Nuova Sabatini - incentivo a maglie larghe, ritocchi in arrivo

 

I particolari sono stati resi noti da Invitalia. I finanziamenti agevolati saranno sganciati dal plafond di Cassa depositi e prestiti

Author: superselect / photo on flickr

Ritocchi in vista per la Nuova Sabatini. Le indicazioni arrivano direttamente da Invitalia, la società del Ministero dell’Economia che gestisce lo strumento del Ministero dello Sviluppo economico. Nel corso di un convegno organizzato da Confindustria Cuneo sul tema sono emerse due novità interessanti. La prima è che si pensa di ampliare la platea dei beneficiari, sganciando l’incentivo dall’utilizzo del plafond di Cassa depositi e prestiti. La seconda è che queste correzioni dovrebbero entrare in un nuovo decreto, concordato tra Mise e Mef. In questo modo, l’obiettivo è di alzare i livelli di spesa nel corso del 2016.

Le regole attuali

L’incentivo della Sabatini, come noto, è disponibile fino al 31 dicembre del 2016. Riguarda finanziamenti di importo compreso tra 20mila euro e due milioni, che possono essere assistiti dal Fondo di Garanzia per le PMI fino all'80% del loro valore. A favore delle Pmi viene concesso un contributo che copre parte degli interessi relativi agli investimenti realizzati. Questo contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni. Per accedere all’incentivo, però, bisogna passare dal plafond di Cassa depositi e prestiti nel quadro della convenzione stipulata tra Mise, Abi e Cdp.

I risultati 2015

Questa struttura ha portato risultati a due facce. Da un lato, dall’aprile del 2014 fino a dicembre del 2015 sono stati erogati 2,3 miliardi di finanziamenti agevolati. Dall’altro lato, però, c’è ancora una grande disponibilità di denaro: al momento c’è ancora sul piatto poco meno della metà delle risorse disponibili (circa 5 miliardi). Segno che le regole andrebbero migliorate in qualche passaggio per raggiungere più agevolmente i target di spesa.

Così, il Governo sta pensando di tornare sulle norme che regolano il fondo, per portare qualcuno dei ritocchi chiesti a gran voce dalle imprese. La novità è stata resa nota da Susanna Zuccarini di Invitalia, nel corso di un incontro con Confindustria Cuneo. Allo studio c’è un nuovo decreto del Ministero dello Sviluppo economico, elaborato di concerto con il Ministero dell’Economia.

I ritocchi in arrivo

Nel testo ci saranno diversi ritocchi alla disciplina attuale, ma quello più rilevante riguarderà la tipologia di operazioni ammesse all’incentivo. Ci sarà, allora, la possibilità di riconoscere i contributi alle Pmi anche a fronte di un finanziamento, compreso il leasing finanziario, che non sia necessariamente erogato a valere sul plafond di provvista costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti.

Accreditamento unico requisito

L’idea, quindi, è sganciare la Sabatini da Cdp, allargando così notevolmente il raggio di soggetti potenzialmente interessati ad aderire, a cominciare dalle banche e dalle società di leasing. Queste potranno accreditarsi presso il Mise, concedere finanziamenti alle piccole e medie imprese e chiedere l’accesso agli incentivi del Ministero. Un quadro decisamente interessante, soprattutto alla luce della legge di Stabilità 2016, che ha introdotto il nuovo super ammortamento del 140%, cumulabile con la nuova Sabatini.

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