Fondi europei: Bruxelles a lavoro per restyling politica di promozione dei prodotti agricoli UE

 

Promozione prodotti agricoli - Photo credit: Foto di Ulrike Leone da Pixabay La Commissione europea lancia una nuova consultazione pubblica in vista della revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli dell'UE nel mercato interno e nei paesi terzi. L'obiettivo è capire come rafforzare il contributo dei fondi europei agli obiettivi della strategia Farm to fork per una produzione e un consumo più sostenibili.

Farm to fork: cosa ne pensano agricoltori, imprese e ambientalisti

Attraverso la consultazione pubblica Bruxelles mira a raccogliere opinioni su diverse opzioni dirette a garantire che la nuova politica di promozione agroalimentare dell'UE sostenga maggiormente la transizione verso sistemi alimentari più sostenibili e spinga i consumatori verso diete equilibrate, rafforzando nel contempo la competitività degli agricoltori e delle imprese agroalimentari dell'Unione.

La sfida per l'UE è infatti quella di rendere la politica di promozione dell'agrifood coerente con gli obiettivi europei in materia di sostenibilità tracciati dal Green deal e in particolare dalla strategia Farm to fork. E farne anche un strumento per la lotta contro il cancro.

Il processo di revisione avviato da Bruxelles si basa, oltre che sui pareri degli stakeholder, su una relazione pubblicata a metà febbraio dalla Commissione, che offre una panoramica dell'attuazione della politica di promozione dei prodotti agroalimentari UE a partire dalla riforma del 2014 e fornisce una serie di raccomandazioni per il processo di riforma. Il giudizio complessivo sull'utilizzo dei fondi europei è positivo, in linea con i risultati di un recente studio realizzato da Deloitte per conto dalla Commissione europea, secondo cui tra il 2016 e il 2019 i programmi di promozione hanno contribuito all'obiettivo di sostenere la competitività e il consumo dei prodotti europei.

Nel periodo considerato l'UE ha cofinanziato un totale di 279 programmi di promozione, di cui 112 destinati al mercato interno e 167 diretti ad aiutare i produttori europei ad accedere a nuovi mercati in paesi terzi, ma ogni anno le domande di finanziamento hanno superato di gran lungo il budget disponibile, confermando il grande interesse verso questo strumento da parte del mondo agricolo e agroalimentare.

La politica di promozione dei prodotti agricoli UE funziona

Le misure di promozione sono pensate per aumentare la consapevolezza dei consumatori sui meriti dei prodotti agricoli e dei metodi di produzione dell'UE e facilitare il riconoscimento dei sistemi di qualità e di agricoltura biologica dell'UE, attraverso attività di informazione e sensibilizzazione svolte dai produttori e dalle organizzazioni di categoria o direttamente dalla Commissione europea.

Target che sono stati centrati, secondo lo studio di Deloitte, sia attraverso i programmi di promozione e le campagne sui media realizzati dai beneficiari dei fondi europei, che mediante le misure attuate dall'Esecutivo comunitario, come le fiere e le missioni di alto livello.

Anche secondo la valutazione effettuata direttamente dalla Commissione la politica di promozione ha contribuito a migliorare il grado di conoscenza degli standard di qualità e sicurezza dei prodotti agricoli e dei metodi di produzione dell'Unione, soprattutto tramite le attività a contatto diretto con i consumatori, le reti in occasione di fiere commerciali ed eventi e la promozione dei prodotti realizzata da influencer sui social media. Le iniziative della Commissione, inoltre, hanno contribuito a facilitare l'ingresso o l'ulteriore penetrazione nei mercati extra UE.

Le raccomandazioni per migliorare l'efficacia dei programmi di promozione

Secondo entrambi gli studi vi sono margini di miglioramento, ad esempio nel sistema di monitoraggio e di valutazione degli interventi, con lo sviluppo di indicatori standardizzati, quantitativi e qualitativi, per valutare l'efficienza delle iniziative.

Secondo lo studio di Deloitte, occorre concentrarsi soprattutto sui mercati dei paesi terzi con il più alto potenziale di crescita, adattando le attività di sensibilizzazione al pubblico target, coinvolgendo opinion leader locali e combinando pubblicità tradizionale e sui social media, degustazioni, presenze in fiere e stand informativi.

Inoltre, con una maggiore condivisione delle conoscenze sarebbe possibile conseguire dei guadagni di efficienza significativi: la complementarità tra i programmi realizzati dai beneficiari negli Stati membri e le iniziative proprie della Commissione potrebbe essere aumentata, ad esempio, tramite una banca dati interna di tutte le attività che permetta lo scambio di conoscenze e informazioni e l'identificazione delle possibili sinergie.

