
Un ulteriore rallentamento dell'economia, rispetto a quanto già previsto nella Nadef (che a sua volta ridimensiona le previsioni più rosee di aprile), è il timore che ricorre nelle audizioni sulla Nota di aggiornamento al Def che tra ieri e oggi si sono susseguite davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in vista del voto di mercoledì.
L'impatto della guerra tra Hamas e Israele non è ancora prevedibile, ma dall'Ufficio parlamentare di bilancio alla Corte dei Conti, passando per Cnel e Bankitalia, tutti concordano sui rischi che le tensioni in corso comportano sul piano economico.
Anche perchè il contesto era già complicato da una serie di altri fattori: la frenata del commercio mondiale nel corso del 2023, il proseguimento di politiche monetarie restrittive da parte della maggiori banche centrali, il rallentamento delle varie componenti della domanda, il calo della fiducia di famiglie e imprese.