Cos'è il Just Transition Fund e come funziona

 

Just Transition Fund - Foto di Vitaly Vlasov da PexelsIl passaggio a un’economia climaticamente neutrale comporta grandi cambiamenti, soprattutto per le regioni che più dipendono dai combustibili fossili. Il Just Transition Fund, da 17,5 miliardi, intende appunto aiutarle nel processo di transizione green. Per l’Italia, in lizza ci sono Taranto e il Sulcis in Sardegna.

Cos'è e come funziona il Just Transition Mechanism

Il Fondo per la transizione giusta si inquadra nell’ambito di un più ampio pacchetto di iniziative europee, il Just Transition Mechanism: si tratta di una sorta di ombrello di misure pensate per sostenere l’uscita dai combustibili fossili delle regioni europee che più ne dipendono.

Il Meccanismo di transizione equa vale 100 miliardi e comprende, oltre al Just Transition Fund, un regime ad hoc nell'ambito di InvestEU e uno strumento di prestito per il settore pubblico.

Le risorse del Just Transition Fund

A gennaio del 2020 la Commissione europea ha presentato il Fondo per la transizione giusta, proponendo di destinare al Fondo 7,5 miliardi di euro. Quindi, aveva alzato la posta fino a 40 miliardi aggiuntivi che sarebbero dovuti arrivare dal Recovery Fund, più altri 2,5 miliardi dal budget europeo. 

Aspettative che l’accordo raggiunto sul Recovery Fund e sul bilancio 2021-2027 ha rivisto al ribasso, portando la dotazione del Just Transition Fund a 17,5 miliardi (7,5 miliardi dal Quadro finanziario pluriennale 2021-27 e 10 miliardi, ripartiti su tre anni, dallo strumento Next Generation EU).

Come funziona il Fondo

Al di là delle cifre, le regole d'ingaggio per accedere alle risorse del Just Transition Fund sono state indicate dalla Commissione nella proposta iniziale.

A poter presentare domanda di accesso alle risorse del JTF sono gli Stati membri, che devono individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali per una transizione giusta, di concerto con la Commissione europea. Per l'Italia nel 2020 il Governo ha indicato l'area di Taranto e quella del Sulcis in Sardegna. 

Per mobilitare ulteriori investimenti, sono ammessi trasferimenti volontari dal FESR e dal FSE+ al JTF, così da integrare la dotazione di quest'ultimo entro il limite del triplo del sostegno da esso accordato.

Cosa finanzia (e cosa non finanzia) il Just Transition Fund

Il JTF sosterrà:

  • investimenti nelle PMI, incluse le microimprese e le start-up
  • creazione di nuove imprese
  • ricerca e innovazione, anche da parte di università e istituti pubblici di ricerca
  • energia pulita a prezzi accessibili
  • decarbonizzazione dei trasporti locali
  • innovazione e connettività digitali
  • riqualificazione dei lavoratori e delle persone in cerca di occupazione al fine di acquisire nuove competenze.

Restano fuori dal campo d'azione del Just Transition Fund gli investimenti nello smantellamento o la costruzione di centrali nucleari, le attività legate ai prodotti del tabacco e gli investimenti relativi a produzione, lavorazione, trasporto, distribuzione, stoccaggio o combustione di combustibili fossili.

Il tasso di cofinanziamento previsto

Il Parlamento ha chiesto che il tasso di cofinanziamento UE sia fissato al massimo all'85% per le regioni meno sviluppate, al 70% per le regioni in transizione e al 50% per le regioni più sviluppate. 

Inoltre, in base all'accordo raggiunto nei negoziati tra le istituzioni europee, sarà introdotto un Green Rewarding Mechanism, un “meccanismo di ricompensa ecologica” collegato alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra conseguita dalle regioni che usufruiscono del sostegno del Fondo per una transizione giusta, e un accesso condizionato al 50% delle risorse del Fondo. 

Le risorse aggiuntive saranno distribuite tra gli Stati membri, e quelli che riusciranno a ridurre i gas serra emessi dai loro impianti industriali potranno ricevere più finanziamenti.

In base all'accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio a dicembre 2020, inoltre, nei loro piani territoriali per una transizione giusta, gli Stati membri devono concentrarsi sul sostegno alle regioni ultraperiferiche e alle isole e destinare importi specifici dalle loro assegnazioni nazionali.

A febbraio 2021 è arrivata la conferma del testo di compromesso finale in vista di un accordo tra Parlamento e Consiglio. Accordo confermato dalla plenaria del Parlamento europeo il 18 maggio e dal Consiglio il 7 giugno.

Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE.

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