
Anche quest’anno la mappa dei rischi di SACE si conferma uno strumento imprescindibile per le imprese italiane internazionalizzate, fornendo una fotografia specifica per 194 paesi, analizzati sotto i tre macro profili di rischio (politico, creditizio e ambientale), con un punteggio che va da 0 (rischio minimo) a 100 (rischio massimo).
Complessivamente la mappa “evidenzia una generale stabilità del quadro dei rischi del credito globali, senza mostrare tuttavia l’auspicata inversione di tendenza dopo i marcati incrementi dello scorso anno”, spiega Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE. “Se da un lato questa stabilità è una buona notizia perché, nonostante le circostanze geopolitiche avverse, le principali economie sono riuscite a mantenere un livello di rischio relativamente immutato, dall’altro rappresenta un’occasione persa per quelle geografie che hanno beneficiato di ampi supporti finanziari.