Dl Semplificazioni, dietrofront sugli hotel. Resta la CILA per aprire i cantieri

 

Photocredit: Laurie Shaw da PexelsDelusione da parte di imprese e Comuni per lo stralcio dal dl Semplificazioni dell’estensione del superbonus 110% agli alberghi. Le speranze adesso sono riposte nel Parlamento che dovrà convertire in legge il decreto. Confermata invece la CILA per l’avvio di tutti i lavori, tranne per quelli di demolizione e ricostruzione.

Cosa prevede il decreto Semplificazioni?

Tra i punti più delicati per chiudere la partita sul nuovo decreto Semplificazioni - confluito nel dl governance PNRR - figura sicuramente il superbonus. Dopo la fuga in avanti di qualche giorno fa su una sua estensione anche agli edifici classificati D/2 e cioè alberghi e pensioni, infatti, il governo ha fatto marcia indietro, cancellando l’aggiunta dal testo. Nel decreto (dl 77-2021) pubblicato in Gazzetta ufficiale, infatti, è scomparsa la categoria catastale D/2, mentre sono apparse quelle B/1, B/2 e D/4 e cioè: collegi e caserme, case di cura e ospedali (con e senza finalità di lucro).

Oltre alle semplificazioni per l'avvio dei lavori incentivati dal 110%, il decreto 77-2021 ha previsto anche l'estensione del superbonus agli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche a favore degli over 65, a condizione chiaramente che essi siano eseguiti assieme ad almeno uno degli interventi sostenuti dalla maxi-agevolazione. 

CILA per tutti gli interventi superbonus, tranne quelli di demolizione e ricostruzione

Dalla pubblicazione del testo in Gazzetta, invece, non è uscita nessuna sorpresa negativa sotto il profilo della semplificazione della misura, che viene assicurata grazie all'introduzione della CILA. Il decreto Semplificazioni, infatti, prevede la completa sostituzione dell’articolo 13-ter del dl Rilancio che ha istituito il superbonus, considerando tutti gli interventi che interessano l'agevolazione (con esclusione di quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici) come opere di manutenzione straordinaria, realizzabili quindi tramite una semplice Comunicazione di inizio lavori asseverata. 

Una CILA in cui, specifica l'articolo 33 del dl 77-2021, sono attestati “gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero è attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967”.

Grazie al dl Semplificazioni, infine, viene meno l'obbligo di presentare "lo stato legittimo" dell'immobile, documentazione che finora aveva scoraggiato molto l'accesso al superbonus da parte dei condomini. 

Delusione di ANCI e Federalberghi per la cancellazione degli hotel

"Le indiscrezioni relative alla possibilità che il superbonus venisse esteso anche agli hotel avevano creato un'aspettativa che rimane disattesa", ha commentato Federalberghi in una nota. "La delusione c'è", proseguono gli albergatori che però confidano “che durante l'iter del decreto semplificazioni si rimetta mano all'esclusione della misura chiesta per il nostro comparto che, in condizioni ottimali, produce il 13% del PIL nazionale", appellandosi direttamente al ministro al turismo. "Sappiamo che il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, è al nostro fianco", prosegue infatti la nota. "Per questo l'auspicio è che la pragmaticità, cifra di questo Governo, venga applicata con criterio di priorità al comparto in assoluto più danneggiato e letteralmente messo in ginocchio dalle conseguenze della pandemia".

Duro anche il commento dell’ANCI, arrivato subito dopo la diffusione della bozza di decreto in cui non figuravano più gli hotel. "Contrariamente all’ultima bozza discussa in cabina di regia solo qualche ora prima del Consiglio dei Ministri, il governo ha stralciato gli incentivi del superbonus 110 per la riqualificazione degli alberghi e delle strutture ricettive", avevano infatti spiegato il 29 maggio il presidente Decaro e il delegato al turismo Gnassi. "Non solo è venuto meno l’impegno preso con ANCI ma, per quanto ci riguarda, viene meno un impegno della politica e una misura necessaria per un settore, quello turistico, drammaticamente messo in ginocchio dal Covid e che ora ha bisogno di ripartire. L’esclusione degli alberghi dal superbonus rappresenta l’ennesimo segnale della cronica incapacità da parte dei governi di considerare il turismo un’industria strategica del Paese e che per questo andrebbe sostenuta nella sua voglia di innovarsi e di crescere".

I sindaci avevano infatti "sostenuto la misura e chiesto al governo che fosse inserita nel decreto, per dare anche un segnale positivo alle tante imprese della filiera turistico-ricettiva che in questi giorni stanno coraggiosamente provando a ripartire. Ci aspettiamo, ora - concludono quindi Decaro e Gnassi - una proposta in sede di conversione parlamentare del decreto".

Consulta il decreto Semplificazioni (dl 77-2021), pubblicato sulla GURI n. 129 del 31 maggio 2021

Photocredit: Laurie Shaw da Pexels

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