
A differenza quindi di quello che hanno pensato in molti all’inizio, il decreto Antifrode viene abrogato nella sua forma di provvedimento a sè stante, salvo ricomparire all’interno della Legge di Bilancio 2022, i cui tempi di approvazione sono stati molto più rapidi rispetto a quelli che avrebbe avuto il dl 157-2021 viaggiando da solo.
Ciò significa che i presidi antifrode previsti dal testo (e su cui l'Agenzia delle entrate ha già pubblicato vari provvedimenti attuativi) restano pienamente operativi.
Per porre un argine alle frodi emerse in questi ultimi mesi e che si aggirano sugli 800 milioni di euro, il decreto Antifrode ha infatti previsto un giro di vite sul superbonus e sugli altri bonus edilizi, agendo soprattutto sul visto di conformità, sui prezziari e sui controlli del Fisco in materia di cessione del credito e sconto in fattura.