Piano UE per l’economia circolare: il Parlamento chiede target 2030 per l'uso dei materiali

 

Economia circolare - Photo by Mac Mullins from PexelsGli eurodeputati chiedono di finirla con l’economia del "Prendi-Fai-Smaltisci" e che il piano europeo per l’economia circolare imponga obiettivi vincolanti al 2030 per l'uso dei materiali e l'impronta ecologica dei consumi. 

European Green Deal, un anno dopo: a che punto siamo

Il piano d’azione per l’economia circolare presentato dalla Commissione europea nel marzo 2020 indica il concetto di circolarità come “strumentale” per raggiungere l’obiettivo UE di neutralità climatica entro il 2050, indicando una serie di misure relative all'intero ciclo di vita dei prodotti.

Parte integrante del Green Deal europeo, il piano include regole per progettare i prodotti con un maggiore impiego di materie prime riciclate e per durare più a lungo, più facili da riutilizzare, riparare e riciclare.

Ma per il Parlamento europeo si può fare di più e servono obiettivi vincolanti a livello europeo per il 2030 per l'uso dei materiali e l'impronta di consumo, che coprano l'intero ciclo di vita di ciascun prodotto immesso sul mercato UE. 

Cosa prevede il piano d’azione UE per l’economia circolare

La Commissione agisce su più fronti: da un lato, evitare del tutto i rifiuti e trasformarli in risorse secondarie di alta qualità; dall’altro, agire a monte, per impedire che prodotti non sostenibili entrino nel mercato europeo. 

L’azione a monte riguarda la progettazione dei prodotti, che dovranno essere pensati per durare più a lungo, essere più facili da riutilizzare, riparare e riciclare e incorporare il più possibile materiale riciclato anziché materia prima primaria. 

Il single-use sarà quindi limitato, e parallelamente Bruxelles agirà sulla cosiddetta “obsolescenza programmata”, vietando anche la distruzione di beni durevoli invenduti.

L’azione “a valle” riguarda invece i consumatori, che avranno accesso a informazioni affidabili sulla durata e riparabilità dei prodotti, introducendo un vero “diritto alla riparazione”. 

Focus sui settori che utilizzano più risorse e in cui il potenziale di circolarità è elevato. La Commissione avvierà una serie di azioni concrete su:

  • Elettronica e ICT: un’iniziativa sull'elettronica circolare per una maggiore durata dei prodotti e per migliorare la raccolta e il trattamento dei rifiuti;
  • Batterie e veicoli: previsto un nuovo quadro normativo per le batterie, per migliorarne la sostenibilità e aumentarne il potenziale circolare;
  • Imballaggi: verranno introdotti nuovi requisiti obbligatori su ciò che è consentito nel mercato dell'UE, compresa la riduzione degli imballaggi (in eccesso);
  • Materie plastiche: nuovi requisiti obbligatori per il contenuto riciclato e un'attenzione speciale per le microplastiche e le materie plastiche a base biologica e biodegradabili;
  • Tessili: la Commissione prepara una nuova strategia per i tessili per rafforzare la competitività e l'innovazione nel settore e rafforzare il mercato dell'UE per il riutilizzo dei prodotti tessili;
  • Costruzioni ed edifici: anche in questo caso Bruxelles lavorerà ad una strategia globale per un ambiente costruito in modo sostenibile che promuove i principi di circolarità per l’edilizia;
  • Alimentare: prevista una nuova iniziativa legislativa sul riutilizzo, per sostituire imballaggi monouso, stoviglie e posate con prodotti riutilizzabili nei servizi alimentari.

Infine, la Commissione intende ridurre gli sprechi: l'attenzione si concentrerà sull'evitare del tutto i rifiuti e trasformarli in risorse secondarie di alta qualità che beneficiano di un mercato ben funzionante per le materie prime secondarie. La Commissione esplorerà la definizione di un modello armonizzato a livello UE per la raccolta differenziata dei rifiuti e l'etichettatura. Il piano d'azione propone inoltre una serie di azioni per ridurre al minimo le esportazioni di rifiuti dell'UE e per affrontare le spedizioni illegali. 

Piano d'azione per l'economia circolare

Parlamento europeo: l’economia del "Prendi-Fai-Smaltisci" deve finire. Per farlo, servono obiettivi vincolanti

Affinché si realizzi la trasformazione dell'attuale sistema in un'economia veramente circolare, i prodotti dovrebbero essere progettati in modo da ridurre i rifiuti, le sostanze nocive e l'inquinamento e proteggere la salute umana, sottolineano gli eurodeputati in una relazione sul Piano d'azione dell'UE per l'economia circolare approvata a febbraio.

I deputati chiedono allo stesso tempo obiettivi vincolanti per il 2030 basati su evidenze scientifiche per dettare una tabella di marcia per l'uso dei materiali e l'impronta di consumo. A tal fine, sollecitano da un lato la Commissione europea a introdurre nel 2021 indicatori di circolarità armonizzati, comparabili e uniformi, dall’altro chiedono all'Esecutivo di proporre obiettivi vincolanti specifici del prodotto e/o settoriali per il contenuto riciclato.

I prodotti immessi sul mercato europeo dovrebbero quindi rispettare una serie di standard: dovrebbero cioè funzionare bene, essere durevoli, riutilizzabili, facilmente riparabili e riciclabili, non devono essere tossici e devono essere efficienti in termini di risorse ed energia.

Altre proposte chiave dei deputati includono:

  • l'introduzione di misure contro il greenwashing e le false dichiarazioni ambientali, nonché misure legislative per fermare le pratiche che comportano l'obsolescenza programmata;
  • sostenere l'Ecolabel UE come punto di riferimento per la sostenibilità ambientale;
  • rafforzare il ruolo degli appalti pubblici verdi stabilendo criteri e obiettivi minimi obbligatori;
  • l'integrazione dei principi dell'economia circolare nei Piani di ripresa nazionali degli Stati membri.

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