Cashback, il governo Draghi sospende l'iniziativa

 

Cashback - Foto di Andrea Piacquadio da PexelsNon ci sarà un secondo semestre per il cashback di stato. La sospensione del programma di rimborsi di Stato per incentivare i pagamenti digitali attraverso carte e app è stata maturata dalla cabina di regia di Palazzo Chigi.

Le misure previste dalla legge di Bilancio 2021

Dopo le costanti critiche e le diverse ipotesi di ridimensionamento, volge ad una conclusione anticipata il cashback di stato: il meccanismo ordinario, che prevede per i cittadini un rimborso del 10% su tutti i pagamenti fatti con carta di credito o altri metodi elettronici presso esercenti fisici a fronte di un minimo di 50 transazioni in sei mesi. 

La data del 30 giugno, quindi, segna non solo la fine del primo semestre del programma, ma anche il termine di "congelamento" complessivo della misura, verso un restyling radicale che possa migliorarne l'impianto. La soluzione sarà confermata dal decreto legge su fisco e lavoro, che arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri sempre in data odierna. 

Partito lo scorso gennaio dopo il mese sperimentale dell’extra cashback di Natale, il cashback era pronto per la "fase due":  dal 1° luglio sarebbero state azzerate tutte le transazioni effettuate e con le stesse regole della prima tranche si sarebbero potuti accumulare nuovi crediti fino alla fine dell'anno. 

Cashback di stato e Italia cashless: le misure per incentivare i pagamenti digitali

Stop al cashback

Il programma è stato messo in discussione più volte, da maggiornza e opposizione: nei mesi scorsi era stata avanzata la richiesta di dedicare i circa 3 miliardi stanziati dall'esecutivo precedente a copertura del programma anti evasione per finanziare i ristori a sostegno delle imprese travolte dalle misure restrittive adottare contro il coronavirus.

La sospensione della misura pro pagamenti digitali ha scaturito anche delle perplessità. Il capodelegazione M5S Stefano Patuanelli, a margine del Consiglio europeo in Lussemburgo, ha definito questa decisione della cabina di regia come "un errore", auspicando che "si possa tornare indietro su questa decisione".

Pareri positivi, invece, espressi dalla presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, che l'ha definita "una decisione di buonsenso che farà risparmiare più di mezzo miliardo alle casse dello Stato". 

Per Antonio Misiani, responsabile economico del PD,  la sospensione del cashback deve essere "l'occasione per un monitoraggio accurato dei risultati della sperimentazione e l'introduzione dei correttivi necessari per migliorare la strategia di incentivazione dei pagamenti digitali, così come chiesto dal Senato con la risoluzione del 7 aprile scorso". 

Cashback, i numeri del primo semestre

In base ai numeri dell'AppIO, dall’inizio del programma ad oggi sono già 8,9 milioni gli utenti che hanno aderito al programma, con un totale di 720 milioni pagamenti registrati e 7,85 milioni di transazioni valide.

Di queste sono almeno 5,89 milioni quelli che hanno già effettuato 50 o più transazioni e dunque ora dal mese di luglio si vedranno accreditare sul proprio conto corrente i 150 euro di rimborso. I restanti 1,95 milioni, a pochi giorni dalla conclusione del primo semestre, hanno effettuato tra 1 e 49 transazioni commerciali con carte o app e dunque al momento sarebbero fuori dal bonus.

Considerando gli importi delle transazioni, il maggior numero di operazioni viene fatto per acquisti tra i 25 e i 50 euro (il 21,4%). Lo scontrino medio di chi acquista partecipando al cashback è di 35,6 euro. Si usano carte e app anche per pagare un caffè: il 16,2% delle transazioni è infatti per importi sotto i 5 euro. Più alto è l'importo più bassa è invece la percentuale di operazioni registrate: solo 0,84% delle transazioni è per acquisti superiori ai 300 euro. 

A partire dal 1° gennaio 2021, i primi 100 mila partecipanti che hanno totalizzato il maggior numero di transazioni riceveranno invece il super cashback da 1500 euro. Al momento, per entrare nella lista, bisogna aver fatto oltre 689 transazioni valide.

Come funziona l'alert di PagoPA per i furbetti del cashback

Prima della chiusura del primo semestre 2021 il gestore del cashback ha fatto partire una campagna di controlli mirati ad eliminare le micro transazioni di importi irrisori ed arginare i 'furbetti'. Il viceministro dell'Economia Laura Castelli ha annunciato sul suo profilo Facebook lo scorso 3 giugno l'inizio dei controlli sui micro-pagamenti sospetti: si tratta in concreto dell'invio, tramite l'app IO, di "richieste di chiarimenti sulle transazioni considerate anomale che, senza un valido giustificativo, verranno annullate".

