
Anche se la questione è estremamente tecnica, riguardando gli aspetti di contabilizzazione del superbonus, le sue ricadute su famiglie e imprese sono invece molto concrete.
Come spiega l’ANCE, infatti, “per anni la cessione dei crediti derivanti da interventi di riqualificazione energetica e sismica degli immobili italiani è stata ostacolata per ragioni di registrazione contabile. Secondo una interpretazione – oggi smontata dalla stessa Eurostat – qualsiasi cessione dei crediti al sistema bancario avrebbe determinato l’obbligo di contabilizzare l’intero bonus fiscale nell’anno in cui gli interventi erano realizzati, indipendentemente dalla durata della fruizione (5 o 10 anni), con la conseguente insostenibilità del debito pubblico. Contro questa interpretazione - prosegue il comunicato - l’ANCE ha più volte chiesto ragioni, per la mancanza di regole contabili certe sul tema da parte di Eurostat”.
In base agli artt. 10.1 e 10.