
Dopo 12 mesi dal lancio del progetto dei Punti di impresa digitale (PID), Unioncamere ha pubblicato i primi risultati raggiunti: 14 milioni di euro stanziati attraverso voucher per le imprese; più di 70 bandi pubblicati; 470 eventi di informazione con oltre 8.000 aziende partecipanti; 800 test di autovalutazione per scoprire la propria maturità digitale; 620 i dipendenti delle camere di commercio formati sulla digitalizzazione.
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Cosa fanno i Punti impresa digitale
I Punti impresa digitale (PID) rappresentano il primo livello di contatto delle aziende, nell’ambito del network nazionale Impresa 4.0, per accrescerne la consapevolezza sulle soluzioni possibili offerte dalle nuove tecnologie digitali e i relativi benefici. Per questo i PID offrono alle imprese servizi di informazione, formazione, orientamento, assistenza.
L’attività di informazione presso le imprese sulle nuove tecnologie abilitanti è affidata ai digital promoter. Si tratta di 200 figure professionali che le Camere di commercio stanno formando in modo specialistico per permettere:
- l’individuazione delle tecnologie più idonee alla singola realtà produttiva;
- l’indirizzamento verso i servizi tecnologici offerti dalle strutture specializzate (Digital Innovation Hub, Ecosistema Digitale per l’Innovazione e i Competence Center).
Attraverso l’erogazione di voucher, inoltre, le Camere di commercio forniscono risorse tangibili alle aziende per fruire di servizi di formazione e consulenza sul digitale. “Sono soprattutto le aziende più piccole a fare fatica a comprendere i vantaggi legati all’adozione delle nuove tecnologie”. E’ quanto ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Ed è quindi principalmente a loro che ci rivolgiamo attraverso l’attività dei PID per contribuire a diffondere la cultura e la pratica del digitale”.
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