Contratti di Sviluppo – corsia preferenziale per investimenti strategici

 

Il ministro Calenda e l'ad di Invitalia Arcuri illustrano le novità del contratto di sviluppo e firmano nuovi progetti di investimento

Contratti di sviluppo

Contratti di sviluppo – le imprese finanziate da Invitalia

Contratti sviluppo - come presentare progetti e domande di finanziamento

In coincidenza con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto che aggiorna la normativa sui contratti di sviluppo, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e l'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri hanno fatto il punto sulle iniziative approvate tra il 2011 e il 2016 e firmato nuovi progetti di investimento.

Contratti Sviluppo - 37 progetti in primo giorno apertura sportello

Le novità del decreto dell'8 novembre 2016

Gestito da Invitalia, il contratto di sviluppo è il principale strumento di incentivazione a supporto delle imprese che vogliono fare grandi investimenti nei settori industriale, turistico e della tutela ambientale.

Con un mix di finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e contributi in conto interessi, il contratto di sviluppo sostiene investimenti di valore non inferiore a 20 milioni di euro, con la sola eccezione della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, per cui la soglia minima è fissata a 7,5 milioni di euro, e dei programmi di ricerca, sviluppo e innovazione, per cui è pari a 1,5 milioni di euro.

Oggi firmiamo dieci nuovi contratti di sviluppo, ha detto il ministro Calenda in conferenza stampa al MISE, ricordando che il Cipe ha recentemente stanziato 950 milioni di euro per questo strumento. Attualmente la dotazione dei contratti di sviluppo è di un miliardo e 905 milioni di euro e l'obiettivo, ha detto Calenda, è firmare 51 nuovi contratti entro giugno, per un investimento totale di 2,5 miliardi.

A questo obiettivo dovrebbero contribuire le novità introdotte con il decreto dell'8 novembre 2016, appena pubblicato in Gazzetta ufficiale.

I risultati dei contratti di sviluppo sono già autorevoli, ha detto il numero uno di Invitalia Arcuri. Con le novità approvate prevediamo un cambio di approccio, ha spiegato, per cui:

  • gli incentivi si erogano solo se si fanno gli investimenti, e non si fanno gli investimenti perchè ci sono gli incentivi,
  • vi è maggiore attenzione ai tempi di accesso ai finanziamenti, ma anche a quelli di realizzazione degli investimenti da parte delle imprese,
  • si prevede una corsia preferenziale per progetti particolarmente strategici in Regioni che possono aggiungere risorse proprie.

Gli interventi di semplificazione

Nello specifico, il primo filone di modifiche riguarda la riduzione dei tempi e la semplificazione delle procedure da parte di Invitalia, che taglia del 30% i giorni previsti per l'istruttoria delle proposte e può chiedere una sola volta eventuali integrazioni per la valutazione dei progetti.

Da parte loro, le imprese:

  • devono trasmettere a Invitalia le integrazioni entro 20 giorni dalla richiesta,
  • hanno 90 giorni di tempo, anziché 120, per fornire la documentazione una volta approvato il progetto,
  • hanno 20 giorni, e non più 30, per restituire l'atto contrattuale sottoscritto,
  • devono comunicare l'avvio dell'investimento entro sei mesi dalla sottoscrizione del contratto,
  • devono concludere il programma di sviluppo entro 36 mesi dalla determinazione di concessione delle agevolazioni.

Accordi di sviluppo per grandi investimenti strategici

Il secondo ambito di intervento riguarda i cosiddetti Accordi di sviluppo per programmi di rilevanti dimensioni. Si tratta di Accordi tra Ministero dello Sviluppo economico, Invitalia, imprese, ed eventualmente Regioni che cofinanziano gli interventi, per investimenti di valore superiore a 50 milioni di euro (20 per la trasformazione di prodotti agricoli) che assumano particolare rilevanza in relazione al contesto territoriale e produttivo interessato e che rientrano in una delle tre casistiche individuate dal decreto:

  • coerenza con il piano nazionale Industria 4.0.,
  • significativo impatto occupazionale,
  • capacità di attrazione di investimenti esteri.

Per questa tipologia di progetti la nuova normativa prevede una corsia preferenziale, sia in termini di prenotazione delle risorse che relativamente ai tempi dell'istruttoria, che possono scendere fino a 90 giorni dalla presentazione della domanda.

Le nuove regole si applicano alle domande presentate a partire dalla pubblicazione del decreto dell'8 novembre in Gazzetta ufficiale, avvenuta il 21 dicembre 2016.

I nuovi contratti di sviluppo firmati da MISE e Invitalia

Con le vecchie regole, tra il 2011 e il 2016 sono state finanziate in tutto 85 iniziative, su 567 progetti presentati, per un investimento complessivo di oltre 3 miliardi, a fronte di agevolazioni per 1,6 miliardi di euro.

Gli ultimi contratti di sviluppo sono stati firmati oggi e rientrano in un pacchetto di dieci accordi, alcuni dei quali siglati già nei giorni scorsi.

Nel gruppo delle nuove beneficiarie dei contratti di sviluppo rientra Natuzzi Spa, azienda leader nel settore degli arredamenti, che ha in programma investimenti per 27,7 milioni per la ristrutturazione degli impianti e per 10,1 milioni in ricerca e sviluppo per l'innovazione dei materiali, localizzati a Santeremo in Colle (Bari) e Laterza (Taranto), in Puglia, e a Matera, in Basilicata.

Le due Regioni mettono a disposizione, rispettivamente, 15,6 milioni nel caso della Puglia e 2,4 milioni nel caso della Basilicata, cui si aggiungono 10,9 milioni a fondo perduto e 16 milioni in forma di finanziamento agevolato da parte del MISE.

Non mancano gli investimenti esteri, come nel caso di GE AVIO, realtà del gruppo statunitense General Electric specializzata nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi per l'aeronautica civile e militare.

Il sito in questo caso è lo stabilimento di Pomigliano d'Arco, in Campania, dove sono previsti investimenti industriali per 47,8 milioni e 12,8 milioni per le attività di ricerca e sviluppo. Il contributo del MISE, a fondo perduto, ammonta a 18 milioni di euro, cui si aggiungono 9,8 milioni dalla Regione Campania, per la salvaguardia di oltre mille posti di lavoro.

Nonostante le risorse per i contratti di sviluppo siano destinate principalmente al Sud, tra i nuovi accordi c'è anche un investimento localizzato in Lombardia: si tratta del progetto 45° Parallelo, che mette insieme tre società attive nella produzione di vino operanti nell'Oltrepò Pavese.

A fronte di un investimento in impianti, macchinari, attrezzature e sistemi di tracciabilità per 14,4 milioni di euro, il contratto di sviluppo mette a disposizione un finanziamento agevolato da 6,5 milioni.

> Decreto dell'8 novembre 2016 - Gazzetta ufficiale del 21 dicembre 2016

Photo credit: Ministero dello Sviluppo economico

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