Dopo diverse segnalazioni, i tecnici di PagoPA, la società in house di Palazzo Chigi che gestisce la misura, hanno creato un algoritmo capace di individuare e segnalare i pagamenti sospetti, così che il premio da 1500 euro venga assegnato nel modo corretto.

Grazie a questo sistema, viene inviato un alert a coloro che sono sospettati di aver movimentato transazioni per ottenere un punteggio più elevato per il conseguimento del supercashback. Il meccanismo di segnalazione automatica prevede che sulle transazioni inviate al sistema si incrocino quattro criteri:

  • l'irrisorietà della spesa;
  • il numero elevato di transazioni irrisorie;
  • la loro ricorrenza;
  • il luogo in cui avvengono.

Se dovesse emergere un’anomalia, l’utente riceverà un messaggio nell’App Io con una richiesta di chiarimenti alla quale sarà allegato un modello da compilare ed inoltrare entro sette giorni al ministero dell’Economia. Se non si fornisce una risposta entro la scadenza, le transazioni sospette saranno automaticamente cancellate facendo scalare l’utente nella classifica o anche ai fini del numero di transazioni per ottenere il rimborso standard.  

Furbetti cashback, la corsa al super-premio

Per cercare di rientrare nei primi 100mila che riceveranno il supercashback, molti utenti hanno fatto ricorso a metodi che, nonostante non siano illegali, danneggiano gli esercenti che si ritrovano a dover pagare al circuito una somma per ogni pagamento registrato. 

Decine di micro-transazioni sullo stesso pos con un'unica carta o l'acquisto di prepagate e buoni per catene di e-commerce. Sono queste alcune delle tattiche più utilizzate dai 'furbetti' del cashback, che sfruttano i buchi del regolamento del programma per poter accumulare un numero consistente di transazioni in tempi rapidi.

Così c’è chi, per esempio, quando fa la spesa alla cassa automatica paga un articolo alla volta, ottenendo in questo modo uno scontrino e una transazione registrata per ogni cosa che ha messo nel carrello.  Non mancano poi casi in cui alcuni utenti hanno effettuato numerose transazioni di scarso valore ai distributori di benzina.

Come ottenere il doppio rimborso

Carte di debito con credito precaricato. Queste carte "usa e getta" sono la chiave per poter ottenere un rimborso del 20% rispetto ai pagamenti effettuati con metodi cashless. Le carte in questione hanno un valore di 25 euro o multipli, a differenza delle altre carte di debito non sono collegate a nessun conto, e non possono essere ricaricate. 

Per ottenere questo rimborso è necessario seguire due step:

  • acquistare una carta prepagata con il metodo di pagamento inserito nell’applicazione IO (per esempio un’altra carta di credito o il bancomat) per ottenere il primo 10% di rimborso sulla transazione effettuata;
  • registrare la nuova carta di debito sull’app IO per far rientrare gli acquisti effettuati con quest’ultima nel nostro Portafoglio. In questo modo sarà possibile ottenere il cashback del 10% anche sul credito presente al suo interno, raddoppiando, di fatto, la cifra finale.

Per fare un esempio pratico, acquistando una carta di debito da 100 euro si otterrà un cashback di 10 euro non appena la transazione verrà validata dal sistema. La stessa carta, essendo stata registrata sull’app IO e utilizzata, darà diritto a un 10% aggiuntivo di cashback, ma di fatto non si spenderanno soldi in più rispetto a quelli pagati inizialmente per comprarla.

Un altro metodo per "raddoppiare" il rimborso consiste nel comprare con pagamento elettronico una card che contiene credito per i servizi di e-commerce La somma del buono potrà essere usata per gli acquisti online - per cui non è previsto il cashback - e il rimborso arriva per quanto speso in negozio per acquistare la card.

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Cashback di stato: cos'è e come funziona?

Il cashback di stato consiste in un sistema di restituzione parametrato al volume di transazioni compiute con pagamenti digitali. In altre parole: con più pagamenti con carte e bancomat, si ottengono più rimborsi l'anno successivo. 

In sintesi, si tratta in un rimborso del 10% - fino a una soglia massima di 150 euro semestrali - per chi paga le proprie spese non in contanti ma tramite epayments, come carte di credito o debito, bancomat, bonifici bancari e app tipo Apple Pay, Samsung Pay o Satispay.

Questo meccanismo prevede un'adesione esclusivamente su base volontaria ed il soggetto che desidera partecipare:

  • deve essere maggiorenne e residente in Italia;
  • deve utilizzare gli strumenti di pagamento registrati esclusivamente per acquisti effettuati fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione.

