche per chi utilizza la sospensione prevista dall’art. 56 del decreto legge n.18 del 17 marzo 2020: anche in questo caso, è vietato l’utilizzo del nuovo finanziamento per ridurre un’esposizione preesistente sul conto corrente perché determinerebbe un avvio del rimborso prima del termine dei 24 mesi.

Per i prestiti fino a 25mila euro è previsto un tasso di interesse, anche se basso, in rapporto al Rendistato con una maggiorazione dello 0,2% (si può stimare un valore tra 1,2 e 2%). 

Nel caso di garanzia diretta del Fondo, è applicato al finanziamento un tasso di interesse, e, nel caso di riassicurazione, un premio complessivo di garanzia che tiene conto della copertura dei soli costi di istruttoria e di gestione e, comunque, il tasso o il premio non deve essere superiore al tasso di rendimento medio dei titoli pubblici (Rendistato) con durata analoga al finanziamento, maggiorato dello 0,20%, come stabilito in commissione.

Inoltre, è stata estesa la copertura pubblica ai crediti che le imprese cedono a società di factoring e l’accesso alle garanzie statali per chi ha appena affittato un’azienda e ha calcolato i ricavi in base agli anni precedenti.

Istruttorie semplificate

Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito. La banca potrà pertanto erogare il finanziamento con la sola verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito dell’istruttoria del gestore del Fondo medesimo.

Per sburocratizzare la misura è prevista inoltre una corsia preferenziale che permetterà di ottenere i prestiti garantiti dallo Stato presentando l’autocertificazione sui dati aziendali e sulla propria lealtà fiscale e antimafia. 

L'azienda dovrà autocertificare la correttezza dei dati trasmessi e l'impegno a utilizzare il denaro per i costi del personale, gli investimenti o a servizio del capitale circolante delle attività localizzate in Italia. Spinosa la questione sull'antimafia: si dichiarerà infatti la conformità dell'azienda e dei suoi vertici rispetto alla normativa in materia e all'assenza di condanne penali relative agli ultimi cinque anni. 

Le aziende dovranno far confluire il finanziamento su un conto dedicato, per facilitare i controlli successivi.

Garanzie anche agli inadempienti, con un’eccezione

La garanzia è concessa anche in favore di beneficiari che, alla data della richiesta di garanzia, presentino esposizioni nei confronti del soggetto finanziatore classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché tale classificazione non sia precedente al 31 gennaio 2020.

La garanzia è concessa anche alle imprese che, in data successiva al 31 dicembre 2019, sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione o hanno presentato un piano attestato, purché, alla data di entrata in vigore del decreto legge, le loro esposizioni non siano più in una situazione che ne determinerebbe la classificazione come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato successivi all'applicazione delle misure di concessione e la banca, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore, possa ragionevolmente presumere che vi sarà il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza.

Restano, in ogni caso, escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria. 

Microcredito

Il provvedimento prevede la garanzia gratuita all’80% del Fondo anche per gli operatori di microcredito (che siano MPMI), affinché gli stessi possano acquisire dal sistema bancario la provvista necessaria ad operare attraverso operazioni di microcredito (a loro volta garantibili dal Fondo all'80% e senza valutazione).

E' elevato da 25mila a 40mila euro l’importo massimo delle operazioni di micro credito.

Altre disposizioni

La garanzia del Fondo può essere richiesta anche su operazioni finanziarie già perfezionate ed erogate da non più di 3 mesi dalla data di presentazione della richiesta e, comunque, dopo il 31 gennaio 2020. 

Fino al 31 dicembre 2020, per le garanzie su portafogli di finanziamenti, anche senza piano d’ammortamento, dedicati a imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19 - costituiti per almeno il 20% da imprese aventi un rating non superiore alla classe “BB” della scala di valutazione Standard’s and Poor’s alla data di inclusione dell’operazione nel portafoglio - sono applicate delle condizioni di vantaggio in termini di ammontare massimo dei portafogli, valutazione di accesso al Fondo, percentuali di copertura delle diverse tranche del portafoglio.

E’ prevista la possibilità di concedere finanziamenti anche in favore delle imprese ubicate nelle Regioni in cui ancora è presente il limite di accesso alla garanzia diretta del Fondo (c.d. “lettera r”).

E per le startup?

Anche le startup possono accedere alle garanzie previste dal Fondo: per le imprese con non più di tre anni sono operative le misure del DL “Liquidità” per tutte le domande presentate dall’8 aprile 2020 (data di entrata in vigore del decreto).

Vengono meno i vincoli precedentemente previsti per la finalità dell’operazione: sono dunque ammissibili operazioni sia per liquidità sia per investimento. Eliminato anche l’obbligo di versare mezzi propri pari ad almeno il 25% dell’investimento. Non sarà più necessario, infine, inviare al Fondo di garanzia il business plan (allegati 7 e 7 bis) e il bilancio previsionale.

