Fondi europei 2021-27: intesa vicina sul nuovo Accordo di partenariato

 

Fondi europei - Foto di Nicky da Pixabay La ministra per il Sud Mara Carfagna e la commissaria per la Coesione Elisa Ferreira hanno discusso in videoconferenza gli ultimi nodi del negoziato sulla programmazione dei fondi europei assegnati all'Italia.

I fondi europei a disposizione dell'Italia nel settennato 2021-27

Il testo definitivo dell'Accordo di partenariato non è stato ancora inviato a Bruxelles, ma al momento dell'entrata in vigore del pacchetto legislativo della Politica di Coesione l'Italia si trova alle battute finali del negoziato con la Commissione europea.

Gli uffici del Ministero stanno lavorando alacremente e siamo vicini a chiudere l'Accordo, ha dichiarato a FASI la portavoce della ministra Carfagna, che il 30 giugno - in coincidenza con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea del quadro regolatorio per FESR-FC, FSE+, JTF, Interreg e del nuovo regolamento CPR – ha discusso con la commissaria Ferreira i punti negoziali ancora in sospeso.

La Commissione ha invece già ricevuto la programmazione dei 13,5 miliardi di REACT-EU assegnati all'Italia, che a livello UE è il maggiore beneficiario dello strumento ponte tra la vecchia e la nuova Politica di Coesione previsto nel quadro di Next Generation EU.

I fondi europei a disposizione dell'Italia

Fronte Politica di Coesione l'Italia può contare su risorse per 37,3 miliardi a prezzi 2018 (circa 42 miliardi a prezzi correnti), di cui:

  • 23 miliardi e 615 milioni a titolo del FESR (26,6 miliardi a prezzi correnti)
  • 12 miliardi e 897 milioni a titolo del FSE+ (14,5 miliardi a prezzi correnti)
  • 830 milioni per la cooperazione territoriale europea – CTE (935 milioni a prezzi correnti).

A questi si aggiungono le risorse del cofinanziamento nazionale e i 937 milioni a titolo del Just Transition Fund (JTF), per un totale di circa 80 miliardi di euro.

La gestione di queste risorse è disciplinata dal pacchetto legislativo della Politica di Coesione che comprende quattro regolamenti:

  • regolamento sulle disposizioni comuni in materia di fondi a gestione concorrente (CPR)
  • regolamento sul Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione (FESR/FC);
  • regolamento sul Fondo sociale europeo Plus (FSE+);
  • regolamento Interreg recante disposizioni specifiche per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dagli strumenti di finanziamento esterno.

Per approfondire: Il pacchetto legislativo della Politica di Coesione 2021-2027

Il negoziato sull'Accordo di partenariato 2021-27

La scelta di gestire a livello centrale i fondi di REACT-EU, assegnandoli a misure e progetti di dimensione nazionale, dalla decontribuzione Sud al Fondo nuove competenze, e l'incertezza sull'effettivo riparto tra i territori delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, hanno complicato il negoziato sull'Accordo di partenariato 2021-27. Le regioni hanno chiesto infatti di poter gestire direttamente una quota significativa della nuova programmazione dei fondi strutturali europei e di far corrispondere al taglio del numero dei PON anche una riduzione dell'incidenza della programmazione nazionale sul budget totale.

Rispetto alla proposta dell'ex ministro Provenzano, che prevedeva una riduzione da 13 a 8 dei Programmi operativi nazionali, l'impianto progettato dalla ministra Carfagna individua dieci PON, cui dovrebbero andare complessivamente circa 24 miliardi di euro:

  • PON Città Metropolitane
  • PON Capacità per la coesione (ex PON Governance)
  • PON Scuola
  • PON Giovani e lavoro
  • PON Inclusione
  • PON Cultura
  • PON Efficienza energetica e rinnovabili
  • PON Innovazione e competitività per transizione e digitalizzazione
  • PON Sicurezza e Legalità
  • PON Salute.

I rilievi di Bruxelles si concentrano soprattutto sugli ultimi due Programmi, affidati alla gestione del Ministero dell'Interno e del Ministero della Salute. Il PON Legalità ha sempre fatto registrare prestazioni insoddisfacenti in termini di avanzamento della spesa e concentrato buona parte delle risorse sulla valorizzazione dei beni confiscati, obiettivo cui vanno già 300 milioni nell'ambito della Missione 5 (M5C3) del Recovery Plan. Sovrapposizioni si temono anche per il nuovo PON Salute, ambito che assorbe oltre 20 miliardi di euro tra PNRR, Fondo complementare e REACT-EU.

La linea tenuta dal Ministero con Bruxelles è però quella di confermare i due Programmi, evitando le sovrapposizioni attraverso una forte concentrazione dei fondi strutturali - nel primo caso sulle misure risultate più efficaci nel ciclo 2014-2020 e nel secondo caso sugli investimenti in innovazione tecnologica - e assicurando un attento monitoraggio.

Un deciso rafforzamento è previsto per il PON Metro che, in linea con le richieste venute dall'ANCI, dovrebbe raddoppiare la propria dotazione e allargare il raggio d'azione alle città di medie dimensioni del Mezzogiorno.

Per approfondire: Politica di Coesione: come sarà il PON Metro 2021-2027

Ai dieci PON si aggiungerà un altro Programma a gestione nazionale ma a forte vocazione territoriale, dedicato agli interventi finanziati dal Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund – JTF) che si concentrerà essenzialmente sulle aree del Sulcis e di Taranto. Le risorse a disposizione dell'Italia ammontano a 937 milioni a prezzi 2018, di cui 535 milioni provenienti da Next Generation EU e 401 milioni dal Quadro finanziario pluriennale. Il nuovo Fondo non è infatti interamente a carico del bilancio UE 2021-2027, ma è finaziato per 10 miliardi da NGEU e per 7,5 miliardi dal MFF.

Tra gli aspetti discussi da Carfagna e Ferreira anche i nuovi poteri ispettivi e di monitoraggio riconosciuti all'Agenzia per la Coesione territoriale dal decreto Semplificazioni, insieme alla facoltà di intervenire in sostituzione degli enti in caso di ritardi o inadempimenti o di assumere, attraverso una centrale di committenza, le funzioni di soggetto attuatore degli interventi.

Photo credit: Foto di Nicky da Pixabay 

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