Chi intende accedere al programma ha una doppia possibilità. Registrarsi nell’App IO, oppure nei sistemi messi a disposizione da un issuer convenzionato (soggetto che abbia concluso un accordo con il pagatore per la fornitura di uno strumento di pagamento elettronico e che abbia sottoscritto una convenzione con la PagoPA S.p.A.), inserendo il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronici dei quali intende avvalersi per effettuare gli acquisti.

Dopo essersi registrati sull’App IO e aver associato uno più strumenti di pagamento anche virtuali alternativi al contante, sarà necessario effettuare pagamenti per almeno 50 operazioni ogni sei mesi. Non varranno gli acquisti online mentre potranno essere conteggiati la spesa nei supermercati e nei negozi ma anche i pagamenti delle fatture di artigiani e professionisti.

Nel dettaglio, agli aderenti al programma è attribuito un rimborso in misura percentuale per ogni transazione regolata con strumenti di pagamento elettronici. La misura del rimborso è determinata con riferimento ai seguenti semestri:

  • 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021;
  • 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021;
  • 1° gennaio 2022 - 30 giugno 2022.

Per ciascuno dei periodi, il rimborso è pari al 10% dell’importo di ogni transazione e si tiene conto delle transazioni fino ad un valore massimo di 150 euro per singola transazione. Le transazioni di importo superiore a 150 euro concorrono fino all’importo di 150 euro.

In queste stesse finestre saranno distribuiti anche i premi del supercashback.

La quantificazione del rimborso è determinata su un valore complessivo delle transazioni effettuate in ogni caso non superiore a 1.500 euro in ciascun semestre.  I rimborsi sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun semestre.

Cashback, si può pagare anche con le tessere del supermercato

L’ultimo aggiornamento dell’app IO introduce le prime carte di pagamento delle catene della grande distribuzione (supermercati, ipermercati o discount), che spesso danno diritto a punti fedeltà e sconti extra. 

Lo strumento cashback aveva messo in competizione queste tessere con le carte standard emesse dagli istituti di credito, con le prime che perdevano di attrattiva davanti al rimborso del 10% assicurato dal piano Italia Cashless.  Ora, inevece, è possibile pagare con carte di diverse catene, come la Fidaty oro di Esselunga, Più Conad Card di Conad e la Supercard di Coop.

Super cashback, il concorso a premi

Di Italia cashless farà parte anche un concorso a premi: si tratta del super cashback, un meccanismo di premialità che invoglierà il cittadino a effettuare acquisti con carte e strumenti di pagamento digitale.

Nello specifico, si tratta del riconoscimento di un premio di mille euro a favore delle prime 100mila persone che nell’arco di sei mesi, effettuano il maggior numero di transazioni con carte e altri sistemi di epayments. Il rimborso previsto in questo caso è di 1.500 euro a semestre, ovvero fino a 3.000 euro l'anno

Anche questo tassello di Italia cashless farà perno sull’App Io della Pubblica Amministrazione. L’utente, tramite il proprio codice fiscale, potrà registrarsi e avere un profilo con dati personali e le carte associate. Ogni componente di un nucleo familiare può partecipare individualmente al cashback, per cui una famiglia di tre persone potrebbe avere un ritorno di 450 euro ogni sei mesi. 

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App IO e SPID

Le operazioni di acquisto valide ai fini del rimborso devono essere effettuate tramite l'app IO, l'applicazione che permette di accedere a numerosi servizi della pubblica amministrazione.

Per poterla utilizzare è indispensabile ricorrere o a SPID - per usare IO e accedere al cashback è sufficiente il primo livello di sicurezza di SPID (nome utente e password per accedere ai servizi online) - o in alternativa tramite Carta d'identità Elettronica (CIE).

Nello specifico, la procedura di riconoscimento con la CIE prevede 2 step: 

  • inserire il codice Pin della carta (si tratta di 8 cifre ottenute metà al momento della consegna della nuova carta d’identità e metà ricevuta per posta);
  • la scansione della carta d’identità direttamente sullo smartphone.

Mentre, l'autenticazione con SPID prevede:

  • l’inserimento del nome utente scelto al momento della registrazione e della password;
  • l’accettazione cliccando sul tasto “prosegui”;
  • autorizzazione all’accesso tramite richiesta direttamente su smartphone oppure all’interno dell’app utilizzata per accedere allo Spid (esempio app PosteID), nel caso di un livello di sicurezza 2.

A questo punto si deve accettare l’informativa sulla privacy e scegliere un codice di sblocco a 6 cifre, ma si può anche autorizzare l’accesso con l’impronta digitale.

Per partecipare all'operazione anti-evasione, per la quale il Governo ha stanziato 3 miliardi per il 2021 e altrettanti per il 2022, non sarà necessaria alcuna nuova procedura rispetto al cashback di Natale Chi si è già iscritto sull’app IO o con altre modalità nella fase sperimentale, infatti, è automaticamente iscritto anche alla procedura standard.

