Assicurazioni agricole: in arrivo un Fondo di mutualità nazionale

 

Gestione rischio in agricoltura - Photo credit: Foto di Albrecht Fietz da Pixabay Dal negoziato sulla nuova Politica agricola comune l'Italia ha ottenuto la possibilità di destinare fino al 3% delle risorse dei pagamenti diretti agli strumenti di gestione del rischio per tutelare le imprese agricole dagli eventi catastrofali.

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Si tratta di una delle principali novità della PAC riformata in materia di assicurazioni agricole, sempre più necessarie alla luce della frequenza con cui eventi climatici avversi e vere e proprie calamità naturali colpiscono l'Europa e il nostro paese.

Un Fondo di mutualità nazionale per i rischi catastrofali

Con il via libera all'aumento dall'1 al 3% della quota di risorse del primo pilastro utilizzabili per la gestione del rischio il Ministero delle Politiche agricole ha dichiarato da subito l'intenzione di istituire un fondo di mutualizzazione per attenuare l'impatto dei cambiamenti climatici e risarcire i danni subiti dagli agricoltori in caso di catastrofi naturali.

In un intervento su Pianeta PSR Fabrizio Giuliani e Niki Lasorsa della direzione Gestione del Rischio di ISMEA anticipano i contenuti della proposta avanzata dall'Istituto al Mipaaf, nel quadro delle attività di supporto alla redazione alla del Piano strategico nazionale (PSN) che l'Italia dovrà presentare alla Commissione entro il 1° gennaio 2022. Lo strumento, che l'ISMEA ha denominato Fondo MeteoCAT, consisterebbe in un fondo di mutualità nazionale dedicato ai rischi catastrofali, quali gelo e brina, siccità e alluvione, e accessibile a tutte le aziende agricole italiane. L'obiettivo è ridurre l'esposizione al rischio e la vulnerabilità delle imprese di fronte agli eventi a più alta intensità di danno, allargando quanto più possibile la platea dei beneficiari.

Il Fondo dovrebbe quindi contribuire ad affrontare i problemi strutturali che attualmente limitano il ricorso alle assicurazioni agricole, a partire dalla selezione avversa e dalla scarsa disponibilità di assunzione di alcuni rischi, in particolare per alcune colture più esposte, e puntare a riequilibrare anche a livello settoriale e territoriale l'accesso alle risorse finanziarie per le assicurazioni agevolate e ai risarcimenti.

I dati dell'ultimo rapporto ISMEA sulla gestione del rischio in agricoltura, relativi alla campagna assicurativa 2020, indicano infatti una sostanziale tenuta del mercato delle polizze agricole agevolate, che vale oltre 8,5 miliardi di euro tra coltivazioni vegetali, polizze zootecniche e contro i danni alle strutture aziendali, ma anche il persistere della concentrazione in alcuni settori, in primis il vino, e nelle regioni settentrionali, principalmente Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia.

Come funziona il Fondo MeteoCAT

Lo strumento proposto da ISMEA e oggetto di confronto nell'ambito dei lavori del Tavolo nazionale di partenariato sul PSN, spiegano Giuliani e Lasorsa, “andrebbe a intervenire come copertura obbligatoria di primo livello, con l'obiettivo di coprire almeno il 50% dei danni medi nazionali da evento catastrofale”.

Si tratterebbe di una sorta di "condizionalità di ingresso” in un sistema di gestione del rischio articolato su tre livelli: al primo livello, caratterizzato dal Fondo nazionale per gli eventi catastrofali, si aggiungerebbero infatti un secondo livello composto dal sistema delle assicurazioni agevolate, dai Fondi di mutualità e dai Fondi per la stabilizzazione del reddito (IST), attualmente finanziati dalle Sottomisure 17.1, 17.2 e 17.3 del Programma di sviluppo rurale nazionale (PSNR 2014-2020), e un terzo livello diretto a sostenere prevenzione e mitigazione dei rischi, attraverso investimenti aziendali dedicati, risk assessment e preparazione al rischio, tramite la consulenza aziendale, e interventi ex-post, mediante misure di ripristino.

Con il meccanismo dell'adesione obbligatoria al Fondo, secondo le previsioni di ISMEA, si andrebbe a stimolare un'accesso più ampio anche ai livelli successivi, in particolare al sistema delle polizze agevolate facoltative, favorendo il riequilibrio settoriale e territoriale nell'adesione alle assicurazioni agricole e contenendo il grado di esposizione delle compagnie agli eventi catastrofali,

Il finanziamento dello strumento sarebbe a carico sia del primo che del secondo pilastro: un prelievo obbligatorio sui pagamenti diretti andrebbe a funzionare come quota privata versata dagli agricoltori per accedere alla copertura mutualistica catastrofale, mentre il cofinanziamento pubblico sarebbe a carico del FEASR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

Per approfondire: PAC: verso il piano strategico nazionale dell'Italia

Photo credit: Foto di Albrecht Fietz da Pixabay 

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