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Rinnovabili: le semplificazioni UE per tagliare la burocrazia e accelerare fotovoltaico e pompe di calore

Rinnovabili - Foto di Kindel MediaVia libera del Consiglio Energia al regolamento di emergenza per rendere più semplici e veloci gli iter di autorizzazione dei progetti rinnovabili. Sarà valido per 18 mesi (e 1 anno come previsto inizialmente dalla Commissione) e servirà ad accelerare le autorizzazioni per nuovi impianti fotovoltaici, repowering di impianti FER esistenti e per rendere più capillare la diffusione delle pompe di calore. L'accordo tra i 27 apre anche alle richieste di autorizzazione in corso.

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Parola d’ordine: semplificare. E farlo al più presto, vista la crisi energetica che sta investendo il Vecchio Continente e che non è destinata a concludersi così presto. Semplificazione e velocità sono i cardini del regolamento d’emergenza proposto dalla Commissione europea il 9 novembre per tagliare gli iter burocratici che troppo spesso bloccano gli investimenti nelle energie rinnovabili da parte di imprese e privati. Regolamento su cui il 24 novembre è arrivato il via libera dei Ministri dell'Energia.

Il regolamento d’emergenza per il permitting rinnovabili

Le lungaggini burocratiche sono da anni un tallone d’Achille delle energie rinnovabili. Lo sa bene la Commissione europea che già nella revisione della direttiva rinnovabili (RED II) prevede un taglio della burocrazia per gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, considerati “d'interesse pubblico prevalente”.

Non solo, nella direttiva RED II la Commissione vorrebbe anche inserire un obbligo per gli Stati membri di adottare uno o più piani che designino “go-to areas” o “zone di riferimento per le energie rinnovabili”, vale a dire zone particolarmente idonee per l'installazione di impianti FER, che possono contare su iter amministrativi accelerati.

Il passaggio sul permitting e le aree idonee è però oggetto di un braccio di ferro tra i negoziatori europei.

Forse anche per questa ragione, oltre all’ovvia necessità di far fronte alla situazione eccezionale sui mercati energetici, la Commissione ha deciso di accorciare decisamente i tempi proponendo un regolamento d'emergenza sul permitting sotto forma di un regolamento del Consiglio basato sull'articolo 122 del trattato TFUE (base giuridica che di fatto abilita un intervento dell’Unione in situazioni di emergenza).

Regolamento che permette sostanzialmente ai Paesi UE di autorizzare i progetti di energia rinnovabile in modo rapido, senza richiedere onerose modifiche alle procedure e ai sistemi giuridici nazionali. Le nuove regole rimarranno in vigore per un anno, dando così modo ai negoziatori di Parlamento e Consiglio di completare il percorso per il recepimento della nuova direttiva Rinnovabili.

Rinnovabili uguale interesse pubblico prevalente

Ricalcando quanto già previsto dalla direttiva in corso di revisione, la proposta di regolamento prevede che gli impianti di energia rinnovabile siano indicati come di interesse pubblico prevalente. Ciò consentirebbe alle nuove procedure di autorizzazione di beneficiare con effetto immediato di una valutazione semplificata per specifiche deroghe previste dalla legislazione ambientale dell'UE.

I ministri dell'Energia, nell'accordo politico raggiunto il 24 novembre, hanno aggiunto la possibilità di limitare l'applicazione di tali disposizioni a determinate parti del loro territorio e a determinati tipi di tecnologie o progetti.

Il Consiglio ha inoltre chiarito che gli Stati membri saranno autorizzati ad abbreviare ulteriormente i termini per la procedura autorizzativa. Ai Paesi UE viene inoltre data la possibilità di applicare le norme di autorizzazione più rapide per le richieste di autorizzazione in corso

Il regolamento velocizza gli investimenti in fotovoltaico e pompe di calore

Nel dettaglio, il regolamento d’emergenza punta in primis sull’energia solare e per una ragione molto semplice: si tratta di una fonte di elettricità e riscaldamento rinnovabile a basso costo che può essere implementata rapidamente, a vantaggio diretto dei cittadini e delle imprese. Del resto non è una novità che già a maggio, nella cornice del piano REPowerEU, la Commissione ha presentato la strategia UE per il solare con l'obiettivo di connettere alla rete oltre 320 GW di solare fotovoltaico di nuova installazione entro il 2025, più del doppio rispetto ai livelli odierni, e quasi 600 GW entro il 2030.

Data l'attuale volatilità dei prezzi dell'elettricità, concedere autorizzazioni molto più rapide accelererà il ritmo delle installazioni del fotovoltaico sugli edifici. Ed è proprio a questo che punta Bruxelles, che propone un termine massimo di un mese per autorizzare le apparecchiature per l'energia solare, il relativo stoccaggio co-locato e le connessioni alla rete quando non sono installate su un terreno naturale.

La proposta di regolamento esonera inoltre questi impianti dalla necessità di effettuare determinate valutazioni ambientali e introduce il concetto di "silenzio amministrativo positivo", in pratica un silenzio assenso nelle procedure per il rilascio delle autorizzazioni che mira a promuovere e accelerare la diffusione di impianti su piccola scala.

Ma il focus della Commissione non è solo sui nuovi impianti e il regolamento punta anche al ripotenziamento degli impianti di energia pulita esistenti che hanno un doppio vantaggio: oltre a ridurre il consumo di gas non necessitano della designazione di nuovi siti per le installazioni. 

La proposta snellisce quindi il processo di rilascio delle autorizzazioni applicabile al repowering dei progetti di energia rinnovabile includendo tutte le valutazioni ambientali pertinenti nel termine massimo di 6 mesi.

Inoltre, il regolamento specifica che le valutazioni ambientali dovrebbero limitarsi alla valutazione dei potenziali impatti derivanti dalla modifica o dall'ampliamento rispetto al progetto originario e introduce una procedura semplificata per le connessioni alla rete nei casi in cui il repowering non superi un aumento del 15% della capacità totale rispetto al progetto originario.

Qualora la revisione della potenza comporti un aumento fino al 15% della capacità dell'impianto di produzione, le connessioni alla rete saranno consentite entro tre mesi.

Oltre alle FER la Commissione punta su una tecnologia chiave per ridurre l’impiego del gas nel riscaldamento e raffrescamento, vale a dire le pompe di calore.

Per accelerare l'introduzione di questa tecnologia, la proposta della Commissione accelera le procedure di rilascio delle autorizzazioni introducendo un termine massimo di 3 mesi e una procedura semplificata per la connessione alla rete delle pompe di calore più piccole.

Il Consiglio, nell'accordo politico raggiunto il 24 novembre, ha definito meglio i tempi prevedendo un termine di un mese per l'installazione di pompe di calore con capacità inferiore a 50 MW e di tre mesi per le pompe di calore geotermiche.

Per alcune categorie di pompe di calore, invece, le connessioni alla rete di trasmissione o di distribuzione sono autorizzate previa notifica. In base all'accordo raggiunto dai ministri dell'Energia, gli Stati membri possono escludere determinate aree o strutture per motivi connessi alla tutela del patrimonio culturale, agli interessi della difesa nazionale o alla sicurezza.

Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce un quadro per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili (9 novembre 2022)

Regolamento del Consiglio che istituisce un quadro temporaneo per accelerare la procedura autorizzativa e la diffusione di progetti di energia rinnovabile (24 novembre 2022e

Foto di Kindel Media