
I due atti delegati UE sull’idrogeno rinnovabile rappresentano tasselli fondamentali nell’ambito di una più vasta disciplina europea sull'idrogeno, in cui rientrano investimenti nelle infrastrutture energetiche, norme in materia di aiuti di Stato e traguardi previsti per legge per l'idrogeno rinnovabile nell'industria e nei trasporti. Traguardi, vale la pena ricordarlo, piuttosto ambiziosi. In RepowerEU si prevede che entro il 2030 l'UE produca 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile e ne importi altrettante.
Oltre a definire in modo chiaro cosa si intende per idrogeno verde, gli atti delegati pubblicati prima in forma di bozza il 13 febbraio poi in forma definitiva il 20 giugno indicano a quali condizioni l’idrogeno, i combustibili a base di idrogeno o altri vettori energetici possono essere considerati combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO) e forniscono una metodologia per il calcolo delle emissioni di gas serra durante il ciclo di vita degli RFNBO.