Se l'operazione andrà a buon fine, il denaro sarà erogato dalla Consap (la concessionaria dei servizi pubblici) sull’Iban.

Cashback di stato nella Manovra 2021

La legge di Bilancio 2021 interviene sul meccanismo di rimborso delle spese, sempre ad esclusione di quelle online, pagate con moneta elettronica non sottoponendole a tassazione

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della Manovra 2021, inoltre, è arrivato un altro intervento per dare più forza al piano Italia cashless, limitando la lotteria degli scontrini a chi fa acquisti con carte, bancomat e app per i pagamenti digitali.

Consulta il testo della legge n. 178 del 30 dicembre 2020, GU Serie Generale n.322 del 30 dicembre 2020 - Suppl. Ordinario n. 46

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I chiarimenti di PagoPA

Dopo i numerosi disservizi riscontrati nel periodo natalizio e anche dopo la partenza lo scorso 1° gennaio del meccanismo standard, PagoPA pubblica una nota di chiarimento a proposito del cashback di stato: la misura, inserita nella legge di Bilancio 2021, che prevede un rimborso ordinario del 10%, per la cifra di 300 euro annui. 

"Alla luce delle segnalazioni dei partecipanti che evidenziano come tema principale la non visualizzazione sull’app IO di transazioni effettuate per il cashback, è opportuno riepilogarne le motivazioni posto che il mancato conteggio di alcune operazioni corrisponde esclusivamente a casi circoscritti. Si tratta di tempistiche tecniche indipendenti dall’app IO e che in nessun modo inficiano sull’eventuale diritto al rimborso. In questi casi, le transazioni valide per il cashback saranno sempre recuperate dal sistema", puntualizza PagoPA.

Secondo la nota, i ritardi e le anomalie sono imputabili a cause relative all’implementazione del programma e ai tempi di acquisizione delle transazioni: questioni tecniche che sarebbe stato meglio affrontare prima della partenza del cashback e che hanno provocato un effetto domino di segnalazioni.

A tal proposito, PagoPA puntualizza che "una transazione potrebbe non essere stata riconosciuta perché gestita tramite Acquirer non ancora convenzionati; si tratta dei soggetti che forniscono i dispositivi di accettazione  (come i POS)  agli esercizi commerciali. Oppure la transazione potrebbe non essere stata registrata perché avvenuta attraverso uno strumento di pagamento che al momento non è ancora possibile registrare per il cashback, ad esempio una carta valida sia come PagoBancomat sia come carta di debito sul secondo circuito; app come Apple Pay, Google Pay o simili".

A questa criticità si aggiungono altri due punti fondamentali:

  • le tempistiche affinché l'acquisto sia contabilizzato dalla banca: "in media, possono passare tre giorni lavorativi dalla sua contabilizzazione, ma in alcuni casi possono occorrere tempi più lunghi";
  •  la conservazione dello scontrino cartaceo: "suggerita dal servizio di assistenza dell’app IO  in risposta ai partecipanti al cashback che lamentano di non vedere alcune transazioni ritenute valide ai fini del rimborso, è una soluzione temporanea".

Come nasce Italia cashless?

Il cashback di stato costituisce l'ossatura di base del piano Italia cashless. Quest'ultimo è stato concepito nel contesto della Legge di Bilancio 2020 come nuova strategia del Governo per combattere l’evasione fiscale incentrata sulla tracciabilità dei pagamenti e sui maggiori controlli possibili con la fatturazione elettronica.

Lo strumento sarebbe dovuto partire nel 2020 con le prime restituzioni a partire da gennaio del 2021, per questo era stato definito anche bonus Befana. Poi la crisi coronavirus ha sconvolto il meccanismo che è rimasto congelato e il fondo è stato svuotato dal decreto Rilancio.

Con il decreto Agosto, tuttavia, sono state individuate nuove risorse per lo stesso strumento: uno stanziamento di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1,75 miliardi di euro per il 2021  per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati mediante transazioni elettroniche.

Piano Italia cashless, zero commissioni per micropagamenti

Nella cornice del piano cashless, l'Esecutivo ha anche definito un protocollo per azzerare le commissioni sui micropagamenti fino a 5 euro. L'adesione sarà strettamente volontaria, anche per evitare di incappare in rilievi Antitrust.

Diverso l’approccio per le transazioni fino a 10 o 25 euro: per transazioni di questi importi ci sarebbe la disponibilità a ridurre o azzerare le commissioni, come già fanno alcuni operatori con specifiche offerte commerciali,  ma non dovrebbe esserci un protocollo specifico e ci si affiderà alla libera iniziativa dei gestori di carte di credito.

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