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Iniezione di risorse dal decreto Agosto

Il decreto-legge n. 104-2020, meglio noto come decreto Agosto, ha previsto un rifinanziamento da 7,3 miliardi di euro nel triennio 2023-2025 per il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per favorire l’accesso al credito attraverso la concessione di una garanzia pubblica. Nello specifico, si tratta di un incremento di 3,1 miliardi per il 2023, 2,635 miliardi per il 2024 e 1,6 miliardi per l'anno 2025. 

Inoltre, il dl Agosto ha previsto un allargamento della platea dei beneficiari alle aziende che sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione dei debiti o hanno presentato un piano in tal senso, a condizione che alla data di presentazione della domanda le loro esposizioni non siano classificabili come esposizioni deteriorate, non presentino importi in arretrato e il soggetto finanziatore, sulla base dell'analisi della situazione finanziaria del debitore possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell’esposizione alla scadenza .

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La proroga in legge di bilancio 2021 e nel Sostegni bis

L’intervento straordinario in garanzia del Fondo di garanzia PMI è stato poi prorogato al 30 giugno 2021 dall'ultima legge di Bilancio, che ha anche previsto che i finanziamenti di cui alla lettera m) dell'art. 13 comma 1 del decreto Liquidità - cioè i finanziamenti fino a 30mila euro garantiti al 100% dal Fondo, concessi in favore di PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni - possono avere una durata di 15 anni e non più di 10 anni.

La disciplina speciale del Fondo di garanzia PMI è stata poi ulteriormente prorogata fino al 31 dicembre 2021 dal decreto Sostegni bis, che ha anche previsto una riduzione della garanzia dal 100% al 90% per i prestiti entro la soglia di 30 mila euro e dal 90% all’80 per quelli di importo superiore a 30 mila euro.

In base al dl 73-2021, inoltre, le imprese “diverse dalle PMI” con un numero di dipendenti non superiore a 499 (Midcap) non possono più ottenere garanzie su singole operazioni, anche se la richiesta è stata presentata prima del 26 maggio, mentre per gli enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, è ammessa la presentazione di richieste di garanzia per finanziamenti di importo fino a 30mila euro e di durata massima di 15 anni. Prorogate fino al 31 dicembre anche le moratorie assistite dall'apposita Sezione speciale del Fondo di cui all’articolo 56 del Cura Italia

Il Sostegni bis ha anche introdotto un nuovo strumento di garanzia pubblica di portafoglio a supporto dei crediti a medio lungo termine per finanziare progetti di ricerca e sviluppo e programmi di investimento presentati di imprese con organico non superiore a 499 dipendenti e ha previsto un'apposita sezione dedicata alla concessione di garanzie su portafogli di obbligazioni per sostenere l’accesso a canali alternativi di finanziamento da parte delle imprese con numero di dipendenti non superiore a 499, a fronte della realizzazione di programmi qualificati di sviluppo aziendale, nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di tipo tradizionale, sintetico o anche senza segmentazione del portafoglio.

Per approfondire: Sostegni bis: cosa cambia per moratoria prestiti e Fondo garanzia Covid

Le novità del decreto ministeriale del 13 maggio 2021

Con il decreto del 13 maggio 2021 il MISE ha approvato una serie di modifiche e integrazioni delle condizioni di ammissibilità e delle disposizioni di carattere generale del Fondo, che si applicano a decorrere dalla data fissata con circolare del soggetto Gestore - Mediocredito Centrale.

Un primo gruppo, oggetto della circolare MCC n. 7 del 5 agosto 2021, comprende l’ampliamento, per tutte le tipologie di operazioni ammissibili, della platea dei beneficiari finali a tutti i professionisti, mentre fino ad oggi, con la sola eccezione delle operazioni fino a 30mila euro, erano ammessi solo gli iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4.

La nuova definizione di professionisti si applica dal 9 agosto, stessa data di entrata in vigore dell’apertura del Fondo a tutte le attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative (codici Ateco 66.1, 66.2 e 66.3) ad oggi ammissibili alla garanzia solo in relazione alle operazioni fino a 30mila euro.

Altre modifiche, invece, diventeranno operative in un secondo momento e saranno annunciate da una nuova circolare MCC. Tra queste, l’adeguamento ai Regolamenti europei n. 702/2014 e n. 1388/2014, i regolamenti di esenzione per gli aiuti concessi alle imprese operanti, rispettivamente, nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali, e nel settore della produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Consulta il DM del 13 maggio 2021

Consulta le nuove Disposizioni operative del Fondo di garanzia PMI

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