Comune ai due studi è il richiamo alla semplificazione e all'armonizzazione delle procedure di gestione dei programmi, in particolare dei programmi semplici.  Secondo la relazione della Commissione, Chafea ha fornito ai beneficiari dei fondi per i programmi multipli orientamenti più chiari in merito alle norme di gestione e rendicontazione delle sovvenzioni e ha utilizzato gli strumenti online in modo più sistematico, mentre in alcuni casi i beneficiari dei programmi semplici, in gestione concorrente tra gli Stati membri e la Commissione, hanno dovuto aspettare più a lungo per ricevere chiarimenti sulle norme.

Il processo di revisione potrebbe quindi condurre a procedure più armonizzate tra gestione concorrente e gestione diretta oppure a una modalità di gestione comune per entrambe le tipologie di programmi.

Il contributo dei programmi di promozione alla strategia Farm to fork

L'obiettivo di queste analisi è alimentare il processo di revisione complessiva della politica UE di promozione dell'agroalimentare in agenda nel corso del 2021. La strategia Farm to fork, infatti, ha stabilito che anche questi programmi debbano contribuire a incoraggiare la produzione e il consumo sostenibili.

Per rafforzare il ruolo della politica di promozione nella transizione verso un settore agricolo europeo più verde, secondo lo studio di Deloitte, la DG Agri dovrebbe definire le priorità strategiche di ciascun programma di lavoro annuale tenendo conto degli sviluppi in altri settori politici dell'UE pertinenti, allineandole agli obiettivi dell'UE in materia di clima, ambiente, salute e sviluppo e in particolare ai target del Green Deal e di Farm to fork, che spaziano dalla riduzione di pesticidi, fertilizzanti e antimicrobici al miglioramento del benessere animale. I programmi di promozione dovrebbero poi dare maggiore spinta al segmento del bio, per arrivare a destinare almeno il 25% della superficie agricola dell'UE alla produzione biologica entro il 2030.

Con il programma di lavoro 2021, in realtà, la politica di promozione dei prodotti agricoli ha già iniziato a dialogare con la strategia Farm to Fork, gettando le basi per un allineamento tra le priorità strategiche di questo strumento e gli obiettivi dell'UE materia di clima, sostenibilità, salute e sviluppo: dei 182,9 milioni di euro disponibili per le attività promozionali dei prodotti agroalimentari nel mercato interno e nei paesi terzi, 86 milioni di euro saranno investiti per finanziare campagne più in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e con la strategia Farm to Fork, in particolare per informare i consumatori sull'agricoltura biologica, sull'agricoltura sostenibile e sull'impatto del settore agroalimentare su clima e ambiente.

Le raccomandazioni che chiudono il report della Commissione insistono ulteriormente su questo tasto, individuando esplicitamente questi fondi come uno strumento centrale per raggiungere i target del Green deal. Oltre a informare i consumatori su regimi di qualità quali l'agricoltura biologica e le indicazioni geografiche, con la revisione la Commissione intende rendere maggiormente visibili anche gli sforzi sul fronte del rispetto del benessere degli animali e quelli connessi all'iniziativa dell'UE per il sequestro di carbonio nei suoli agricoli.

In più, Bruxelles punta a utilizzare i programmi per sensibilizzare i consumatori sull'importanza di passare a una dieta più ricca di frutta e verdura e di ridurre l'assunzione di carni rosse e trasformate, come contributo al piano europeo per sconfiggere il cancro.

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Le consultazioni pubbliche sulla nuova politica di promozione dell'agrifood

Oltre alle relazioni e agli studi sui risultati conseguiti negli anni scorsi, il processo di revisione si basa anche sugli esiti delle consultazioni pubbliche sull'argomento lanciate dalla Commissione europea.

Dopo una prima consultazione, tra il 9 febbraio e il 9 marzo 2021, Bruxelles ha deciso di coinvolgere nuovamente gli stakeholder, con un questionario accessibile fino al 23 giugno 2021.

Il focus è principalmente sul contributo della futura politica di promozione alla transizione verso sistemi alimentari dell'UE più sostenibili, ma il sondaggio fornisce anche l'opportunità di inviare feedback su diverse opzioni per semplificare e rendere più efficace l'attuazione di questa politica sia dal punto di vista dei beneficiari dei fondi europei che per gli organismi di attuazione e le autorità nazionali competenti.

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Photo credit: Foto di Ulrike Leone da Pixabay 

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